Eva Figes
Eva Figes (Berlino, 15 aprile 1932 – 28 agosto 2012) è stata una scrittrice e saggista britannica di origine tedesca.
Nata Eva Unger in una famiglia ebraica, fu autrice di romanzi sperimentali, saggi di critica letteraria e studi sulla condizione femminile. Raggiunse notorietà con il saggio femminista Patriarchal Attitudes (1970), mentre il romanzo Winter Journey le valse il Guardian Fiction Prize nel 1967.[1]
Biografia
Eva Unger nacque a Berlino il 15 aprile 1932, primogenita di una famiglia ebraica benestante e non osservante. Durante la notte dei cristalli, nel novembre 1938, il padre fu arrestato e internato nel campo di concentramento di Dachau. Dopo la sua liberazione, nel marzo 1939 la famiglia riuscì a rifugiarsi nel Regno Unito.[1]
Cresciuta a Londra, inizialmente incontrò difficoltà di inserimento a causa delle proprie origini tedesche. Studiò in seguito letteratura inglese al Queen Mary College dell'Università di Londra, dove conseguì la laurea nel 1953. Nel 1988 lo stesso ateneo, divenuto Queen Mary and Westfield College, la nominò fellow.[1]
Nel 1955 sposò John Figes, dal quale ebbe due figli: la scrittrice Kate Figes e lo storico Orlando Figes. Dopo il divorzio, avvenuto nel 1962, lavorò presso diverse case editrici, dedicandosi contemporaneamente alla scrittura. Negli anni sessanta entrò in contatto con gli ambienti della narrativa sperimentale britannica.[1]
Fu inoltre legata da una lunga amicizia allo scrittore tedesco Günter Grass e intrattenne una corrispondenza con lo scrittore e critico d'arte John Berger. Le lettere di Berger, insieme ai manoscritti, agli appunti e ai documenti personali di Figes, sono conservate presso la British Library.[2]
Morì il 28 agosto 2012, all'età di ottant'anni.[1]
Attività letteraria
Figes esordì nella narrativa con Equinox, pubblicato nel 1966. L'anno seguente uscì il suo secondo romanzo, Winter Journey, incentrato sugli ultimi giorni di vita di un anziano e vincitore del Guardian Fiction Prize.[1]
La sua produzione narrativa si caratterizza per la sperimentazione formale, la frammentazione del punto di vista e l'attenzione ai processi della memoria e della percezione. Nei suoi romanzi la dimensione interiore dei personaggi si intreccia spesso con l'osservazione del mondo esterno.[1][3]
Tra le opere maggiormente apprezzate figura Light (1983), ricostruzione impressionistica di una giornata nella vita del pittore Claude Monet. Figes dichiarò di considerarlo il proprio romanzo migliore.[1]
Nei testi autobiografici affrontò più volte l'esperienza dell'esilio, la persecuzione degli ebrei nella Germania nazista e le conseguenze della guerra sulla propria famiglia. Little Eden: A Child at War (1978) rievoca la sua infanzia durante il conflitto; Tales of Innocence and Experience (2003) intreccia i ricordi dell'autrice con il rapporto tra una nonna e la nipote; Journey to Nowhere (2008) prende avvio dalla vicenda della domestica della famiglia Unger, rimasta inizialmente in Germania e poi emigrata in Palestina.[1][4]
Attività femminista e saggistica
Nel 1970 pubblicò Patriarchal Attitudes: Women in Society, uscito nello stesso anno di L'eunuco femmina di Germaine Greer e La politica del sesso di Kate Millett. Il libro analizza le radici culturali, religiose, sociali ed economiche della subordinazione femminile, sostenendo che molti dei caratteri tradizionalmente attribuiti alle donne siano il risultato dell'educazione e delle convenzioni sociali, più che di differenze naturali.[1]
Il saggio esamina le immagini della donna elaborate da pensatori e scrittori appartenenti alla tradizione culturale occidentale, dai testi biblici fino a Sigmund Freud, e critica il matrimonio tradizionale come istituzione capace di perpetuare rapporti diseguali tra i sessi.[1] Tradotto in italiano con il titolo Il posto della donna nella società degli uomini, fu pubblicato da Feltrinelli nel 1977.[5]
Secondo la studiosa Paola Bono, Figes continuò anche nei romanzi a sviluppare una scrittura sperimentale e frammentaria, nella quale la critica dei ruoli di genere si accompagnava alla ricerca di forme narrative differenti da quelle tradizionali.[3]
Alla riflessione femminista appartiene anche Sex and Subterfuge: Women Writers to 1850 (1982), dedicato alle strategie adottate dalle scrittrici per operare all'interno di una tradizione letteraria prevalentemente maschile. Nel 1993 curò inoltre Women's Letters in Wartime, 1450–1945, raccolta di lettere scritte da donne durante diversi conflitti.[4]
Archivio
Nel 2009 la British Library acquistò l'archivio di Eva Figes. Il fondo comprende bozze e materiali preparatori relativi ai romanzi, ai saggi, alle memorie, alle opere teatrali e radiofoniche, oltre a corrispondenza, fotografie, recensioni e documenti personali.[6][2]
Opere
Romanzi
- Equinox, 1966
- Winter Journey, 1967
- Konek Landing, 1969
- B, 1972
- Days, 1974
- Nelly's Version, 1977
- Waking, 1981
- Light, 1983
- The Seven Ages, 1986
- Ghosts, 1988
- The Tree of Knowledge, 1990
- The Tenancy, 1993
- The Knot, 1996
Saggi
- Patriarchal Attitudes: Women in Society, 1970
- Edizione italiana: Il posto della donna nella società degli uomini, traduzione di Raffaele Petrillo, Milano, Feltrinelli, 1977
- Tragedy and Social Evolution, 1976
- Sex and Subterfuge: Women Writers to 1850, 1982
- Women's Letters in Wartime, 1450–1945, 1993, a cura di
Opere autobiografiche
- Little Eden: A Child at War, 1978
- Tales of Innocence and Experience: An Exploration, 2003
- Journey to Nowhere, 2008
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 (EN) Eva Tucker, Eva Figes obituary, su The Guardian, 7 settembre 2012. URL consultato l'11 luglio 2026.
- 1 2 (EN) Eva Figes Archive, su British Library Archives and Manuscripts Catalogue. URL consultato l'11 luglio 2026.
- 1 2 Paola Bono, Canoni femministi radicati nel tempo, su il manifesto, 18 settembre 2012. URL consultato l'11 luglio 2026.
- 1 2 (EN) Eva Figes, su Bloomsbury Publishing. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Il posto della donna nella società degli uomini, su Librinlinea. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ (EN) Alison Flood, British Library acquires Eva Figes archive, su The Guardian, 12 ottobre 2009. URL consultato l'11 luglio 2026.
Bibliografia
- Paola Bono, Canoni femministi radicati nel tempo, in il manifesto, 18 settembre 2012.
- (EN) Eva Tucker, Eva Figes obituary, in The Guardian, 7 settembre 2012.
Collegamenti esterni
- (EN) Eva Figes, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Opere di Eva Figes, su Open Library, Internet Archive.
- Eva Figes sul sito di Bloomsbury Publishing
- Archivio di Eva Figes presso la British Library
- Eva Figes sul sito di Granta
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 44298731 · ISNI (EN) 0000 0001 0892 6009 · LCCN (EN) n50002720 · GND (DE) 118948172 · BNE (ES) XX927830 (data) · BNF (FR) cb11902750t (data) · J9U (EN, HE) 987007261176405171 |
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