Eugenio Di Mattei

Eugenio Di Mattei o de Mattei (Messina, 23 gennaio 1859 – Catania, 29 gennaio 1945) è stato un medico e igienista italiano.

Biografia

Nacque il 23 gennaio 1859 a Messina, nel Regno delle Due Sicilie, da Pietro di Mattei e Anna Rapisarda.[1]

Si laureò presso l'Università degli Studi di Catania nel 1883, ottenendo poi la libera docenza in patologia generale; presso il medesimo ateneo iniziò la sua carriera accademica nel 1886 come professore incaricato di istologia normale e patologica. Ebbe la possibilità di frequentare laboratori e istituti diretti dai maggiori patologi del tempo, come Angelo Maffucci, Giulio Bizzozero e Pio Foà, e si affermò nella ricerca in ambito nefrologico, farmacologico, tossicologico ed endocrinologico.[1]

Nel 1887 vinse una borsa di studio di perfezionamento all'estero e si recò a Monaco di Baviera presso l'istituto dell'anatomista Karl Wilhelm von Kupffer, occupandosi delle sue ultime ricerche in ambito morfologico e patologico prima di interessarsi alla microbiologia. Successivamente si recò presso la scuola dell'igienista Max Joseph von Pettenkofer, perfezionandosi ulteriormente presso i laboratori di Robert Koch a Berlino e di Louis Pasteur a Parigi.[1]

Rientrato in patria, fu allievo di Angelo Celli, sotto cui poté effettuare numerosi studi sulla diagnosi batteriologica del colera, sulla biologia del bacillo di Koch, sulla sopravvivenza dei germi patogeni nelle acque stagnanti e sull'immunità ereditaria.[1]

Nel 1889 vinse un concorso per ricoprire la cattedra di igiene all'Università di Catania per un biennio, passando poi brevemente nello stesso ruolo all'Università degli Studi di Palermo. Tornò all'ateneo catanese nel 1892 come professore ordinario di igiene sperimentale e batteriologia, rimanendovi in carica fino al 1935 e ricoprendo numerosi ruoli accademici rilevanti, tra cui quello di Presidente della Facoltà di Medicina nonché quelli di direttore delle scuole di pedagogia e farmacia. L'ottenimento della cattedra fu particolarmente arduo anche a causa di numerose rivalità, come traspare dalla corrispondenza con Celli.[1]

Fu membro di numerose accademie e istituti scientifici tra cui: la Reale Accademia medico-chirurgica di Napoli, Reale Accademia medica di Roma, Reale Accademia medica di Torino, Reale Accademia di scienze mediche, Società di scienze naturali ed economiche e Regia Academia Panormitana Scientiarum Literarum Bonarumque Artium di Palermo, Accademia Gioenia di scienze naturali di Catania (di cui fu vicepresidente dal 1930 al 1935)[2], Società Lancisiana degli Ospedali di Roma, Lega nazionale contro la malaria e la tubercolosi e Reale Società italiana di igiene.[1]

Sposò Maria Sciuto Patti, figlia dell'architetto Carmelo Sciuto Patti, e la coppia ebbe almeno tre figli: Giuseppe, Pietro e Rodolfo; di cui i primi due seguirono le sue orme in ambito medico.[1]

Morì a Catania il 29 gennaio 1945.[1]

Nel 1966 il comune di Roma gli ha dedicato una strada nel suburbio Trionfale.[3]

Onorificenze

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 Giuseppina Bock Berti, DI MATTEI, Eugenio, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 40, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1991. URL consultato il 27 settembre 2025.
  2. ↑ L'Accademia Gioenia di Catania: un sodalizio per il progresso scientifico (PDF), su gioenia.unict.it, Accademia Gioenia. URL consultato il 27 settembre 2025.
  3. ↑ Via Eugenio Di Mattei, su geoportale.comune.roma.it, Roma Capitale - Ufficio toponomastica. URL consultato il 27 settembre 2025.

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