Fanny Schoonheyt

Fanny Schoonheyt nel 1937 in una foto di Agustí Centelles i Ossó

Fanny Schoonheyt, nata Fernanda Wilhelmina Maria Albertina Schoonheyt (Rotterdam, 15 giugno 1912 – Rotterdam, 23 dicembre 1961), è stata una giornalista, partigiana e fotografa olandese, fu una combattente comunista durante la guerra civile spagnola.

Biografia

Proveniente da una famiglia benestante, figlia di Jules Alphonse e di Johanna Maria Luise Gehring, ben presto abbandonò la propria famiglia per seguire le sue convinzioni politiche[1]. A Rotterdam lavorò in veste di segretaria presso il quotidiano olandese Nieuwe Rotterdamsche Courant tra i più importanti organi di informazione dei Paesi Bassi. La ragazza avrebbe voluto entrare in redazione ma in quegli anni le redazioni dei giornali furono quasi esclusivamente maschili. Con la sua disinvoltura e il suo lavoro poté frequentare i circoli e i gruppi intellettuali di Rotterdam dove conobbe scrittori, pittori e registi come Joris Ivens[2].

All'inizio del 1934 viaggiò nell'Unione Sovietica, affascinata e attratta dalla risonanza che ebbe la Rivoluzione russa, anche se, come molti altri, non sapeva nulla di ciò che stava accadendo in quel paese. In qualità di critica d'arte, pubblicò una serie di articoli su Leningrado nei quali si interrogava su cosa doveva essere la cosiddetta "arte rivoluzionaria", sia pure in maniera un po' ingenua. Essendo una buona pianista e dotata di acume e sagacia, fu in grado di prevedere il futuro del pianista e compositore Dmitrij Dmitrievič Šostakovič[2].

Fanny arrivò in Spagna alla fine del 1934 e andò a vivere a Barcellona presso il romanziere olandese di origini surinamesi Lou Lichtveld (1903–1996), simpatizzante anarchico, che aveva conosciuto a Rotterdam. Schoonheyt, dopo qualche tempo, si trovò una nuova abitazione nel centro storico della città. Avrebbe voluto diventare una giornalista corrispondente estera per i giornali olandesi, anche per guadagnarsi da vivere, ma questo desiderio non riuscì a realizzarlo poiché la stampa olandese era abbastanza schierata e non gradiva i resoconti di una donna in particolare sulla politica[2].

Nel 1936 Barcellona ideò l'organizzazione dei giochi olimpici alternativi a quelli dell'edizione dei XI Giochi Olimpici, che si sarebbero tenuti nella Germania nazista. Da circa un anno fu assunta come corrispondente dell'Olimpiada Popular (Olimpiade Popolare)[2] per la preparazione dei giochi che raccolsero numerose adesioni da parte di atleti di vari paesi europei, mentre da parte tedesca e italiana la partecipazione fu garantita dagli esuli. I giochi però non ebbero luogo a causa dello scoppio della guerra civile spagnola e del bombardamento nazi-fascista su Guernica[3].

Schoonheyt si era iscritta al Partito Socialista Unificato della Catalogna (PSUC), legato al Partito Comunista di Spagna. Con lo scoppio della guerra entrò nelle file delle Brigate internazionali e venne inviata a combattere a Tardienta e nella battaglia d'Aragona, fu l'unica donna olandese combattente mentre le altre donne volontarie del suo paese vennero impiegate come infermiere. Imparò a sparare con le mitragliatrici dai comunisti tedeschi. Quasi tutti i giornali di Barcellona, da La Noche al diffusissimo Vanguardia, pubblicarono interviste con lei, definendola "la reina de la ametralladora" (la regina della mitragliatrice)[2].

Combatté fino al novembre del 1936, quando venne ferita e fu ricoverata in ospedale. Al suo ritorno nell'esercito, non andò al fronte ed entrò a far parte del servizio di sicurezza del PSUC, probabilmente in servizio nel quartier generale del partito, l'Hôtel Colón di Barcellona. Nella primavera del 1937 doveva essere promossa a ufficiale dell'esercito repubblicano, tenuto conto dell'uniforme che indossava nella famosa fotografia (pubblicata sopra). La scrittrice Yvonne Scholten afferma, secondo varie fonti, che Fanny fu direttrice del primo campo di addestramento pre-militare creato nei pressi di Sant Cugat del Vallès nel marzo del 1937[4].

