Felice Crova

Felice Crova, O.F.M.Conv.
vescovo della Chiesa cattolica
 
Incarichi ricopertiVescovo di Acqui (1632-1645)
 
Nascita?
Nomina a vescovo3 luglio 1632 da papa Urbano VIII[1]
Consacrazione a vescovo11 luglio 1632 dal cardinale Marcello Lante
Morte12 settembre 1645 a Moncalvo

Felice Crova talvolta Crocca[2] (... – Moncalvo, 12 settembre 1645) è stato un vescovo cattolico italiano, vescovo della diocesi di Acqui dal 1632 al 1645.

Biografia

Discendente della nobile famiglia dei Crova di Murisengo[3], era figlio di Nicolò Fausto, potestà di Mantova, e aveva due fratelli: Valerio, anche lui podestà, e Federico diventato sacerdote[4].

Fece parte dell'Ordine dei frati minori conventuali, dove si distinse come profondo conoscitore della Bibbia venendo per questo nominato teologo marchionale dal duca di Mantova[1].

Una volta eletto vescovo da Urbano VIII, entrò solennemente nella diocesi di Acqui il 2 novembre 1632[5]; tra i suoi primi atti da vescovo si ricordano la scrittura della storia di Guido d'Acqui anche per indurre la popolazione e amministrazione acquese a tenere fede al voto del 1613 di erigere una cappella dove porre i resti mortali del santo[6] per poi, nel 1634, richiedere al papa, in occasione dei festeggiamenti per le solennità centenarie della consacrazione di San Guido, la concessione alla diocesi di una indulgenza plenaria[5].

Degno di nota fu anche il suo impegno nel visitare tutte le parrocchie della diocesi: il 21 febbraio 1633 inviò a tutti i parroci una lettera che li avvisava della sua prossima visita pastorale, progetto che lo impegnò fino al 1637 tra reazioni di entusiasmo quali canti e fiaccolate in suo onore e reazioni ben meno accoglienti con la parrocchia che si faceva trovare vuota e il sacerdote assente[7].

Nel 1633 indisse il primo sinodo diocesano che si tenne a Cassine, nel convento dei francescani che fu sede anche del suo secondo sinodo[7].

Tra i suoi atti vi fu anche la riapertura del seminario chiuso da anni a causa dei disordini causati dalla peste[8].

Il 12 settembre 1645 morì nella chiesa di San Francesco[4] a Moncalvo, dove si trovava per definire le proprie pratiche testamentarie[9].

Genealogia episcopale

La genealogia episcopale è:

Note

  1. 1 2 Ravera, p. 302.
  2. ↑ (LA) Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 4, 1935, p. 89. Secondo Eubel, questo vescovo a nonnullis falso nuncupatur Crova.
  3. ↑ Ravera, p. 302
  4. 1 2 Prelati monferrini: Felice Crova, su ilmonferrato.it.
  5. 1 2 Ravera, p. 303.
  6. ↑ Iozzi, p. 287.
  7. 1 2 Ravera, p. 305.
  8. ↑ Ravera, p. 305
  9. ↑ Ravera, p. 308.

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni