Filippo Masoero
Filippo Masoero (Milano, 1894 – Roma, 1969) è stato un fotografo italiano, probabilmente uno dei maggiori rappresentanti della cosiddetta fotografia astratta, in particolare negli anni Trenta, tra futurismo e surrealismo, il punto di contatto tra le ricerche dei fratelli Bragaglia e la corrente di aeropittura[1].
Biografia
Sconosciute sono le sue origini e la sua formazione, le sue amicizie e l'adesione a correnti artistiche fino alla fine degli Venti. Risulta che fu orfano del padre e che si avvicinò alla fotografia grazie allo zio, fotografo dilettante, da cui prese le prime lezioni, anche se non è noto il periodo[1].
Anton Giulio Bragaglia e il fratello Arturo dettero vita nel 1913 alla "visione dinamica" (probabilmente influenzati dal Nudo che scende le scale n. 2 di Marcel Duchamp dell'anno precedente), che anni dopo fu trasposto in fotografia, ma in maniera molto personale, da Masoero nelle sue aerofotografie. Usando la medesima tecnica di ripresa della fotodinamica, cioè attraverso l'apertura dell'otturatore, Masoero riusciva a scattare fotografie aeree durante i suoi voli acrobatici e attraverso il volo col paracadute. In questa maniera, l'arte cinetica non si fondeva con l'oggetto rappresentato, come in pittura, ma si concentrava nel momento stesso della percezione. Infatti, in fotografia aprendo l'otturatore o ritardandone l'apertura, ad esempio durante un volo aereo, l'obiettivo sfocava l'immagine o ripeteva l'oggetto più volte[2], creando l'illusione del volo su un paesaggio o su un monumento oppure durante un lancio col paracadute sui centri storici delle città italiane[1].
Ricerche simili furono condotte successivamente da Willi Ruge e da Byron C. Hale. Le immagini aeree di Masoero potevano essere paragonate all'action painting tra il futurismo e la concezione del dinamismo di Eraclito, quale legge universale del movimento del cosmo. Le immagini realizzate da Masoero precorsero di qualche decennio i lavori di Pol Bury, le forme cinetiche dei gruppi culturali che si formarono a partire dal secondo dopoguerra non solo in Italia, compresi Bruno Munari, Victor Vasarely, Yaacov Agam, Josef Albers, Max Bill[2][3].
Verso la fine degli anni Trenta si dedicò anche al cinema. Risulta che fu co-sceneggiatore del film Boccaccio di Marcello Albani con Clara Calamai e Osvaldo Valenti. In seguito, nel 1942, compare come consulente col grado di maggiore nella troupe del film Un pilota ritorna di Roberto Rossellini con Massimo Girotti e nel 1943 ancora come consulente militare col grado di tenente colonnello nella troupe del film Inviati speciali di Romolo Marcellini con Dorothea Wieck e Otello Toso.
A quanto è dato sapere tra il 1955 e il 1956 girò due brevi cortometraggi, entrambi in stile documentario:
- La Repubblica delle arti (1955) della durata di 7 minuti che racconta come in via Margutta si siano concentrati vari studi di artisti: pittori, ballerini, artigiani come gli addetti al torchio da stampa.
- L'ultimo auriga (1956) della durata di 11 minuti[4] che mostra alcune scene della vita tipica romana, viste da un vetturino di piazza con calesse e un cavallo. Vita che si fa sempre più difficile, assillato dall'avanzare della modernità. Il film è conservato presso l'Archivio nazionale cinema d'impresa.
Dopo queste date si perdono le tracce di Masoero. Comparvero sue opere nella mostra "Futurismo italiano, 1909-1944: Ricostruire l'universo" al Solomon R. Guggenheim Museum di New York nel 2014, curata da Vivien Greene, la prima retrospettiva completa in America su uno dei più importanti movimenti d'avanguardia europei del XX secolo, in cui gli italiani furono non solo parte ma anche precursori[5]. L'anno successivo le fotografie di Masoero erano presenti anche alla mostra "Fotografia Futurista" presso la Galleria Carla Sozzani di Milano[6].
Note
- 1 2 3 Aeroveduta della basilica francescana di Assisi, in Digital Humanities. URL consultato il 18 marzo 2026.
- 1 2 Giovanni Lista, Un linguaggio per l'invisibile, in Art e Dossier (2003-2005), 16º anno, n. 168, 2001. URL consultato il 18 marzo 2026.
- ↑ Giovanni Granzotto, Mariastella Margozzi, Luna Todaro, Arte programmata e cinetica: origini, successo, declino, rinascita (PDF), in Monoskop, 2012, pp. 9-229. URL consultato il 18 marzo 2026.
- ↑ L'ultimo auriga, in Università degli Studi di Milano. URL consultato il 18 marzo 2026.
- ↑ (EN) Marcus Bunyan, Exhibition: ‘Italian Futurism, 1909-1944: Reconstructing the Universe’ at the Solomon R. Guggenheim Museum, New York, in Art Blart, 24 agosto 2014. URL consultato il 18 marzo 2026.
- ↑ Giovanni Lista, Fotografia Futurista alla Galleria Sozzani di Milano, in Eliconie, 10 giugno 2015. URL consultato il 19 ottobre 2023.
Altri progetti
Collegamenti esterni
- (EN) Filippo Masoero, su IMDb, IMDb.com.
La Repubblica delle arti (7', 1955), su YouTube.
L'ultimo auriga (11', 1956), su YouTube.