Il 17 giugno 1937 rimase coinvolta in un incidente automobilistico a Tarragona e passò molti mesi in ospedale. Era una donna ormai famosa tanto che La Vanguardia scrisse: "La gran luchadora antifascista conocida por 'Fanny' gravemente herida" (La grande combattente antifascista Fanny gravemente ferita). L'anno successivo si presentò al consolato olandese per rinnovare il proprio passaporto[4], ma la sua richiesta fu respinta proprio dal Ministro della Giustizia Joop van Schaik che fece di tutto perché le venisse revocata la cittadinanza olandese[5]. Destino che condivise con altri 600-800 olandesi che andarono a combattere in Spagna e chi fece ritorno in patria finì nei campi di sterminio[2]. Nonostante abbia cercato di rimanere in Spagna, gli eventi nel 1939 precipitarono e trovò rifugio a Parigi[4]. Tra l'altro, il governo olandese riconobbe il governo fascista il 23 febbraio 1939, cioè ancor prima della caduta di Madrid[6].

Il nuovo regime di Francisco Franco le revocò la cittadinanza spagnola. Nel febbraio del 1940 emigrò nella Repubblica Dominicana ma non fu una decisione consapevole in quanto ai rifugiati veniva assegnata una destinazione e il dittatore Rafael Leónidas Trujillo decise di accogliere diverse migliaia di rifugiati apolidi, spagnoli ed ebrei anche per "migliorare la razza"[4].

Alcuni momenti della sua vita sono rimasti avvolti nel mistero, non avendo lasciato biografie, documenti o dichiarazioni di alcun genere. Alla figlia, nata nel 1940 nella Repubblica Dominicana, non raccontò nulla del suo passato di combattente, lo scoprì soltanto grazie alla storica Yvonne Scholten che, mettendo insieme i vari pezzi del puzzle, è riuscita a ricostruirne le parti più significative dell vita della madre. Fanny, infatti, stando a quanto dichiarato dalla figlia, le raccontò che suo padre era un combattente repubblicano spagnolo, tal Julio López Mariani che morì sulla nave che li stava portando nella Repubblica Dominicana. Non è noto se ciò corrispondesse a verità, da allora si firmò con il nome di Fanny López[2][4]. Il silenzio di Fanny circa il suo passato potrebbe essere interpretato anche in altro modo. Aveva conosciuto mentre era in ospedale Ramon Mercader e non sappiamo se fra i due nacque qualcosa, ma nel 1940 era ormai di dominio pubblico che Mercader fosse l'assassino di Lev Trockij e che qualche giornale riportò l'esistenza a Barcellona di una "olandese alta e bionda" in contatto con Mercader. In ogni caso, evitò ambienti che potevano causarle problemi con le autorità, frequentando artisti come José Vela Zanetti e Eugenio Granell[6].

Al consolato olandese per tentare di avere il passaporto non ebbe fortuna perché ormai l'Olanda era stata occupata dai nazisti, ma grazie al console riuscì a farsi trasferire sull'isola di Curaçao, un possedimento olandese, stabilendosi nella città di Willemstad, dove decollò con la carriera di fotografa anche se non sono noti i motivi per cui decise di dedicarsi a questa professione. Riuscì ad ottenere i suoi documenti solo nel 1957 e tornò a Rotterdam. Le sue condizioni di salute erano però abbastanza gravi. Morì per un attacco di cuore[4].

Note

  1. ↑ (NL) Hollandsche Vrijwilligster-In den strijd gewond (Volontario olandese-ferito in battaglia), in De Avondpost, 1° settembre 1936, p. 2. URL consultato il 6 maggio 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Yvonne Scholter, Fanny, Queen of the Machine Gun, in The Volunteer, 4 dicembre 2011. URL consultato il 6 maggio 2026.
  3. ↑ Raffaello Tedesco, Le olimpiadi dell’utopia: Barcellona 1936, in Il Ponte n. 10, anno LXXII, 2016.
  4. 1 2 3 4 5 6 (ES) Fanny Schoonheyt, pionera en el combate contra el fascismo en España, in Brigadas Internacionales. URL consultato il 6 maggio 2026.
  5. ↑ (NL) Lodewijk Petram, Samuël Kruizinga, De oorlog tegemoet: Nederlanders en de strijd om Spanje (1936-1939), in Atlas Contact, Amsterdam, 2020.
  6. 1 2 (NL) Yvonne Scholten, De koningin van de mitrailleur, in De Groene Amsterdammer, 17 agosto 2011. URL consultato il 6 maggio 2026.

Bibliografia

  • Yvonne Scholten, Fanny Schoonheyt: Een Nederlands meisje strijdt in de Spaanse burgeroorlog, Amsterdam, J.M. Meulenhoff, 2011, ISBN 978-9029087797.

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