Fiamma Ferragamo

Fiamma Ferragamo

Fiamma Ferragamo (Firenze, 3 settembre 1941 – Firenze, 28 settembre 1998) è stata una stilista e imprenditrice italiana, vicepresidente dell'azienda Salvatore Ferragamo SpA.

Biografia

Modelli in legno del piede
Modelli in legno del piede

Figlia di Salvatore e Wanda Ferragamo, vive l'adolescenza assieme ai cinque fratelli Giovanna, Ferruccio, Fulvia,[1] Leonardo, Massimo in una villa rinascimentale acquistata dal padre dopo essere rientrato dagli Stati Uniti d'America. Sopravvive alla guerra nonostante un tentativo di occupazione della loro residenza a Fiesole da parte dei nazisti e il successivo bombardamento da parte dalle forze alleate.[2][3]

Carriera

All'età di 16 anni lascia la scuola per entrare nell'attività del padre e da lui impara gli elementi essenziali per la produzione di scarpe. Salvatore molto attento all'anatomia del piede e non solo al design, realizza e sagoma a mano le forme in legno su cui costruire i modelli. È questo a colpire la giovane Fiamma, alimentandone la curiosità e la passione per le calzature. È più interessata alla creazione di scarpe piuttosto che a occuparsi degli aspetti commerciali e delle pubbliche relazioni. Quando nel 1960 il padre muore Fiamma ha 19 anni ed essendo l'unica in famiglia ad aver lavorato accanto a lui, si assume il compito di affiancare la madre Wanda nella riorganizzazione delle attività, diventando interprete dello stile Ferragamo.[4]

In un'epoca in cui le donne manager non sono una realtà comune, incarna un modello unico e personale grazie alla sua indole entusiasta ed esigente, alla sua grande determinazione e spiccata creatività, qualità ereditate dai genitori. Secondo Stasia Evasuk dell'Ottawa Journal, lei dal 1967 disegna tra le 500 e le 600 paia di scarpe all'anno e ha clienti privati come Carroll Baker, Ginger Rogers e la Duchessa di Windsor.[5] Disegna scarpe per i film Evita (1996) ed Ever After (1998) collaborando con ciascuno dei loro costumisti.[6]

Nel 1965 allarga la produzione della ditta alle borse e nel 1972 aumenta i modelli di scarpe dell'azienda da circa 800 a 1 000.[7]

Il 9 febbraio 1967 nella Grand Ballroom dello Sheraton-Dallas Hotel, Fiamma Ferragamo riceve a Dallas il Premio Neiman Marcus, l’oscar della moda conferito vent’anni prima al padre.[8] Insieme a lei ricevono il premio Va­lentino, Lydia di Roma (Lydia de Crescenzo), Giancarlo Venturini ed Emilio Pucci a nome di tutti gli artigiani fiorentini dan­neggiati dall’alluvione di Firenze del 1966.[9] L’anno seguente, nel 1968, la rivista “Fortune” le dedica una delle sue copertine.[10]

Il 13 e il 14 ottobre 1975 Fiamma Ferragamo presenta le collezioni Ferragamo in occasione del Neiman Marcus Italian Fortnight di quell’anno: due settimane all’anno che il department store dedicava a una particolare nazione con allestimenti speciali ed eventi.[11][12]

Nel 1987 è stata la prima presidente toscana del Fondo Ambiente Italiano.[13]

Se le creazioni di Salvatore Ferragamo sono riconosciute come vere e proprie opere d'arte del XX secolo, non è da meno il lavoro di Fiamma, ideatrice di alcuni modelli iconici, come la scarpa con fiocco Vara, punta tonda e tacco basso.[14] Le sue scarpe sono vendute in tutto il mondo.

Secondo The Times, ha trasformato l'azienda del padre da un famoso ma ancora piccolo laboratorio di scarpe a uno dei nomi di spicco del mercato italiano del lusso, che guadagna milioni di dollari esportando in tutto il mondo,[3] mantenendo il carattere di azienda familiare con i fratelli impegnati nei diversi settori e negozi in Italia, Europa, estremo oriente ed Australia.[15]

Scarpa Vara

Nel 1978 progetta una scarpa adatta alla donna che lavora ma con uno stile di classe; crea la scarpa Vara décolleté con punta tonda e tacco basso rifinita con un fiocco in gros grain con una fibbia con il logo della ditta. Il fiocco diverrà un iconico simbolo della Maison. Da allora il modello è rimasto ininterrottamente in produzione e con oltre un milione di paia vendute ha ottenuto il primato assoluto nella sua categoria.[16]

Vita privata

Nel 1969 sposa il Marchese Giuseppe Paternò Castello di San Giuliano con cui ha 3 figli.[17] Nel 1989 le viene diagnosticato un cancro al seno ma, nonostante la malattia, continua a lavorare anche se i medici pensavano che sarebbe vissuta solo per pochi mesi.[18] Muore a 57 anni nella sua casa di Firenze il 28 settembre 1998.

