Filippo Pananti

«La vera carità è senza ostentazioni, simile alla rugiada del cielo, cade senza rumore nel seno degli infelici.»
Filippo Pananti

Filippo Pananti (Ronta, 20 marzo 1766 – Firenze, 14 settembre 1837) è stato un poeta italiano.

Biografia

Villa Pananti di Poggio ai Greppi, casa natale di Filippo Pananti. Fotografia scattata prima dei bombardamenti alleati della II Guerra Mondiale.

Rimasto orfano di padre in giovane età, Filippo Pananti fu aiutato dal medico illuminista Angelo Gatti, suo zio materno.[1] Studiò nel seminario di Pistoia e alla facoltà di Legge dell'Università di Pisa dove si laureò. A causa delle sue idee liberali, che venivano dalla Francia, sospettato di compromissione con gli occupanti, a seguito dell'invasione della Toscana da parte dei Francesi, fu indotto, dopo il 1799 ad un volontario esilio[2], prima in Inghilterra, poi in Francia. Dove nel 1800 accettò l’incarico di professore di Letteratura italiana e Storia nella scuola-collegio di Sorèze, cittadina nel sud della Francia.[3]

Nel 1803, dopo una breve permanenza in Olanda, si diresse in Inghilterra e si stabilì a Londra, dove non tardò a farsi conoscere e apprezzare sia come poeta che come insegnante, tanto da essere nominato precettore della duchessa di York e Poeta del Teatro Regio. Nell’isola scrisse e dette alle stampe Il Poeta di Teatro (Londra 1809), poemetto tragicomico nel quale ripercorre con sagacia e sarcasmo parte della sua vita.[4]

Nel 1813 desiderando tornare in Italia, durante un viaggio per mare fu rapito dai pirati e ridotto in schiavitù, per un breve periodo, ad Algeri. Liberato su interessamento del console britannico, perse parte dei suoi averi e i manoscritti che, in quel momento, aveva con sé[2].

Di questa disavventura ci ha lasciato una lucida relazione di questa insolita e difficile esperienza in Avventure e osservazioni sopra le coste di Barberia, edito a Firenze nel 1817 da Leonardo Ciardetti e più volte ristampato nel corso dell'Ottocento, per le sue interessanti considerazioni sugli usi e i costumi dell'Algeria barbareschi.

Fu un prolifico scrittore di epigrammi , di poemi tragicomici e di qualche melodramma.[5]

La sua opera più nota è il Poeta di Teatro (1808), poema a carattere autobiografico, pubblicato a Londra nel 1808, i cui tratti umoristici, sullo stile del bel parlare toscano[2] s'ispirano anche all'umorismo letterario inglese, in particolare a Laurence Sterne. Scrisse anche due poemetti didascalici, La civetta (1799) e Il paretaio (1801) e gli Epigrammi, oltre seicento, dei quali alcuni furono pubblicati postumi nel 1882 e che lo resero popolare.

Morì a Firenze in Via delle Terme e non a Ronta come spesso viene erroneamente tramandato.

È sepolto a Firenze, nel chiostro della basilica di Santa Croce e la sua tomba , frutto di una sottoscrizione di artisti, letterati e amici, ha l'epitaffio dettato da Giovan Battista Niccolini.

A Ronta si trova la villa Moretti- Pananti, casa natale di Filippo che, in una lapide, ricorda il poeta.

Curiosità

Filippo Pananti citò nel suo "Avventure e Osservazioni sulla Costa di Barberia", del 1817 in un capitolo intitolato: “I falsi Amici”, ci descrive le disavventure economiche capitategli a causa di due connazionali, i quali spacciandosi per amici, con la scusa di aiutarlo lo derubarono costringendolo poi a prendere una nave - che avrebbe dovuto portarlo dall'Inghilterra a riveder l'Italia- che sarebbe stata poi dirottata dai corsari. La descrizione minuziosa delle caratteristiche fisiche e morali di questi due lestofanti, ispirarono, anni dopo il Collodi nella rappresentazione dei celeberrimi il Gatto e la Volpe[6][7] del suo Pinocchio.

Giuseppe Giusti, famoso poeta toscano s'ispirò a Filippo Pananti[8] .

Note

  1. ↑ C. Farinella, «Gatti Angelo» In: Dizionario Biografico degli Italiani, Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana, 1999.
  2. 1 2 3 P.T. Messeri, Filippo Pananti, viaggiatore e poeta, Tesi di Laurea, Facoltà di Lettere, Università degli Studi di Firenze, a.a. 2011-2012
  3. ↑ Pier Tommaso Messeri, 19 marzo 1766: nasce Filippo Pananti in Storia di Firenze, il Portale per la Storia della città, su storiadifirenze.org.
  4. ↑ Pier Tommaso Messeri, 19 marzo 1766: nasce Filippo Pananti, cit.
  5. ↑ Allodoli, p. 60.
  6. ↑ L. Andreani, Filippo Pananti. Scritti minori inediti o sparsi con notizia della vita e delle opere sue, Firenze, R. Bemporad e Figlio, 1897.
  7. ↑ Pier Tommaso Messeri, Filippo Pananti , Collodi e il Gatto e la Volpe Filippo Pananti, Collodi e il Gatto e la Volpe
  8. ↑ L. Ciulli, Filippo Pananti e Giuseppe Giusti nel Seminario-Collegio vescovile di Pistoia, Prato, Guasti, 1883

Bibliografia

  • Francesca Brancaleoni, Pananti, Filippo, in Dizionario Biografico degli Italiani, volume 80 (2014).
  • Ettore Allodoli, Pananti, Filippo, in Dizionario Letterario Bompiani. Autori, III, Milano, Bompiani, 1957, p. 60.
  • Paolo Ciampi, Il poeta e i pirati. Le straordinarie avventure di Filippo Pananti, schiavo ad Algeri, (Firenze, Polistampa), 2005
  • P.T. Messeri, Filippo Pananti, viaggiatore e poeta, Tesi di Laurea, Facoltà di Lettere, Università degli Studi di Firenze, a.a. 2011-2012
  • Pier Tommaso Messeri, 19 marzo 1766: nasce Filippo Pananti in Storia di Firenze https://www.storiadifirenze.org/?p=3709

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