Fantaghirò 3

Fantaghirò 3
Fantaghirò e Tarabas in una scena del film
PaeseItalia
Anno1993
Formatominiserie TV
Generefantastico, sentimentale
Durata200 min
Lingua originaleinglese, italiano
Crediti
RegiaLamberto Bava
SoggettoGianni Romoli
SceneggiaturaGianni Romoli
Interpreti e personaggi
  • Alessandra Martines: Fantaghirò
  • Ursula Andress: Xellesia
  • Kim Rossi Stuart: Romualdo
  • Elena D'Ippolito: Smeralda
  • Nicholas Rogers: Tarabas
  • Brigitte Nielsen: Strega Nera
  • Barbora Kodetovà: Caterina
  • Katerina Brozova: Carolina
  • Lenka Kubálková: Saetta
  • Jakub Zdenek: Fulmine
  • Anna Geislerová: Regina degli Elfi
  • Karel Polisensky: Mago Senzocchi
  • Marie Spurnà: Strega Maggiolina
  • Jitka Moravkoa: Strega Muffolina
  • Josef Zeman: Gnomo
  • Zdenek Sklenar: Gnomo
  • Marketa Petrackova: Gnomo
  • Jiri Krytinar: Gnomo
  • Jana Musilova: Gnomo
  • Robert Kryl: Gnomo
  • Alena Palarcikova: Gnomo
Voci e personaggi
FotografiaRomano Albani
MontaggioPiero Bozza
MusicheAmedeo Minghi
ScenografiaPierluigi Basile
CostumiRosanna Andreoni
ProduttoreLamberto Bava, Andrea Piazzesi
Casa di produzioneReteitalia, Silvio Berlusconi Communications
Prima visione
Dal20 dicembre 1993
Al21 dicembre 1993
Rete televisivaCanale 5

Fantaghirò 3 è una miniserie televisiva di genere fantastico del 1993, diretta da Lamberto Bava. È la terza miniserie che fa parte del franchise di Fantaghirò.

È stato trasmesso per la prima volta da Canale 5 in due parti da 100 minuti ciascuna, il 20 e il 21 dicembre 1993.

Fra tutti i film della saga, Fantaghirò 3 è quello preferito sia da Bava che da Romoli, in quanto la storia prende una piega più horror.[1]

Trama

Tarabas, il più potente e malvagio di tutti i maghi, scopre che secondo una profezia sarà destinato ad essere sconfitto dall'innocenza di un giovane figlio di re. Per evitare che ciò accada, ordina al suo esercito di catturare tutti i figli di re che non abbiano compiuto ancora dieci anni. I soldati assalgono il castello di Fantaghirò per catturare i figli di Caterina e Carolina, ma Romualdo riesce ad allontanare le truppe nemiche dal castello, rimanendo però vittima di un incantesimo: viene tramutato in una statua di pietra che solo il potere di un bacio di Tarabas può riportare alla vita.

Fantaghirò decide di mettersi in cammino per trovare Tarabas e durante il suo viaggio arriva in un castello, assediato dalla truppe del malvagio stregone. Riesce a salvare la piccola Smeralda, figlia del re e della regina, e lancia una sfida a Tarabas. Egli, udite le parole di Fantaghirò, decide di uscire allo scoperto per incontrarla e la raggiunge nella foresta, senza rivelarle però la sua vera identità. Nel frattempo, insieme a Fulmine e Saetta, Fantaghirò riporta in vita la Strega Nera che, sotto ricatto, concede il suo aiuto alla donna. Il gruppo libera i bambini catturati da Tarabas, i quali erano stati rinchiusi in una casa di marzapane.

Giunta nel regno di Tarabas, Fantaghirò scopre che l'uomo conosciuto nel bosco è in realtà il potente stregone al quale deve strappare un bacio per riportare in vita Romualdo. Tarabas, che ormai è innamorato di Fantaghirò, acconsente a baciarla a patto però che lei lo sposi e diventi principessa del suo regno delle tenebre. Per poter baciare la donna è costretto a incatenarsi, a causa di una maledizione di sua madre, la strega Xellesia, che lo costringe a trasformarsi in un mostro ogni volta che bacia qualcuno che ama.

Il bacio che Fantaghirò dà a Tarabas genera una spirale magica che Fantaghirò affida alla Strega Nera con il compito di portarla al suo castello, poiché lei ha promesso di sposare Tarabas. La cerimonia viene interrotta in tempo da Fulmine, il quale avverte Fantaghirò che la Strega Nera l'ha tradita e che il potere del bacio di Tarabas sta quasi svanendo. Fantaghirò riesce a convincere Tarabas a lasciarla andare per raggiungere la strega, ma gli promette di tornare a sposarlo quando Romualdo sarà tornato in vita. Fantaghirò raggiunge la strega, ma ormai il bacio ha perso ogni potere magico. Nel frattempo la strega Xellesia per vendicarsi sta per uccidere Smeralda, ma Tarabas la salva maledicendo la madre e privandola dei suoi poteri. Tarabas e Smeralda giungono al castello di Fantaghirò, che vuole riprovare a baciarlo, ma un secondo bacio non avrebbe lo stesso effetto. Tarabas, però, provando affetto per la bambina, bacia sulla fronte Smeralda, generando una seconda spirale magica. Il Principe del Male ha ora imparato a provare pietà e ad amare il prossimo. La profezia si è avverata: l'innocenza di una giovane figlia di re ha sconfitto il suo Regno del Male. Poi scioglie dalla promessa Fantaghirò e la lascia libera, promettendo di non essere più malvagio. Fantaghirò torna al castello e riporta in vita Romualdo, e Smeralda viene accolta come una figlia.

