Fairey Hamble Baby

Fairey Hamble Baby
Descrizione
Tipoidroscout
Equipaggio1
CostruttoreRegno Unito (bandiera) Fairey
Data entrata in servizio1917
Utilizzatore principaleRegno Unito (bandiera) RAF
Altri utilizzatoriRegno Unito (bandiera) Fleet Air Arm
Esemplari180
Sviluppato dalSopwith Baby
Dimensioni e pesi
Lunghezza7,11 m (23 ft 4 in)
Apertura alare8,46 m (27 ft 9,25 in)
Altezza2,90 m (9 ft 6 in)
Superficie alare22,85 m² (246 ft²)
Peso a vuoto629 kg (1 386 lb)
Peso carico883 kg (1 946 lb)
Propulsione
Motoreun rotativo Clerget raffreddato ad aria
Potenza110 hp (82 kW)
Prestazioni
Velocità max148 km/h; 80 kn (92 mph)
Velocità di salitaa 610 m (2 000 ft) in 5 min 30 s
Autonomia2 h
Tangenza2 286 m (7 500 ft)
Armamento
Mitragliatriciuna Lewis .303 in (7,7 mm)

dati tratti da The British Fighter since 1912[1]

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Il Fairey Hamble Baby fu un idroscout monomotore, monoposto e biplano sviluppato dall'azienda aeronautica britannica Fairey Aviation Company Ltd. nella seconda parte degli anni dieci del XX secolo.

Evoluzione del Sopwith Baby, che l'azienda produceva su licenza, venne utilizzato principalmente dai reparti della Royal Air Force e della Royal Naval Air Service, componente aerea della Royal Navy, durante le fasi finali della Prima guerra mondiale.

Velocemente superato da modelli di concezione più moderna, con la fine del conflitto terminò il suo impiego operativo con incarichi di seconda linea oltre che nel Regno Unito anche nei reparti aerei della Βασιλικόν Ναυτικόν, l'allora marina reale greca.

Storia del progetto

Durante lo svolgimento della Grande guerra, per poter sopperire alla quantità di nuovi velivoli da consegnare ai reparti britannici impegnati nel conflitto il War Office incentivò la necessità di concedere licenze di produzione di armi ed equipaggiamenti.

In quest'ambito la Fairey Aviation, fondata nel 1915 da Charles Richard Fairey e l'ingegnere aeronautico Ernest Oscar Tips, oltre ad avere in linea un modello progettato in azienda, costruiva e manutenzionava nello stabilimento di Hamble gli idrovolanti a scarponi Sopwith Baby.

Ricevuto il Baby n. 8134 per effettuarvi delle riparazioni, l'ufficio di progettazione colse l'occasione per ricostruire il velivolo incorporando una serie di modifiche, la più significativa delle quali fu il sistema brevettato dalla Fairey denominato Camber Gear, una sorta di flap sul bordo d'uscita alare utilizzato per aumentare la portanza. Sugli aerei costruiti dalla Fairey, l'intero bordo d'uscita di ciascuna ala era incernierato lungo il longherone, abbassato ruotando un volantino nella cabina di pilotaggio. Un dispositivo differenziale assicurava che i flap potessero ancora essere azionati come alettoni; in questo modo, il controllo laterale veniva mantenuto. In questa forma modificata il modello fu identificato come “Fairey Hamble Baby”.

Gli Hamble Baby di produzione differivano nell'aspetto da quelli costruiti da Sopwith e Blackburn Aircraft. La forma delle ali e dell'impennaggio di coda era stata modificata: la velatura aveva un'apertura alare maggiore e una corda ridotta, avevano le estremità arrotondate e la deriva aveva una forma caratteristica diversa dal profilo semicircolare dell'originale Sopwith. Furono montati una nuova pinna angolare, galleggianti principali di nuova forma progettati da Fairey e un galleggiante di coda allargato, mentre la cappottatura del motore fu modificata.[2] Anche la George Parnall and Company produsse anche gli Hamble Babies, che presentavano alcune differenze nei dettagli rispetto agli aerei prodotti dalla Fairey. Gli ultimi 74 velivoli furono prodotti dalla Parnall in versione terrestre, identificati come Hamble Baby Convert.

Utilizzatori

Grecia (bandiera) Grecia
Regno Unito (bandiera) Regno Unito

Note

  1. ↑ Mason 1992, pp. 88-89.
  2. ↑ FLIGHT, 22 novembre 1957

Bibliografia

  • (EN) Francis K. Mason, The British Fighter since 1912, Annapolis, MD, Naval Institute Press, 1992, ISBN 1-55750-082-7.
  • (EN) H A. Taylor, Fairey Aircraft since 1915, London, Putnam and Company, 1988, ISBN 0-370-00065-X.
  • (EN) Owen Thetford, British Naval Aircraft since 1912, 4ª ed., London, Putnam, 1978, ISBN 0-370-30021-1.

Collegamenti esterni