Filipa de Vilhena

Filipa de Vilhena (1585 circa – 1º aprile 1651) è stata una contessa e marchesa portoghese di Atouguia.
Biografia
Fu la moglie di D. Luís de Ataíde, quinto conte di Atouguia, e fu la principale dama di compagnia della regina Luisa di Guzmán.
È universalmente conosciuta per il suo addio ai figli, in partenza per partecipare alla rivoluzione del 1640 a Lisbona, che rovesciò il dominio degli Asburgo spagnoli in Portogallo, ponendo così fine al periodo di 60 anni dell’Unione iberica. Tale addio fu più volte raccontato con tinte romanzesche: si racconta che armò i figli come cavalieri e chiese loro di non tornare a meno che non fossero coperti di gloria. Entrambi i figli combatterono in seguito nella guerra di restaurazione portoghese e il figlio maggiore, Dom Jerónimo de Ataíde, sesto conte di Atouguia, divenne governatore del Brasile coloniale.[1]
Tale rappresentazione la fece divenire una delle figure maggiormente riconoscibili nel contesto del nazionalismo portoghese, divenendo soggetto di diverse opere, tra le quali una famosa opera teatrale di Almeida Garrett[2] e di un dipinto di Vieira Portuense.[3]
Dopo l'insediamento della dinastia Bragança come famiglia regnante del Portogallo, fu nominata dama di compagnia principale della regina.
In televisione
Nel 1988 la televisione pubblica portoghese RTP produsse e trasmise una nuova versione dell'opera teatrale di Almeida Garrett dedicata alla sua figura.[4]
Note
- ↑ (EN) (D.) Jerónimo de Ataíde - Arquivo Nacional da Torre do Tombo, su DigitArq. URL consultato il 1º novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2023).
- ↑ https://books.google.it/books?id=XXGAAgAAQBAJ&q=filipa+de+vilhena+almeida+garrett&redir_esc=y#v=snippet&q=filipa%20de%20vilhena%20almeida%20garrett&f=false Filipa de Vilhena Di Almeida Garrett
- ↑ (PT) O Portal da História - Imagem da Semana: D. Filipa de Vilhena, su arqnet.pt. URL consultato il 1º novembre 2025 (archiviato il 15 gennaio 2024).
- ↑ (PT) D. Filipa de Vilhena, su Rádio e Televisão de Portugal. URL consultato il 1º novembre 2025 (archiviato il 15 gennaio 2024).
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