Ettore Reina
| Ettore Reina | |
|---|---|
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| Deputato del Regno d'Italia | |
| Durata mandato | 1° dicembre 1919 – 7 aprile 1921 |
| Legislatura | XXV |
| Collegio | Milano |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Partito Socialista Italiano (PSI) |
| Professione | leader sindacale |
Ettore Reina (Milano, 27 luglio 1871 – Monza, 8 novembre 1958) è stato un giornalista, politico e sindacalista italiano.
Biografia
Leader sindacale: cappellaio, socialista e membro del parlamento
Nato a Milano, Reina rimase orfano all'età di 9 anni[1]. Entrò in un orfanotrofio e riuscì a completare un apprendistato come compositore prima di lasciarlo cinque anni dopo.[2] Si interessò al socialismo, aderendo alla società di mutuo soccorso "Ordine e Lavoro" e al Partito Socialista Italiano (PSI), per il quale si candidò per la prima volta nel 1897.[2]
Nel 1898, Reina divenne segretario del Consiglio dei Sindacati di Monza, fondando e dirigendo il giornale La Brianza Lavoratrice.[2]. Si impegnò profondamente con i cappellai locali, aiutandoli a negoziare un contratto collettivo nel 1899, e contribuì poi alla creazione della Federazione Italiana Cappellai (FILC) nel 1902. Divenne il leader del nuovo sindacato e nel 1906 partecipò alla fondazione della Confederazione Generale del Lavoro (CGdL), con Reina nel comitato esecutivo della federazione.[2]
Nel 1919, Reina fu eletto deputato di Milano alla Camera dei Deputati, carica che ricoprì fino al 1921. Nel 1922, lasciò il Partito Socialista Italiano (PSI) per aderire al Partito Socialista Unificato (PSU), nato dalla scissione riformista. Dal 1921 al 1928 fu anche segretario generale dell'Unione Internazionale dei Cappellai[2][3].
Attività sindacale sotto il fascismo
Dopo l'ascesa al potere dei fascisti e la messa al bando della CGdL, Reina partecipò, insieme a Rinaldo Rigola, alla creazione dell'Associazione Nazionale Studi - Problemi del Lavoro[2]. Successivamente, Mussolini chiese a Reina di guidare una nuova federazione di sindacati fascisti, ma egli rifiutò e continuò la sua attività sindacale lavorando contemporaneamente come correttore di bozze per un'azienda carbonifera. Nel 1940, fu brevemente internato.[2]. Dopo il suo rilascio, iniziò ad aiutare i rifugiati e, alla fine della guerra, si candidò senza successo a diverse elezioni. La FILC fu ricostituita e Reina sembra aver ripreso la carica di segretario generale prima di ritirarsi nel 1947 [4].
Note
- ↑ Reina Ettore, su Archivio biografico del movimento operaio. URL consultato il 26 maggio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 Fondo Ettore Reina (PDF), su archiviolavoro.it, Associazione Archivio del lavoro.
- ↑ (EN) Johannes Sassenbach, Twenty-five years of international trade unionism, Amsterdam, International Federation of Trade Unions, 1926, pp. 103–104.
- ↑ Myriam Bergamaschi, I sindacati della CGIL 1944-1968: un dizionario, Fondazione ISEC, 2007, p. 130, ISBN 978-8883358289.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Ettore Reina, su storia.camera.it, Camera dei deputati.
- Reina Ettore, su Archivio biografico del movimento operaio.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 60277730 · ISNI (EN) 0000 0000 4708 3780 · SBN LO1V134603 · LCCN (EN) no2008015687 · GND (DE) 133698971 · BNF (FR) cb155857146 (data) |
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