Esperanta Civito

Cittadinanza Esperantica
Esperanta Civito
Cité esperantienne
Emblema della Cittadinanza Esperanta
AbbreviazioneEC
Fondazione2001
ConsoleLorena Bellotti
Lingue ufficialiEsperanto, francese (lingua diplomatica)
Membri432 (2024)
Motto"E pluribus ultra"
Sito webwww.esperantio.net/

La Esperanta Civito[1] (in francese Cité esperantienne; traducibile in italiano come Cittadinanza Esperantica) è un'entità politica sui generis, non territoriale, che si organizza come un soggetto di diritto internazionale e con l'esperanto come lingua ufficiale[2] . Nata ufficialmente il 2 giugno del 2001, i suoi principali tratti caratteristici sono la struttura organizzativa federale, come unione di diverse entità esperantiste, e lo ius sermonis, vale a dire il principio per cui la cittadinanza è attribuibile sulla base dell'aderenza a un gruppo linguistico (quello esperanto), invece che in base al sangue o al suolo[3].

Organizzazione

La Cittadinanza Esperantica è concepibile come un tentativo di dare un'istituzionalità alla diaspora Esperanto. Il Patto per la Cittadinanza fu siglato a La Chaux-de-Fonds nel 1998, e da esso scaturì nel 2001 un consorzio federalistico presidenziale, con la promulgazione della Costituzione a Sabbioneta[4].

Bandiera della Cittadinanza Esperantica.

La Cittadinanza è un collettivo che ambisce a saldare le connessioni tra gli esperantisti che sentono di appartenere non già a un movimento, ma a un gruppo linguistico diasporico e senza stato[5]. Per questo la Cittadinanza non è uno stato, non ha un'ideologia o un territorio. In questo, assomiglia a entità quali i Cavalieri di Malta o la Santa Sede.

Idee care alla Cittadinanza sono il rispetto per i diritti umani, l'adesione al modello federale e non centralizzato, nonché l'idea che l'esperanto non sia solo uno strumento di comunicazione o di composizione artistica, ma anche e soprattutto un tratto d'identità, parte cioè dell'identità di un esperantista. Questo concetto appartiene alla corrente di pensiero del raumismo[6].

L'obiettivo della Cittadinanza è far avanzare i propri valori transnazionali ed enfatizzare la funzione dell'esperanto come lingua di comunicazione alternativa per una comunità diasporica, più che una seconda lingua per l'intera umanità[7].

Alla Cittadinanza aderiscono degli enti consorziati (paktintaj establoj) che costituiscono le entità "federali" dell'organizzazione: tra i più importanti Literatura Foiro, Heroldo de Esperanto, LF-koop, Centro di Interlinguistica e il Centro PEN Esperanto.[8]

Caratteristiche

Esperanto-Domo di La Chaux-de-Fonds.

Carta Costituzionale

Le norme fondamentali della Cittadinanza sono menzionate nella Carta Costituzionale del 2001[4], la quale si basa sulla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (1948) e sul Patto per la Cittadinanza Esperantica (1998)[9].

La Cittadinanza ha una struttura simile a quella di una repubblica presidenziale. L'istituzione legislativa è il Parlamento[10], composto dal Foro (che rappresenta gli enti consorziati) e il Senato (che rappresenta i cittadini): ambedue le camere sono presiedute dal Console. Questi è anche a capo del potere esecutivo, detenuto dal Capitolo (il "governo"): a fianco del Console qui siedono il Primo Viceconsole (eletto in ticket col Console durante le elezioni) e da altri viceconsoli (al massimo sette)[11]. Il potere giudiziario appartiene alla Corte, eletta dal Foro, la camera alta, ogni due anni[12].

Essendo un'entità federale, le istituzioni della Cittadinanza sono sussidiarie agli enti consorziati: il Capitolo non ha diritto a invadere le loro competenze né a sottrarre loro prerogative. Al contrario, per il principio di sussidiarietà, la Cittadinanza tende, in dubio, a favorire la delega di competenze agli enti, invece che creare istituzioni ad hoc per espletarle.

