Ferrovia Chioggia-Porto di Chioggia
| Chioggia-Porto di Chioggia | |
|---|---|
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| Stati attraversati | |
| Inizio | Stazione di Chioggia F.S. |
| Fine | Scalo merci di Val da Rio |
| Attivazione | 1998 |
| Soppressione | 2015 |
| Gestore | Sistemi Territoriali |
| Lunghezza | 4,5 km |
| Scartamento | 1435 mm |
| Elettrificazione | assente |
| Ferrovie | |
La ferrovia Chioggia-Porto di Chioggia era un raccordo ferroviario italiano a scartamento ordinario che collegava la stazione di Chioggia al porto di Chioggia, interessato esclusivamente dal trasporto merci. Il suo percorso, i cui binari sono ancora ben visibili, si snodava fra le banchine di movimentazione del nuovo scalo portuale di Val da Rio e la stazione ferroviaria di via Granatieri di Sardegna ed era lungo 4500 metri[1]. Nella fase di esercizio, iniziata nel 1998, funse da importante supporto al porto di Chioggia.


Attualmente (2026) il raccordo è fuori esercizio, in attesa di un eventuale ripristino, annunciato in passato ma dal quale non è nata alcuna operazione concreta a tal fine.[2]
Il raccordo era a binario unico, a scartamento ordinario e non elettrificato. Fu gestito dalla società Sistemi Territoriali.
L'infrastruttura è stata oggetto di un intervento di dismissione nel 2015.[3][4]
Storia
La strategica vicinanza del Porto di Chioggia alla linea Chioggia-Rovigo permise di pensare una linea di raccordo che lo unisse alla stazione di Chioggia al fine di connettersi alla rete nazionale.

Fu costruita con il coordinamento dell'Azienda Speciale del Porto di Chioggia[5].

L'opera fu attuata nel 1998 a seguito dell'utilizzazione dei finanziamenti comunitari, statali, regionali, provinciali, comunali e della Camera di Commercio, stanziati per la realizzazione del Terminal Intermodale fluvio-marittimo di Val da Rio.
Il raccordo funse da supporto allo sviluppo dell'economia locale che, al di là del settore primario e del turismo, non è mai stata trainata dalla manifattura o da filiere specializzate, ad eccezione del comparto marittimo.
Durante periodo di esercizio diede un'importante supporto allo scalo clodiense. Tuttavia, a causa di numerosi fattori tra i quali l'onda lunga della Grande recessione e il generale rallentamento dell'economia globale da essa causato, ci fu un sistematico declino del porto clodiense. Tale declino portò, fra le sue conseguenze, l'eliminazione del raccordo ferroviario, avvenuto, in termini pratici, molti anni dopo lo scoppio della crisi economica e in anni nei quali già si iniziava timidamente ad ipotizzare un ripristino del tracciato.
Verso la fine del 2015 infatti, il Gestore nazionale dell'infrastruttura attuò una “modifica del piano del ferro”, che comportò, tra l'altro, la soppressione dei binari dello scalo merci, la soppressione della linea che mette in collegamento il binario merci con il binario normale, la soppressione dei deviatoi che mettevano in comunicazione lo scalo merci, la soppressione delle scarpe fermacarri dei binari III e V e quelle di protezione dei binari V e VI.
Per non perdere un finanziamento già ottenuto, si procedette comunque a costruire un nuovo binario di servizio ad una banchina portuale.[6]
Sinergie e riflessi sulla linea Chioggia-Rovigo
Secondo l'Azienda Speciale del Porto di Chioggia (A.S.Po.), istituita dalla Camera di Commercio di Venezia nel 1979, l'attivazione del raccordo portò alla «straordinaria ripresa della linea ferroviaria Chioggia-Rovigo che, destinata ad essere tagliata dalla rete ferroviaria nazionale quale ramo secco, a seguito dell'attivazione delle prime banchine portuali e del raccordo ferroviario stazione-porto, ha avuto un notevole afflusso di traffici di merci»[7]. La linea regionale Chioggia-Rovigo, infatti, essendo una linea complementare, non elettrificata e a semplice binario, non godeva, almeno nei tempi di attivazione del raccordo, di importanti traffici passeggeri. La messa in esercizio del raccordo, quindi, come sostenne la stessa Aspo, portò indubbiamente ad un rilancio della linea, impegnando, di fatto, la stessa negli orari "di morbida", quando i binari non erano interessati dal transito dei convogli passeggeri regionali.
Dotazioni a supporto del raccordo ferroviario

La tratta è stata ideata ad esclusivo servizio del porto commerciale di Val Da Rio e tutte le opere realizzate sono state completate dall'Azienda Speciale del Porto di Chioggia attraverso stralci funzionali, appaltati in qualità di stazione appaltante.
Aspo ha portato a termine l'attuazione di varie opere e strumentazioni tali da rendere pienamente funzionale l'utilizzo dei binari, predisponendo l'area portuale con magazzini per il deposito e ricovero delle merci, officina, nonché pese stradali e ferroviarie.
Prospettive per il ripristino
Il perdurare di una situazione difficile per il porto di Chioggia, penalizzato da più circostanze, fra cui la necessità di riqualificare i fondali con ulteriori scavi[8], e la situazione di incertezza economica dovuta a un contesto competitivo particolarmente complesso, non ha fatto nascere, negli anni successivi alla dismissione del raccordo, particolari iniziative per il ripristino, né decise rimostranze atte a sensibilizzare l'opinione pubblica.


