Faida di Taranto

Faida di Taranto
Data1989-1991
LuogoRione Tamburi, Taranto Rione Paolo VI Rione Salinella

Città vecchia Taranto

Casus belliguerra fratricida per il contrabbando dell'eroina
EsitoVittoria Del Clan di Antonio Modeo.

Collaborazione con la giustizia da parte di Riccardo e Gianfranco Modeo

Schieramenti
Clan Modeo fazione di Antonio ModeoClan Modeo fazione dei fratelli Modeo
Comandanti
Antonio Modeo†

Salvatore De Vitis+ Orlando D'Oronzo Cataldo Ricciardi Gregorio Cicala

Matteo La Gioia+
Gianfranco Modeo
Riccardo Modeo
Claudio Modeo

Giuseppe Galeone Giuseppe Cesario Cosimo Cesario Francesco Di Bari Cataldo Catapano Cosimo Murianni+

Salvatore Annaccondia
Perdite
Circa 170 morti[1]
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La faida di Taranto fu una violenta guerra fratricida tra fazioni criminali perpetrata tra il 1989 e il 1991.

Storia

Antonio Modeo, detto il messicano, insieme ai suoi fratellastri Gianfranco, Riccardo e Claudio fondò un'alleanza criminale nella zona di Taranto. In poco tempo il clan Modeo egemonizzò il controllo sulle attività illecite, quali: contrabbando di sigarette, estorsioni, usura e bische clandestine[2]. Il clan iniziò però a dividersi quando i fratellastri di Antonio proposero di contrabbandare droga, in particolare l'eroina, ma Antonio rifiutò poiché avrebbe portato solo all'attenzione generale. I fratellastri decisero allora di organizzarsi in una struttura mafiosa indipendente che iniziò a smerciare eroina. Ciò portò a diversi dissapori tra i due clan e iniziò così la guerra. Per la guerra, i fratelli Modeo si allearono con Salvatore manomozza Annacondia, invece Antonio Modeo si alleò con le famiglie De Vitis e D’Oronzo. Nel luglio del 1989, Paolo De Vitis, padre di Salvatore, fu ucciso dai fratelli Modeo, il giorno dopo Cosima Ceci, madre dei fratelli Modeo, fu uccisa in risposta all'omicidio[3]. In seguito all'omicidio di Cosima, un commando armato dei fratelli Modeo esplosero decine di colpi contro l'abitazione di Antonio Modeo, il quale però non era in casa e riuscì così a salvarsi. Il 31 agosto del 1989, Michele Galeone, fedelissimo e autista di Antonio Modeo, fu ucciso da due sicari in macchina[4]. Il 28 ottobre 1989, giorno in cui Papa Giovanni Paolo II venne a Taranto, arrivò la risposta, un'autobomba esplose sotto l'abitazione di Claudio Modeo, senza causare vittime[5]. Il 16 agosto 1990 Antonio Modeo fu ucciso da un commando mandato da Salvatore Annacondia[6]. La guerra però non terminò. Nel gennaio del 1991, avvenne una sparatoria nel quartiere Tamburi in cui perse la vita una bambina di soli 6 mesi, il vero obbiettivo era il padre della bambina[1]. L'ultimo evento avvenne il 1º ottobre 1991 quando un commando armato composto da tre sicari, due con passamontagna l'altro invece a volto scoperto, uccisero 4 persone innocenti nella cosiddetta strage della barberia, il vero obiettivo era un boss che si salvò dato che uscì poco prima che il commando arrivò[7]. Dopo la strage, ci furono numerosi arresti, tra cui i fratelli Modeo trovati in una masseria bunker, che dimezzarono i clan e indebolirono il loro potere a Taranto.

Note

  1. 1 2 Trent'anni fa la Strage della barberia, l'atto finale della faida di Taranto: storia del clan Modeo, i 160 omicidi in un biennio e i contatti con Gelli, su ilfattoquotidiano.it, 1º ottobre 2021. URL consultato il 14 febbraio 2022.
  2. ↑ Rassegna di documenti processuali concernenti le mafie pugliesi, relazione di Michele Emiliano, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bari (PDF), su csm.it. URL consultato il 6 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2007).
  3. ↑ La mattanza tarantina compie 30 anni, su laringhiera.net, 17 ottobre 2018. URL consultato il 14 febbraio 2022.
  4. ↑ Quei terribili anni di sangue e di terrore, su tarantobuonasera.it. URL consultato il 14 febbraio 2022 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2022).
  5. ↑ Morto Riccardo Modeo, boss negli anni '80 '90, su tarantobuonasera.it. URL consultato il 14 febbraio 2022 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2022).
  6. ↑ Gavin Slade, Reorganizing Crime, Oxford University Press, 5 dicembre 2013, pp. 35-65, ISBN 9780199674640. URL consultato il 13 febbraio 2019.
  7. ↑ Strage della barberia a Taranto: cos'è successo 30 anni fa, su iltarantino.it, 1º ottobre 2021. URL consultato il 14 febbraio 2022.

Voci correlate