Fanmi Lavalas

Fanmi Lavalas
LeaderJean-Bertrand Aristide
StatoHaiti (bandiera) Haiti
Fondazione30 ottobre 1996
IdeologiaSocialdemocrazia
Populismo

Fanmi Lavalas (in inglese Lavalas Family; lavalas è una parola in creolo haitiano che significa “valanga” o “inondazione”[1]) è un partito politico socialdemocratico di Haiti.

Il suo leader è l’ex presidente haitiano Jean-Bertrand Aristide. Dal 1991 rappresenta una delle forze più influenti della politica haitiana. I governi di Fanmi Lavalas promuovono una politica di “crescita con equità”, ispirata ai principi della socialdemocrazia dell’Europa occidentale, ponendo particolare enfasi sugli investimenti in istruzione e sanità e opponendosi alle misure di austerità del Fondo Monetario Internazionale.

Storia

Lavalas emerse come un potente movimento sociale alla fine degli anni ’80 e sostenne la campagna elettorale di Jean-Bertrand Aristide nel 1990. La trasformazione del movimento Lavalas in un partito politico formale, con il nome Fanmi Lavalas, avvenne nel 1996, in seguito alla scissione guidata da Aristide dall’Organizzazione del Popolo in Lotta (OPL), legata alla questione del recupero dei tre anni di mandato persi durante l’esilio dopo il colpo di stato del 1991.[2]

Le principali ragioni della creazione del partito furono:

  • Consentire al movimento Lavalas di rimanere inclusivo opponendosi alle politiche neoliberiste dell’OPL, influenzate da attori stranieri, condizione posta per il ritorno di Aristide al potere nel 1994;
  • Impedire che politici rivali assumessero il controllo della leadership del movimento, sottraendolo ad Aristide e ad altri leader più orientati a sinistra.

Il primo governo di Aristide fu rovesciato dall’esercito haitiano nel 1991.[3] Il nome “Fanmi Lavalas” può essere tradotto approssimativamente come “Famiglia Valanga” o “Famiglia Cascata” (in riferimento al diluvio biblico), ma raramente viene tradotto integralmente dal creolo haitiano. Il partito fu registrato ufficialmente il 30 ottobre 1996 e riconosciuto dalle autorità elettorali il 14 febbraio 1997.[4]

Nel 2006 il governo ad interim, sostenuto da Canada, Stati Uniti e Francia, indisse nuove elezioni. Alcuni membri di Fanmi Lavalas indicarono Marc Bazin come candidato del partito, ma la base sostenne in larga parte René García Préval. Sebbene molti candidati Lavalas abbiano boicottato le elezioni, i suoi elettori contribuirono alla vittoria del partito Lespwa di Préval.

Esclusione elettorale

Le prestazioni elettorali di Fanmi Lavalas sono difficili da valutare dopo il colpo di stato del 2004 che lo estromise dal potere, poiché il partito è stato ripetutamente escluso dal processo democratico.[5] Fu nuovamente escluso dalle elezioni generali haitiane del 2010–2011, in quanto i suoi candidati non ottennero l’approvazione necessaria dal consiglio elettorale.[6]

Elezioni presidenziali e legislative del 2015

Il Consiglio Elettorale Provvisorio (CEP) accettò la partecipazione di Lavalas alle elezioni del 2015. In consultazioni molto controverse, successivamente ripetute a causa di accuse credibili di brogli, la candidata presidenziale Maryse Narcisse ottenne 110.449 voti, pari al 7,32% dei voti popolari. I candidati del partito conquistarono 5 seggi su 85 nelle elezioni parlamentari, con un secondo turno previsto per il 27 dicembre. Il processo e i risultati delle elezioni 2015–2016 sono tuttora considerati controversi e ritenuti dannosi per la credibilità del governo del presidente Jovenel Moïse e del Partito Haitiano Tèt Kale.

Membri del comitato

  • Youseline Augustin Bell – Commissione Finanze
  • Jacob François – Commissione Informazione
  • Majolie Zéphirin – Commissione Informazione
  • Jean Luc Bell – Commissione Giovani
Altri membri

Louis Bonnet, Ernst Montoban, Jerry Jean Louis, Jean Pierre Barthol, Gary Servius, Claudine Janvier, Philippe André Jacques, Bazelais François, Fritz Péan, Roosevelt Goguette, Abel Moise, Vital Tholerme, Bellefleur Jean, Romane Joseph, Jean Elie Pierre-Louis, Rivière Dantès, Tony Désir, André Joseph.

Note

  1. ↑ (EN) Amy Wilentz/Washington, More Than A Little Priest, in TIME. URL consultato il 30 marzo 2026.
  2. ↑ (EN) Haiti (01/08), su U.S. Department of State. URL consultato il 30 marzo 2026.
  3. ↑ (EN) The following article was based on reporting by Stephen Engelberg, Howard W. French e Tim Weiner, C.I.A. Formed Haitian Unit Later Tied to Narcotics Trade, in The New York Times, 14 novembre 1993. URL consultato il 30 marzo 2026.
  4. ↑ (FR) Webmaster, Haïti: Les partis politiques, su www.haiticulture.ch. URL consultato il 30 marzo 2026 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2014).
  5. ↑ (EN) US lawmaker criticizes Haiti election exclusions - Taiwan News Online, su www.etaiwannews.com. URL consultato il 30 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2011).
  6. ↑ (EN) Haitian President Marks Independence With Pledge of Fair Elections, su Voice of America, 31 dicembre 2009. URL consultato il 30 marzo 2026.

Collegamenti esterni