Evelyn Page

Evelyn Page, nata Evelyn Margaret Polson, OBE (Christchurch, 23 aprile 1899 – Wellington, 28 maggio 1988), è stata una pittrice neozelandese; la sua carriera è durata settant'anni e i suoi principali settori di interesse erano i paesaggi, i ritratti, le nature morte e i nudi[1].

Primi anni di vita

Evelyn Page nacque a Christchurch, in Nuova Zelanda nel 1899, ultima di sette figli di Mary Renshaw e John Polson.[2] Suo padre era contabile e poi direttore dell'azienda calzaturiera Suckling Brothers.[2] I suoi genitori incoraggiarono lei e le sue sorelle a imparare la musica e la pittura fin dalla tenera età; infatti, Evelyn sapeva leggere sia le parole che la musica ed era in grado di disegnare prima ancora di iniziare la scuola.[3]

Formazione

Nel 1906 la Page iniziò la scuola elementare alla Sydenham School.[2] Inizialmente voleva seguire le orme del padre e imparare la contabilità, e quindi chiese di essere mandata al Christchurch Technical College, ma l'esperienza non le piacque.[3] All'età di 15 anni, si iscrisse invece alla Canterbury College School of Art come allieva junior. Passò rapidamente dai corsi elementari a quelli avanzati, sotto la guida dei suoi insegnanti Cecil Kelly, Leonard Booth, Archibald Nicoll e Richard Wallwork. Durante gli anni scolastici ricevette numerosi premi e ottenne il massimo dei voti agli esami.[1][2]

Durante gli studi artistici strinse amicizie durature con diverse donne della zona impegnate nel campo letterario e artistico, tra cui la scrittrice Ngaio Marsh e la collega artista Viola Macmillan Brown.[3]

Fu anche allieva della pittrice Margaret Stoddart, anch'essa originaria del Canterbury.[4]

Carriera

Nel 1922 fu eletta membro della Canterbury Society of Arts, il che le permise di iniziare a lavorare come artista professionista, esponendo e vendendo ritratti e paesaggi in tutta la Nuova Zelanda.[2] Nel 1927 fu membro fondatore di un gruppo di artisti di Canterbury che divenne noto semplicemente come The Group. Si trattava di artisti interessati a rompere con le tradizioni del mondo dell'arte e desiderosi di avviare un movimento modernista.[2][5]

Dal 1930 al 1936 fu insegnante alla Canterbury College School of Art. Durante questo periodo ebbe come allievo Bill Sutton, che in seguito divenne un artista famoso.[3] Nel 1933 fu membro fondatore della New Zealand Society of Artists.[2]

Influenze

Numerosi viaggi all'estero influenzarono il suo lavoro. Nel 1936 si recò in Europa, dove visitò la Tate Gallery di Londra e rimase colpita dai post-impressionisti francesi. Dopo questo viaggio iniziò a utilizzare colori puri.[3]

Alcuni anni dopo iniziò ad ammirare il lavoro di Kokoschka e nel 1956-1957 si recò a Salisburgo, in Austria, per frequentare una scuola estiva dedicata a questo artista.[1]

Apprezzamento

Nel 1983 fu nominata membro della New Zealand Academy of Fine Arts ed è stata anche la prima artista a ricevere il Governor-General's Art Award.[2]

Nel 1987, in occasione dei New Year Honours, fu nominata Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico per i servizi resi all'arte.[6]

Vita privata

La Page sposò il pianista Frederick Page nel 1938 a Governors Bay, vicino a Christchurch,[1] e per i successivi sette anni affittarono una casa di campagna in quella località prima di trasferirsi a Wellington.[2] Ebbero due figli, un maschio (Sebastian, nato nel 1939) e una femmina (Anna, nata nel 1942).[3] Il marito morì improvvisamente nel 1983 e la Page morì nel 1988 a Wellington.[2]

Note

  1. 1 2 3 4 (EN) Ferner Galleries | Evelyn Page, su www.fernergalleries.co.nz. URL consultato il 7 febbraio 2016.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 (EN) Janet Paul, in Dictionary of New Zealand Biography, Ministry for Culture and Heritage. URL consultato il 23 aprile 2017.
  3. 1 2 3 4 5 6 (EN) Janet Paul, Evelyn Page – Seven Decades, Christchurch, New Zealand, Robert McDougall Art Gallery, 1986, pp. 11–75, ISBN 0868617385.
  4. ↑ (EN) Bee Dawson, Lady painters: the flower painters of early New Zealand, Auckland, New Zealand, Viking, 1999, p. 123, ISBN 0670886513.
  5. ↑ (EN) Across the plains by Viola Macmillan Brown Notariello, su christchurchartgallery.org.nz. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  6. ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 50766, 31 dicembre 1986, p. 34.

Collegamenti esterni

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