Eredità

Insieme al padre condivide l'abitudine di conservare prodotti e documenti per testimoniare il proprio lavoro. Nel 1985 è tra i promotori della prima mostra dedicata a Salvatore Ferragamo, organizzata a Firenze al Palazzo Strozzi. Per la prima volta in Italia i prodotti di moda vengono esposti come opere d’arte. La mostra, intitolata I protagonisti della moda. Salvatore Ferragamo 1989-1960 viene ospitata in importanti musei internazionali.[19]

Il suo successo spinge la famiglia ad abbracciare l'idea di istituire un proprio museo aziendale. In particolare, è lei che lavora su questo progetto che nel 1995 nascerà a Firenze nel Palazzo Spini Ferroni in Via Tornabuoni con il nome di Museo Salvatore Ferragamo (poi dal 2022 semplicemente “Museo Ferragamo”).[20]

Riconoscimenti

  • 1967: Neiman Marcus Award for Distinguished Service in Fashion[8]
  • 1969: viene selezionata da Saks Fifth Avenue tra i 32 designer del “The Creators”, uno speciale programma di promozione che raccoglie designer americani ed europei[21][22]
  • 1982: Targa Dunhill, insieme a Giovanna Ferragamo “per la diffusione dello stile italiano del mondo”[23]
  • 1988: Footwear News Magazine Achievement Awards (FNMAAs) per “Designer of the Year”[24]
  • 1993: Fashion Footwear Association of New York Medal of Honor[25]
  • 1999: Senatorem Academicum dell’Academia Medicea di Firenze (nomina in memoriam)

Intitolazioni

Note

  1. ↑ (EN) Veronica Horwell, Wanda Ferragamo obituary, in The Guardian, 1º novembre 2018. URL consultato il 5 ottobre 2019.
  2. ↑ (EN) Francesca Fearon, Obituary: Fiamma Ferragamo, su The Independent, 5 ottobre 1998. URL consultato il 19 settembre 2023 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2021).
  3. 1 2 Fiamma Ferragamo; Obituary, su The Times (London, England), 10 ottobre 1998. URL consultato il 13 ottobre 2022.
  4. ↑ Sofia Gnoli, Un secolo di moda italiana, 1900-2000, Meltemi editore, ISBN 9788883534287.
  5. ↑ (EN) 1967 Ottawa Journal Article on Fiamma Ferragamo, su Newspapers.com. URL consultato il 19 settembre 2023.
  6. ↑ Fiamma Ferragamo, la figlia di Salvatore che ha fatto grande la maison fiorentina, su Harper's BAZAAR, 29 ottobre 2023. URL consultato il 22 aprile 2026.
  7. ↑ (EN) Fiamma Ferragamo 1972 The Atlanta Constitution Article, su Newspapers.com. URL consultato il 19 settembre 2023.
  8. 1 2 Constance C.r. White, Fiamma Ferragamo, 57, Dies; Shoe Designer for the Elegant, 30 settembre 1998. URL consultato il 13 ottobre 2022.
  9. ↑ (EN) Other-Feb-02-1967-3279645 | NewspaperArchive, su newspaperarchive.com. URL consultato il 22 aprile 2026.
  10. ↑ Fortune, maggio 1968.
  11. ↑ Rose Margaret Harton, Famous Ferragamos visit city, in The Dallas Morning News, 19 ottobre 1975, p. 14.
  12. ↑ Italian Fortnight, in The Dallas Morning News, 12 ottobre 1975.
  13. ↑ GRUPPO SALVATORE FERRAGAMO - BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ 2017 (PDF), su sustainability.ferragamo.com.
  14. ↑ Fiamma Ferragamo, in The Economist, vol. 349. Ospitato su Gale In Context: Biography.
  15. ↑ Ilaria Ciuti, Lutto in casa Ferragamo muore la manager Fiamma, su ricerca.repubblica.i, 30 settembre 1998. URL consultato il 3 novembre 2022.
  16. ↑ La Vara di Ferragamo, a 40 anni dalla nascita l’iconico fiocco è ancora simbolo di femminilità, su fanpage.it, 12 settembre 2019. URL consultato il 6 ottobre 2022 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2022).
  17. ↑ Lutto in casa Ferragamo muore la manager Fiamma, in La Repubblica, 30 settembre 1998. URL consultato l'11 ottobre 2022.
  18. ↑ Ferragamo, Fiamma (1941–1998), su encyclopedia.com. URL consultato l'11 ottobre 2022.
  19. ↑ K. Aschengreen Piacenti, S. Ricci e G. Vergani (a cura di), I protagonisti della moda. Salvatore Ferragamo (1898-1960), Firenzeaggiunta fonte, Centro Di, 1985, ISBN 8870381021.
  20. ↑ Fiamma Ferragamo, su Fondazione Ferragamo. URL consultato il 19 settembre 2023 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2023).
  21. ↑ Paul Hanenberg, SFA All Set To Feature 32 Designers / SFA Ready to Feature 32 Top Fashion Designers, in Women’s Wear Daily, 27 agosto 1969, pp. 1;16.
  22. ↑ Buy words, in Where Magazine, Chicago, 25 ottobre 1969.
  23. ↑ Paolo Uberti, Dunhill a Firenze. Incontro con Ferragamo, in La Nazione, 14 ottobre 1972, p. 11.
  24. ↑ (EN) F. N. Staff, A Comprehensive List of All the FN Achievement Award Winners Through the Years, su WWD, 4 dicembre 2024. URL consultato il 22 aprile 2026.
  25. ↑ Obituary: Fiamma Ferragamo, su web archive.org, 5 ottobre 1998. URL consultato il 13 ottobre 2022 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2021).
  26. ↑ la nuova sede. URL consultato il 7 ottobre 2022.

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • Fiamma Ferragamo, su fondazione.ferragamo.com. URL consultato il 5 novembre 2022.
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