Fastidio

Il gentiluomo irritante (1874) di Berthold Woltze

Il fastidio è una sensazione di disturbo, insofferenza o disagio.[1]

Descrizione

La sensazione di fastidio può essere portata da situazioni molto varie, sia di grande che di piccola portata; anche quando l'origine del fastidio può risultare piccola, non è sempre semplice da gestire.[2][3]

L'irritazione causa una risposta biologica immediata, che porta al rilascio di ormoni dello stress come l'adrenalina o il cortisolo. Tuttavia, il ripetersi di esperienze fastidiose e stressanti può, alla lunga, portare a un crollo emotivo;[2][3] studi scientifici dimostrano che il ripetersi giornaliero di situazioni fastidiose può portare a sintomi fisici, tra cui fatica, emicrania e disturbi gastrointestinali; chi prova alti livelli di irritabilità per molti anni, ha sensibilmente più probabilità di sviluppare il disturbo d'ansia generalizzato, il disturbo depressivo maggiore o il disturbo di panico.[2][3]

L'Acceptance and Commitment Therapy distingue i "fastidi evitabili" dai "fastidi inevitabili", sottolineando pertanto che alcuni di essi sono parte della natura umana ed è necessario far fronte ad essi in modo consono, impedendo che essi possano influire negativamente sul benessere fisico, mentale e sociale.[2][3]

Note

  1. ↑ fastidio, su dizionario.internazionale.it. URL consultato il 13 aprile 2026.
  2. 1 2 3 4 How to tolerate annoying things, su psyche.co. URL consultato il 13 aprile 2026.
  3. 1 2 3 4 (EN) How to Let Go of Little Annoyances, su greatergood.berkeley.edu. URL consultato il 13 aprile 2026.

Bibliografia

  • Joe Palca, Flora Lichtman, Fastidio. Cosa ci irrita e perché, Edizioni Dedalo, 2014.

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