Filippo Traina

Filippo Traina

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato1963 –
1968
LegislaturaIV
Gruppo
parlamentare
Comunista
CircoscrizioneSicilia
CollegioRagusa
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato1968 –
1976
LegislaturaV, VI
Gruppo
parlamentare
PCI
CircoscrizioneSicilia
CollegioCatania-Ragusa
Sito istituzionale

Sindaco di Vittoria
Durata mandato16 agosto 1947 –
2 marzo 1950
PredecessoreGiombattista Omobono
SuccessoreFerdinando Colombo (commissario prefettizio)

Durata mandato16 giugno 1952 –
maggio 1956
PredecessoreFerdinando Colombo (commissario prefettizio)
Successorese stesso

Durata mandatomaggio 1956 –
agosto 1958
Predecessorese stesso
SuccessoreAntonio Noto

Dati generali
Partito politicoPartito Comunista Italiano
Titolo di studioLaurea in giurisprudenza
ProfessioneAvvocato

Filippo Traina (Vittoria, 29 novembre 1917 – Vittoria, 23 marzo 1983) è stato un politico e avvocato italiano.

Biografia

Nato a Vittoria nel 1917, avvocato, aderì giovanissimo al movimento antifascista. Mantenne intensi rapporti clandestini con altre figure storiche locali, come Giombattista Omobono e Giovanni Augurale, contribuendo alla creazione della rete clandestina del Partito Comunista Italiano nel ragusano. Nell'agosto del 1944, già affermatosi come dirigente di spicco del PCI, fu arrestato con la falsa accusa di "ricettazione" di armi da guerra, trascorrendo quattro mesi in carcere prima di essere scagionato.[1]

L'impegno politico e l'amministrazione locale

La sua carriera istituzionale ebbe inizio nelle prime elezioni democratiche del dopoguerra. Eletto consigliere comunale il 17 novembre 1946 con 561 voti, venne nominato vicesindaco nella giunta guidata dal prof. Omobono.[1] Il 16 agosto 1947 divenne per la prima volta sindaco di Vittoria alla guida di una giunta unitaria PCI-PSI.

La sua prima amministrazione fu caratterizzata da una forte impronta sociale: ribadì la politica fiscale progressiva (facendo gravare l'imposta di famiglia sui ceti più abbienti ed esonerando le fasce povere) e si batté per l'applicazione dei "decreti Gullo" per la riforma agraria e contro l'adesione dell'Italia alla NATO.

Questa radicale azione di governo portò l'amministrazione a subire continue ispezioni prefettizie, culminate con lo scioglimento del Consiglio comunale nel marzo 1950.[1]

Dopo una durissima opposizione al commissario prefettizio Ferdinando Colombo, il 25 maggio 1952 le forze di sinistra (PCI, PSI, PSDI) riconquistarono il Comune.

Traina, forte di 9.034 voti personali, fu rieletto sindaco il 16 giugno. Questo secondo mandato vide importanti realizzazioni strutturali, tra cui l'avvio dell'iter per il primo Piano Regolatore Generale (PRG) e la creazione di un capillare sistema di assistenza sanitaria locale che giunse a coprire 22.000 cittadini assistiti.[1]

Rieletto sindaco per un terzo mandato nel maggio 1956 (con 7.834 voti di preferenza), fu duramente attaccato dall'opposizione per l'alto debito causato dalle spese assistenziali comunali e per l'imposizione di un sovrapprezzo sulla carne.

Sospeso dal prefetto, Traina scelse di dimettersi per sbloccare l'amministrazione dell'ente, venendo poi successivamente prosciolto da ogni accusa in sede giudiziaria.[1]

Tornato a sedere tra i banchi del consiglio comunale nel 1960, si dimise alla fine del 1961 per assumere la carica di Consigliere provinciale.

Da segretario locale del PCI nei primi anni '70, fu artefice insieme all'on. Rosario Jacono del riavvicinamento con il Partito Socialista, che riportò le forze popolari alla guida di Vittoria.[1]

Attività parlamentare

Oltre alla vocazione per gli enti locali, Traina è stato eletto parlamentare della Repubblica, servendo ininterrottamente dal 1963 al 1976. Sia da sindaco che da legislatore prestò grande attenzione alla trasformazione agricola della fascia trasformata ragusana, favorendo l'avvento e lo sviluppo della serricoltura a partire dal 1959.[1]

Senato della Repubblica

Nella IV Legislatura (1963-1968) è stato eletto al Senato nelle liste del PCI nel collegio di Ragusa.[2] Durante questo mandato ha fatto parte di diversi organi parlamentari:[2]

  • ​Membro della 4ª Commissione permanente (Difesa).
  • Membro della Commissione parlamentare per i procedimenti di accusa.
  • Membro della Commissione consultiva per il riordinamento del Ministero della Difesa.
  • ​Membro della Commissione consultiva per la repressione delle frodi su mosti, vini e aceti.

Camera dei Deputati

Successivamente è stato eletto Deputato per la V e VI Legislatura (dal 1968 al 1976).[3]

​In entrambe le legislature è stato un componente attivo della IV Commissione (Giustizia). Negli anni alla Camera si è distinto per il suo coinvolgimento diretto nella grande riforma del diritto di famiglia italiano, sostenendo attivamente le battaglie civili per l'abrogazione dei reati di adulterio e concubinato, l'eliminazione dell'omicidio e delle lesioni per causa d'onore e l'abolizione dell'istituto del matrimonio riparatore.[3]

​Nella VI Legislatura (in cui è subentrato nel maggio 1972 a un collega optante per il Senato) è stato inoltre co-firmatario di importanti proposte di legge di stampo civile e sociale, tra cui le norme per la regolamentazione dell'interruzione volontaria di gravidanza, la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, la salvaguardia della segretezza delle comunicazioni telefoniche e la disciplina delle controversie in materia di previdenza e lavoro.[3]

Ultimi anni e riconoscimenti

Colpito da una grave malattia nel 1977, fu costretto a ritirarsi definitivamente dalla scena politica. Morì a Vittoria il 23 marzo 1983. Durante le onoranze funebri, l'allora sindaco e compagno di partito Rosario Jacono ne tracciò un bilancio storico definendolo, insieme al parroco Enrico Ricca, a Rosario Cancellieri, a Nannino Terranova e a Salvatore Molè, come «uno dei padri della civiltà della nostra zona».[1] In sua memoria, la città di Vittoria gli ha intitolato un istituto comprensivo scolastico.[4]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 Paolo Monello, Sindaci dopo il 1946, su Comune di Vittoria. URL consultato il 27 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2018).
  2. 1 2 Scheda Senato Filippo Traina, su Senato della Repubblica Italiana. URL consultato il 27 giugno 2026.
  3. 1 2 3 Scheda storica Camera Filippo Traina, su Camera dei Deputati Archivio Storico. URL consultato il 27 giugno 2026.
  4. ↑ Istituto Comprensivo Scolastico Filippo Traina, su Ministero della Pubblica Istruzione. URL consultato il 27 giugno 2026.

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