Un punto di svolta si è verificato nel febbraio del 2018[9] quando fu siglato, tra RFI e l'Autorità del Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale (AdSPMAS), un protocollo d'intesa per il potenziamento infrastrutturale degli scali marittimi di Venezia e Chioggia. Nel documento in questione si è fatto esplicito riferimento a generici "interventi per il ripristino del collegamento ferroviario tra il porto di Chioggia e la rete nazionale". Di eventuali tempistiche, almeno in quella sede, non è però stata fornita nessuna tabella di marcia. Gli interventi prospettati si inseriscono in un più generale quadro di interventi che non può prescindere dal miglioramento delle condizioni dei canali e dei porti.[8].
Con la Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto nr. 1621 del 9 giugno 2009 (Bur nr. 51 del 23 giugno 2009), avente ad oggetto «Approvazione schema di Accordo di Programma tra Regione Veneto e Azienda Speciale per il Porto di Chioggia per il completamento della progettazione del collegamento ferroviario Venezia-Chioggia», venne dato il placet all'accordo per la connessione della rete locale a quella nazionale, dopo che, con Delibera della Giunta Regionale del Veneto nr. 3719 del 2 dicembre 2008, fu impegnato, in favore di Aspo Chioggia, un contributo di 250mila euro teso a finanziare la progettazione preliminare del raccordo ferroviario che colleghi la stazione ferroviaria di Chioggia e il porto della città con il nodo ferroviario di Venezia-Mestre. Si trattava, secondo l'idea progettuale dell'epoca, di progettare, sostanzialmente, una nuova linea che avrebbe deviato dalla Rovigo-Chioggia all'altezza della località di Canal di Valle e avrebbe, quindi, proseguito in aperta campagna fino ad attraversare il canale Gorzone, inserendosi, quindi, nell'argine destro del tratto Brenta-Bacchiglione. All'altezza della località di Ca' Pasqua si sarebbe ricollegato all'argine destro del fiume Brenta, con un ponte di 350 metri, passando per Ca' Bianca, in territorio del comune di Chioggia, quindi per Santa Margherita, Codevigo e Corte, per arrivare a raccordarsi alla linea ferroviaria Adria-Mestre in prossimità di Giare[10].
Caratteristiche

