Esodo Pratelli
Esodo Pratelli (Lugo, 8 febbraio 1892 – Milano, 4 gennaio 1983) è stato un pittore e regista italiano.
Biografia
Nel 1906 si iscrive al ginnasio e frequenta la Scuola comunale di disegno e pittura. Nel 1910 vince una borsa di studio, s'iscrive alla Scuola d'Arte di via Ripetta a Roma e nel 1912 si diploma. Completa la formazione all'Accademia di Francia capitolina. Trascorre due anni a Parigi (1912-1914), dove conosce i maggiori artisti transalpini. Nel 1913 visita una mostra personale di Umberto Boccioni: fu il suo incontro con il futurismo.
Tornato in Italia, nel 1914 realizzò le scenografie e i costumi per l'opera in musica L'Aviatore Dro del futurista Francesco Balilla Pratella (a causa del conflitto mondiale venne rappresentata solamente nel 1920). Nel 1919 si trasferì a Milano, dove aderì al movimento artistico Novecento ideato da Margherita Sarfatti e fu vicino particolarmente a Mario Sironi e Achille Funi. Nel 1922 fece la sua prima mostra di pittura e dal 1924 fu nominato docente della Scuola superiore d'arte applicata[1]. Nel 1926 divenne direttore. L'anno successivo fu nominato segretario del Sindacato fascista belle arti di Milano.
Durante il fascismo partecipò alle più importanti esposizioni dell'epoca, tra le quali la prima Quadriennale di Roma (1931) e la Biennale di Venezia (dal 1928 al 1934). Collaborò attivamente alla nascita della Corporazione delle arti plastiche, di cui divenne membro del Direttorio. Nel 1934 firmò, insieme ad altri artisti, il Manifesto contro il sistema dell'arte basato su mostre e mercato.
Nel 1935 si trasferì a Roma. Si dedicò al cinema e alla fine del decennio debuttò come sceneggiatore e regista realizzando tra l'altro Pia de' Tolomei, Se non son matti non li vogliamo e A che servono questi quattrini? con Eduardo e Peppino De Filippo. Fu dirigente a Cinecittà dal momento della fondazione, al Centro sperimentale di cinematografia e alla Commissione di censura cinematografica.
Nel dopoguerra girò alcuni documentari sulle arti figurative. Il distacco dalla pittura contribuì ad avvolgerlo in un cono d'ombra.
Nel 1978 il Comune di Lugo gli dedicò una grande mostra antologica. Morì a Roma il 4 gennaio 1983.
Filmografia
- Scandalo per bene (1939)
- Se non son matti non li vogliamo (1941)
- Pia de' Tolomei (1941)
- Gente dell'aria (1941)
- A che servono questi quattrini? (1942)
- L'amore degli angeli (1944)
Durante la Seconda guerra mondiale, Pratelli iniziò a lavorare a un film, abbandonandone poi la lavorazione; sarà Vittorio De Sica a riprendere il progetto e portarlo a termine col titolo La porta del cielo.
Note
- ↑ Luigi Timoncini, Pietro Nimis Scuola Superiore d'Arte applicata all'Industria Archiviato il 27 settembre 2009 in Internet Archive.
Bibliografia
- Gianni Rondolino (a cura di), Dizionario Bolaffi del cinema italiano, 1 (I registi), Torino, 1979, SBN SBL0345144.
- Pino Farinotti, Giorgio Carbone, Leo Pasqua e Tiziano Sossi, Dizionario dei registi, Milano, SugarCo, 1993, ISBN 88-7198-259-2.
Collegamenti esterni
- Esodo Pratelli, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- (EN) Esodo Pratelli, su IMDb, IMDb.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 96065779 · ISNI (EN) 0000 0003 7471 9942 · SBN UBOV105342 · ULAN (EN) 500057689 · LCCN (EN) no2019038494 · GND (DE) 189377291 |
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