Istituzioni

Senato della Cittadinanza Esperantica (2025-2029)
Gruppo politico Nome Lingua di educazione
Verde Lorena Bellotti italiano
Verde Charlotte Florence Batuseka francese
Verde Manuela Blanco castiliano
Verde Giorgio Di Nucci italiano
Verde Rubèn Fernández castigliano, catalano
Verde Alessio Giordano italiano
Verde Antonio Justicia castigliano
Verde Miroslava Kirova bulgaro
Verde Perla Martinelli italiano
Verde Laura Miller inglese
Verde Fernando Pita portoghese
Verde Hubert Michael Schweizer tedesco
Bianco Anna Bartek (Anjo Amika) ungherese
Bianco Lucien Kagina rundi, francese
Bianco Abdoulrahman Bukuru rundi, francese
Bianco Tihomir Lovriĉ croato
Bianco Honoré Sebuhoro francese
Bianco Kalle Vilbaste estone
Foro della Cittadinanza Esperantica
Ente consorziato Membri del Foro
Esperanto-Societo Sukceso Aleksandar Holevitch
Heroldo de Esperanto Herman Deceuninck, Giorgio Silfer
Kultura Centro Esperantista Giuseppe Pranzo Zaccaria
Literatura Foiro Giacomo Comincini
Esperantista Domo de Kulturo Dimitrinka Kateva, Ivaniĉka Maĝarova
Kooperativo de Literatura Foiro Marc Hiltbrand
Interlingvistika Centro Cristina Stefani, Marco Picasso
Esperanta PEN-Centro Georgi Miĥalkov
Esperanto Poitou-Charentes Patrick Boursicot
ASSI Scout Ariele Baldrati
Feminisma Esperanta Movado Roland Eriksson
Studenta Esperanta Ligo Prosper Ntuzwenimana
Kooperativo Esperanto-Amikaro Mayra Núñez Hernández, Nancy Aquino Acevado
Societo Internacia por Paco Universala Libéré Mudende, Frederiko Nimubona
Hilelista Esperanto-Komunumo Raymond Brisebois
Esperanta Naturamikaro Antonio Vazquez
Societo Solidareco Bona Volo Alphonse Waseka
Fajszi Amika Rondo Peter Szilvássy
Kotdivuara Esperanto-Asocio Antoine Kouablan
Islama Esperanto Klubo Annas Ahishakiye, Shabani Muruta
Unio de Esperantistoj por la Disvolvo de Uviro Sylvestre Mogumbekere
Afrika Esperanto-Instituto Jean-Sacha Barikumutima, Janvier Ndericimpaye
Civila Esperanta Servo François-Mauriack Nunda
Capitolo della Cittadinanza Esperantica (2025-2029)
Titolo Nome Ufficio
senatrice Lorena Bellotti Console
senatrice Manuela Blanco Prima Viceconsole

viceconsole per gli affari interni

membro del Foro Giacomo Comincini viceconsole per l'informazione
senatore Rubèn Fernández viceconsole per le biblioteche e gli archivi
senatore Alessio Giordano viceconsole per la formazione
senatore Miroslava Kirova viceconsole per gli affari sociali
membro del Foro Giorgio Silfer viceconsole per le finanze
Esperanto-Domo di Malaga.

Vita politica

Protagonisti della vita politica della Cittadinanza sono i partiti, che prendono parte alle elezioni per il Senato attraverso delle liste. Sin dal 2001 la Lista Verde (progressista, ecologista e laica) ha sempre avuto la maggioranza in Senato e, di conseguenza, tutti i Consoli finora insediati provengono da tale fazione[13]. La Lista Bianca, conservatrice e confessionale, è da sempre il principale gruppo di opposizione, anche se è esistita per alcuni anni una Lista Rossa, socialista.

Ogni cinque anni avviene l'elezione per il Senato. Il Foro non è eletto dai cittadini, essendo la camera di rappresentanza degli enti; i membri del Foro sono infatti nominati da questi e hanno un mandato teoricamente illimitato, finché l'ente mantiene tale delega. Comunque, la legge elettorale, che segue il metodo D'Hondt, assegna sei seggi del Senato alla lista vincente, come premio di maggioranza[14].

Cittadini della Cittadinanza Esperanto.

Simboli della Cittadinanza

Oltre alle succitate istituzioni, la Cittadinanza ha molti altri tratti simili a quelli appartenenti solitamente a uno stato, tranne, naturalmente, un territorio e un esercito. Tra questi ci sono:

  • Bandiera (quella tradizionale del movimento);
  • Inno (La Espero)[15];
  • Banca civica;
  • Comitato Linguistico dell'Esperantia[16];
  • Motto: (E pluribus ultra, "dai molti, oltre");
  • Bollettino ufficiale (Heroldo Komunikas)[17];
  • Feste (14 aprile, Giorno in memoria dei pionieri; 2 giugno, Giorno della Lingua Esperanto; 10 agosto, Giorno del Patto; 15 dicembre, Giorno della Cultura Esperanto).

