Erythranthe moschata

Mimolo moscato
Erythranthe moschata
Stato di conservazione
Specie non valutata
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Lamiidi
OrdineLamiales
FamigliaPhrymaceae
TribùLeucocarpeae
GenereErythranthe
SpecieE. moschata
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SottoregnoTracheobionta
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineScrophulariales
FamigliaScrophulariaceae
GenereErythranthe
SpecieE. moschata
Nomenclatura binomiale
Mimulus moschatus
(Douglas ex Lindl.) G.L. Nesom
Sinonimi

Mimulus guttatus var. moschatus
(Douglas ex Lindl.) Prov.

Il mimolo moscato (Erythranthe moschata (Douglas ex Lindl.) G.L. Nesom, 2012 ) è una pianta dai vistosi fiori gialli appartenente alla famiglia delle Phrymaceae.[1]

Etimologia

L'epiteto specifico (moschatus) deriva dal latino e significa "profumo simile al muschio".[2][3]

Il nome scientifico della specie è stato definito inizialmente dal botanico scozzese David Douglas (Scone, 25 giugno 1799 – Hawaii, 12 luglio 1834), perfezionato successivamente dal botanico inglese John Lindley (Catton, 8 febbraio 1799 – Turnham Green, 1º novembre 1865) nella pubblicazione "Edwards's Botanical Register - 13 1827" del 1827.[4]

Descrizione

Il portamento
Le foglie
Infiorescenza
I fiori

Queste piante arrivano al massimo ad una altezza di 2 - 5 dm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Queste piante sono vischiose con odore aromatico.[5][6][7][8][9]

Radici

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto

La parte aerea del fusto è ascendente, esile e con la superficie sparsamente peloso-ghiandolare con ingrossamenti ai nodi. I fusti sono a sezione quadrangolare a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici, mentre le quattro facce sono più o meno concave.

Foglie

  • Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto a 2 a 2 e ogni verticillo fogliare è ruotato di 90° rispetto a quello sottostante. Il picciolo nelle foglie inferiori è eretto-patente; quelle superiori sono sessili. La forma delle lamina è ovale-lanceolata con base tronca, apice acuto e bordi dentellati. Lunghezza del picciolo: 2 cm. Dimensione della lamina: larghezza 15 – 30 mm; lunghezza 28 – 50 mm.

Infiorescenza

Le infiorescenze sono formate da fiori peduncolati e solitari all'ascella delle foglie superiori. Lunghezza del peduncolo: 10 – 15 mm.

Fiore

  • Formula fiorale. Per la famiglia di queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:
x K (5), [C (2+3), A 2+2], G (2), supero, capsula.
  • Il calice, più o meno attinomorfo e gamosepalo, è a forma tubolare-conica terminante con 5 denti più o meno uguali. I denti sono lesiniformi e sono lunghi quanto la parte tubolare. Lunghezza del calice: 8 - 10 mm.
  • La corolla gamopetala è tubolosa (cilindrica) e bilabiata (zigomorfa) con struttura 2/3 e lobi patenti: il labbro inferiore è formato da 3 lobi quello superiore da due lobi (la struttura bilabiata non è molto evidente: le labbra sono poco differenziate). Il colore della corolla è gialla e rosso corallo alle fauci. Lunghezza della corolla: 2 cm.
  • Il gineceo è bicarpellare (sincarpico - formato dall'unione di due carpelli connati) ed ha un ovario supero con forme da ovoidi a oblunghe; è pubescente-ghiandoloso. Lo stilo è filiforme e unico inserito all'apice dell'ovario con stigma bilobo. I due lobi dello stigma sono provvisti di una certa sensibilità per cui si rinchiudono con uno scatto improvviso quando sono "toccati" da un insetto pronubo che vi deposita sopra del polline di un'altra pianta; dal momento che lo stigma è più sporgente degli stami è urtato sempre per primo dall'insetto pronubo, così si evita l'autoimpollinazione.[10]
  • Fioritura: da giugno a settembre.

Frutti

  • I frutti sono delle capsule ovali con deiscenza loculicida (a due valve) oppure sono indeiscenti. I semi, numerosi, sono tubercolati. Dimensione dei semi: 0,2 - 0,3 mm.