Il raccordo era una ferrovia a binario semplice a scartamento ordinario da 1435 mm. La trazione era termica. I carri merci venivano riforniti sul grande piazzale che, dallo scalo portuale di Val da Rio, si affaccia su via Maestri del Lavoro, che collega Chioggia alla strada statale 309 Romea. Ancora oggi è possibile notare la vasta area che, al tempo, era occupata dai convogli che, una volta riempiti a dovere, proseguivano la loro corsa verso la stazione di Chioggia, per poi connettersi alla rete nazionale attraverso la ferrovia Chioggia-Rovigo.
Percorso
| Stazioni e fermate | |||||||
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canale della Cava | ||||||
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Porto di Chioggia (vecchio) | ||||||
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0+000 | Chioggia | 3 m s.l.m. | ||||
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PL via Filippo Turati | ||||||
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linea per Rovigo (RFI) | ||||||
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PL via Maestri del Lavoro | ||||||
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piazzale composizione | ||||||
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canale Lombardo Esterno | ||||||
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bacino n°3 | ||||||
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4+5xx | Porto di Chioggia 3 m s.l.m. | |||||
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canale Lombardo Interno | ||||||
| Manuale · Legenda · Convenzioni di stile | |||||||
Il breve raccordo ferroviario parte dalla stazione di Chioggia e, per una brevissima tratta, corre parallelo alla ferrovia Chioggia-Rovigo. Condivide, infatti, la breve tratta che, dal fascio binari della stazione di Chioggia, sita nella frazione di Borgo San Giovanni, si dirama verso sud, attraversando il passaggio a livello di via Filippo Turati. Dopodiché si allontana dolcemente dal binario della linea per Rovigo per convergere verso via Maestri del Lavoro, dove attraversava la larga via a due corsie per senso di marcia per poi dirigersi verso il porto. Per un breve tratto, quindi, tagliava un'area verde, fra piccolissimi appezzamenti coltivati e porzioni incolte, prima di incrociare via Maestri del Lavoro.
Il passaggio a livello era privo di barriere e dotato di segnale a croce di Sant'Andrea.
I carri merci, nel periodo di esercizio, componevano spesso un lungo convoglio che rendeva momentaneamente inservibile via Maestri del Lavoro, strada a due corsie per senso di marcia e importante arteria urbana migliorata verso la fine degli anni 1990. Si tratta di un'arteria non collocata nel cuore della città, ma importante nell'ambito della viabilità cittadina, in particolar modo funzionale ad alleggerire il traffico di via Granatieri di Sardegna, a servizio del popoloso quartiere di Borgo San Giovanni, ma anche a fungere quale bretella di collegamento con Isola Saloni, sede storica del porto di Chioggia, prima che larga parte delle sue funzioni fosse trasferita in Val da Rio.
Da porto commerciale di Val da Rio (porto nuovo di Chioggia) il fascio binari converge su via Maestri del Lavoro tagliandola perpendicolarmente, attraversa l'area verde che separa via Maestri del Lavoro da via Granatieri di Sardegna, e lambisce la vasta zona abitata denominata Borgo San Giovanni, grande area residenziale a sud della città di Chioggia.
L'inizio della tratta dalla stazione di via Granatieri di Sardegna gode di una vasta area a supporto delle operazioni di carico, con un'ampia area attrezzata per le operazioni di scarico delle merci, compreso un ampio piazzale, prospiciente a via Maestri del Lavoro, a fondamentale servizio proprio dell'area portuale.
Traffico
Il traffico, nel periodo di attivazione, fu limitato al servizio merci. Le attività, all'epoca del funzionamento del raccordo, furono gestite dalla società regionale Sistemi Territoriali, a cui fu affidato il compito di provvedere alla normale attività di movimentazione dei carri merci. La società regionale fu altresì incaricata di provvedere alla manutenzione ordinaria dei binari del raccordo. Al termine delle attività legate all'esercizio e alla manutenzione del raccordo, la società Sistemi Territoriali continuò a gestire il servizio passeggeri sulla linea attigua che, da Chioggia, raggiunge il Rodigino, servendo molte località del Polesine, nonché le frazioni a sud di Chioggia. Il raccordo era utilizzato, almeno negli ultimi tempi di esercizio, prevalentemente da convogli destinati al mercato del Nordafrica. Questa destinazione non ebbe, però, più importanza per lo scalo clodiense, a causa del sostanziale azzeramento dei traffici.[6]
Note
- ↑ A.S.PO. Chioggia, su Camera di Commercio di Venezia e Rovigo. URL consultato il 1º maggio 2020 (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2020).
- ↑ Stazione-porto, ferrovia nel degrado, su chioggianotizie.it, 30 gennaio 2023. URL consultato il 5 febbraio 2026.
- ↑ Le Ferrovie smantellano i binari verso il porto, su nuovavenezia.gelocal.it, 2 settembre 2015. URL consultato il 30 aprile 2020.
- ↑ Demolizione dei binari per il porto, su ilgazzettino.it, 2 settembre 2015. URL consultato il 1º maggio 2020.
- ↑ Aspo Chioggia: interventi appaltati, su dl.camcom.it. URL consultato il 1º maggio 2020 (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2020).
- 1 2 Al porto binario nuovo di zecca ma i treni non arrivano più, su ilgazzettino.it, 21 novembre 2015. URL consultato il 5 febbraio 2026.
- ↑ Giorgio Vianello, Lo sviluppo e la riorganizzazione del territorio urbano (PDF), in Seariver port, n. 4, A.S.Po. Chioggia, gennaio 2012, p. 27. URL consultato il 1º novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2019).
- 1 2 Grandi Navi: Musolino,scavi per mantenere fondali a 12 metri, su ansa.it, 27 novembre 2019. URL consultato il 1º maggio 2020.
- ↑ RFI e AdSPMAS, protocollo d'intesa per potenziare Porti di Venezia e Chioggia, su ilmessaggero.it, 8 febbraio 2018. URL consultato il 1º maggio 2020.
- ↑ Bur n. 51 del 23 giugno 2009,Materia: Trasporti e viabilità. DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 1621 del 09 giugno 2009.Approvazione schema di Accordo di Programma tra Regione Veneto e Azienda Speciale per il Porto di Chioggia per il completamento della progettazione del collegamento ferroviario Venezia-Chioggia., su bur.regione.veneto.it. URL consultato il 17 aprile 2022.
Bibliografia
- Aspo Chioggia, Storia del porto di Chioggia (PDF), su portodichioggia.com, pp. 24-25.
Voci correlate
Altri progetti
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