Cittadini

L'adesione alla Cittadinanza, chiamata a sua volta cittadinanza, è gratuita e vitalizia. Ogni cinque anni, la Cittadinanza compie un censimento:

Censo
Jaro 2006 2011 2016 2019 2024
Civitanoj 275 401 433 459 432
Capitolo della Cittadinanza Esperantica (2025-2029).

Decisiva premessa per chiedere la cittadinanza è percepirsi come parte di un popolo in diaspora caratterizzato da una lingua minoritaria. La cittadinanza garantisce l'accesso a sconti per i servizi offerti dagli enti consorziati, nonché permette di partecipare alla vita politica della Cittadinanza, votando e candidandosi.

Per chiedere la cittadinanza, occorre saper parlare l'esperanto. Basta rivolgersi a uno degli enti consorziati affinché questo si faccia carico del processo di acquisizione della cittadinanza. Si può anche acquisire la cittadinanza per parentela: in quel caso, non occorre alcun ente consorziato che sponsorizzi la richiesta, ma è necessario disporre di una certificazione di lingua[18].

Relazioni internazionali

La Cittadinanza Esperantica dispone, come principale strumento per la gestione delle relazioni internazionali, di cosiddette legazioni (a La Chaux-de-Fonds, Stoccolma, Budapest e, dal 2026, Bujumbura)[19].

Alcuni enti consorziati prendono parte individualmente, a nome della Cittadinanza, a organizzazioni internazionali: per esempio, il Centro Culturale Esperantista (KCE) presso l'Association of Language Testers in Europe[20], gli Amici della Natura Esperantisti (ENa) presso Naturfreunde Internationale o il Centro PEN Esperanto presso PEN International.

Note

  1. ↑ A volte tradotto come Cittadinanza Esperantica.
  2. ↑ (EN) Destrutturalismo, Civitas esperantica, ius sermonis • Antiche Curiosità, su Antiche Curiosità, 29 giugno 2020. URL consultato il 29 agosto 2025.
  3. ↑ Raŭmismo | Esperanta Civito, su www.esperantio.net. URL consultato il 29 agosto 2025.
  4. 1 2 Konstitucia Ĉarto | Esperanta Civito, su www.esperantio.net. URL consultato il 29 agosto 2025.
  5. ↑ Responde al oftaj demandoj | Esperanta Civito, su www.esperantio.net. URL consultato il 29 agosto 2025.
  6. ↑ (FR) La raŭma vojo - Pri ni, su Literatura Foiro. URL consultato il 29 agosto 2025.
  7. ↑ Sul popolo esperantiano, su Treccani. URL consultato il 29 agosto 2025.
  8. ↑ Establoj | Esperanta Civito, su www.esperantio.net. URL consultato il 29 agosto 2025.
  9. ↑ Normaro | Esperanta Civito, su www.esperantio.net. URL consultato il 29 agosto 2025.
  10. ↑ Parlamento | Esperanta Civito, su www.esperantio.net. URL consultato il 29 agosto 2025.
  11. ↑ Kapitulo | Esperanta Civito, su www.esperantio.net. URL consultato il 29 agosto 2025.
  12. ↑ Kortumo | Esperanta Civito, su www.esperantio.net. URL consultato il 29 agosto 2025.
  13. ↑ Konsulo | Esperanta Civito, su www.esperantio.net. URL consultato il 29 agosto 2025.
  14. ↑ Rezultoj de la skrutinioj por la Senato 2025-29 | Esperanta Civito, su www.esperantio.net. URL consultato il 29 agosto 2025.
  15. ↑ Kantaro | Esperanta Civito, su www.esperantio.net. URL consultato il 29 agosto 2025.
  16. ↑ Lingva Komitato | Esperanta Civito, su www.esperantio.net. URL consultato il 29 agosto 2025.
  17. ↑ Heroldo Komunikas | Esperanta Civito, su www.esperantio.net. URL consultato il 29 agosto 2025.
  18. ↑ Lex Valeria | Esperanta Civito, su esperantio.net. URL consultato il 29 agosto 2025.
  19. ↑ La orienta legacio estas translokita | Esperanta Civito, su www.esperantio.net. URL consultato il 29 agosto 2025.
  20. ↑ Association of Language Testers in Europe (ALTE) - Our Associate Members, su www.alte.org. URL consultato il 29 agosto 2025.

Collegamenti esterni