Biologia

Le specie di questo raggruppamento si riproducono per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama) o tramite il vento (impollinazione anemogama).[5]

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[11] – Distribuzione alpina[12])
  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Nord Americano.
  • Distribuzione: in Italia è una pianta comune (in espansione) ed è presente soprattutto nel Piemonte. Nelle Alpi del versante italiano è presente nella parte occidentale. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Carinzia (Austria). Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Vosgi e Carpazi.[12]
  • Habitat: l'habitat tipico per questa specie sono le radure, i cespugli in zone umide e le siepi; ma anche gli ambienti umidi temporaneamente inondati, i bordi dei ruscelli e i coltivi ornamentali (parchi, giardini e cimiteri). Il substrato preferito è calcareo e siliceo con pH neutro, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere bagnato.[12]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 100 fino a 1200 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e montano.

Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico alpino Mimulus moschatus appartiene alla seguente comunità vegetale:[12]

  • Formazione: comunità delle macro- e megaforbie terrestri
  • Classe: Molinio-Arrhenatheretea
  • Ordine: Molinietalia caeruleae

Tassonomia

La famiglia Phrymaceae è suddivisa in 5 tribù, 15 generi e circa 220 specie.[5][13][14]

Il numero cromosomico di E. moschata è: 2n = 32.[15]

Altre notizie

Il mimolo moscato in altre lingue è chiamato nei seguenti modi:

  • (DE) Moschus-Glauklerblume
  • (FR) Mimule mosqué
  • (EN) Musk

Note

  1. ↑ (EN) Erythranthe moschata, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 30/08/2025.
  2. ↑ David Gledhill 2008, pag. 264.
  3. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 28 dicembre 2017.
  4. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 28 dicembre 2017.
  5. 1 2 3 Kadereit 2004, pag. 405.
  6. ↑ Pignatti 1982, vol. 2, pag. 526.
  7. ↑ Judd 2007, pag. 490.
  8. ↑ Judd 2007, pag. 503.
  9. ↑ Motta 1960, vol. 3, pag. 307.
  10. ↑ Motta 1960, vol. 2, pag. 885.
  11. ↑ Conti et al. 2005, pag. 130.
  12. 1 2 3 4 Aeschimann et al. 2004, vol. 2, pag. 186.
  13. ↑ (EN) Barker W.R., Nesom G.L., Beardsley P.M. & Fraga N.S., A taxonomic conspectus of Phrymaceae: A narrowed circumscriptions for Mimulus, new and resurrected genera, and new names and combinations (PDF), in Phytoneuron, vol. 39, 2012, pp. 1-60.
  14. ↑ (EN) Liu B., Tan Y.-H., Liu S., Olmstead R.G., Min D.-Z., Chen Z.-D., Joshee N., Vaidya B.N., Chung R.C.K. & Li B., Phylogenetic relationships of Cyrtandromoea amd Wightia revisited: A new tribe in Phrymaceae and a new family in Lamiales, in J. Syst. Evol, 58(1), 2019, pp. 1-17, DOI:10.1111/jse.12513.
  15. ↑ Tropicos Database, su tropicos.org. URL consultato il 28 dicembre 2017.

Bibliografia

  • Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
  • Richard Olmstead, A Synoptical Classification of the Lamiales, 2012.
  • Kadereit J.W, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VII. Lamiales, Berlin, Heidelberg, 2004.
  • Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, p. 496, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore, 1960.
  • Barker, W.R., Nesom, G.L., Beardsley, P.M. & Fraga, N.S., A taxonomic conspectus of Phrymaceae: A narrowed circumscriptions for Mimulus , new and resurrected genera, and new names and combinations (PDF), in Phytoneuron, vol. 39, 16 maggio 2012, pp. 1-60.
  • Paul M. Beardsley & Richard G. Olmstead, Redefining Phrymaceae: the placement of Mimulus, tribe Mimuleae & Phryma (PDF), in American Journal of Botany, vol. 89, n. 7, 2002, pp. 1093-1102.
  • Paul M. Beardsley, Steve E. Schoenig, Justen B. Whittal & Richard G. Olmstead, Patterns of evolution in western North American Mimulus (Phrymaceae), in American Journal of Botany, vol. 91, n. 3, 2004, pp. 474-489.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume ###, Bologna, Edagricole, 1982, p. ###, ISBN 88-506-2449-2.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume ###, Bologna, Zanichelli, 2004, p. ###.
  • F.Conti, G.Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5.
  • David Gledhill, The name of plants, Cambridge, Cambridge University Press, 2008.

Altri progetti

Collegamenti esterni