Produzione

L'idea di un terzo film sulla saga di Fantaghirò nacque dopo il successo di Fantaghirò 2, la cui ultima puntata venne vista da oltre otto milioni di persone. Lamberto Bava spiegò che, una volta deciso di produrre Fantaghirò 3, bisognava tornare con qualcosa per cui ne valesse la pena, che fosse all'altezza delle precedenti pellicole. Alla sceneggiatura tornò Gianni Romoli, mentre il budget stanziato fu di 6 miliardi di lire.[2]

Ancora prima di concepire la storia, Bava e Romoli chiesero al cast dei precedenti film se fosse disponibile a tornare per Fantaghirò 3. Alessandra Martines e Brigitte Nielsen, rispettivamente la protagonista Fantaghirò e la Strega Nera, confermarono la loro presenza, mentre Kim Rossi Stuart espresse chiaramente di non voler più calarsi nei panni di Romualdo. L'attore era infatti intenzionato ad abbandonare il ruolo per evitare di rimanere ingabbiato troppo a lungo nello stesso personaggio. Romoli, dunque, fu costretto a pensare ad una storia senza Romualdo ma, almeno per fornire un incipit al terzo film, pregò Bava di convincere l'attore a partecipare al film, anche solo per una parte ridotta. Kim Rossi Stuart accettò l'offerta e girò tutte le sue scene in una settimana.[1]

Per ovviare alla mancanza del protagonista maschile, Romoli creò quindi il personaggio di Tarabas, il cui nome deriva da Xabaras, antagonista del fumetto Dylan Dog, in omaggio alla passione dello sceneggiatore per la serie, della quale aveva già firmato l’adattamento cinematografico Dellamorte Dellamore.[3] Per interpretare il nuovo personaggio venne scelto Nicholas Rogers, all’epoca modello australiano privo di una formazione attoriale strutturata. Lamberto Bava rimase colpito dal forte impatto visivo del giovane e lo scelse immediatamente, nonostante le difficoltà iniziali dovute alla sua inesperienza.[1] Nei primi giorni di lavorazione, inoltre, Rogers dovette affrontare la propria paura dei cavalli, che riuscì progressivamente a superare durante le riprese.[4]

Cambio di tono

Secondo Bava e Romoli, Fantaghirò 3 rappresenta il punto più alto dell’intera saga, caratterizzato da una maggiore stratificazione narrativa e da un tono più marcatamente horror rispetto ai capitoli precedenti. Questa svolta stilistica fu accompagnata da un uso più accentuato di effetti prostetici e trasformazioni, in particolare quella di Tarabas in creatura mostruosa, con riferimenti espliciti al cinema di John Landis.[3] L’introduzione del personaggio di Smeralda, interpretato da Elena D’Ippolito, rispondeva anche all’esigenza di mantenere un punto di contatto con il pubblico infantile, nonostante l’oscuramento dei toni narrativi.[3]

Riprese

Le riprese si svolsero in Cecoslovacchia e durarono complessivamente nove settimane.[2] Durante la lavorazione, Rogers rimase coinvolto in un incidente fuori dal set, ferendosi alla testa con l’angolo della finestra della propria roulotte; l’attore si recò in ospedale ancora in costume, temendo inizialmente che eventuali cicatrici potessero compromettere il suo aspetto.[3]

Durante le riprese si verificò anche un diverbio tra Brigitte Nielsen e Alessandra Martines, legato alle condizioni di ripresa di una scena ambientata nella fase iniziale della rigenerazione della Strega Nera. In tale sequenza il personaggio interpretato dalla Nielsen era costretto a rimanere in ginocchio sotto un tavolo, con il corpo ancora parzialmente “pietrificato”, mentre inquadratura e illuminazione erano concentrate prevalentemente sul volto. Martines chiese più volte di ripetere la scena a causa di una luce ritenuta non adeguata, prolungando i tempi di ripresa e aumentando il disagio fisico dell’attrice danese. L’episodio provocò una forte tensione tra le due interpreti che culminò, al termine della giornata di lavorazione, in un confronto diretto durante la cena della troupe, nel corso del quale Nielsen rimproverò apertamente alla collega un atteggiamento giudicato eccessivamente vanitoso e poco rispettoso del lavoro e delle condizioni degli altri attori.[3]

Musica

La colonna sonora, composta da Amedeo Minghi, evitò deliberatamente l’uso del pianoforte, scelta motivata dal desiderio di non attribuire una collocazione temporale precisa a una fiaba concepita come “senza tempo”.[3]

Accoglienza

Per molti fan, questa miniserie è la preferita della saga, soprattutto per l'ingresso della figura di Tarabas che ebbe, all'epoca, notevole successo tra il pubblico femminile.[5]

Note

  1. 1 2 3 Aurelia Maggino, Fantaghirò: le 20 curiosità sulla serie tv che non sapevi, su gossipetv.com, 21 dicembre 2015. URL consultato il 5 settembre 2018.
  2. 1 2 STREGHE E PRINCIPI MALVAGI CONTRO L'AUDACE FANTAGHIRO', su ricerca.repubblica.it, repubblica.it, 12 agosto 1993. URL consultato l'8 settembre 2018.
  3. 1 2 3 4 5 6 Gabriele Regis, Fantaghirò 3 – Perché è il capitolo migliore?, su horroritalia24.it. URL consultato l'8 febbraio 2026.
  4. ↑ Arriva Natale e torna «Fantaghirò»: 15 cose che (forse) non sapete, su vanityfair.it, 23 dicembre 2019. URL consultato l'8 dicembre 2020.
  5. ↑ Fantaghirò, che nostalgia: 10 cose che non dimenticheremo mai, su movieplayer.it. URL consultato l'8 dicembre 2020.

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