Finestre della ROSTA

Le finestre della ROSTA (in russo Окна РОСТА?, Okna ROSTA) erano una serie di manifesti propagandistici prodotti dall'Agenzia telegrafica russa (ROSTA) tra il 1919 e il 1921, durante la guerra civile russa, periodo del quale svolsero la funzione di cronaca.[1] Uno dei maggiori artisti che presero parte a questa attività fu Vladimir Vladimirovič Majakovskij, autore sia della parte grafica sia di quella testuale.[2]
Questi manifesti erano realizzati a mano utilizzando stencil (fino a 200-300 copie) e venivano affissi alle vetrine dei negozi situati in luoghi affollati (da qui il loro nome "finestre").[1] Si servivano del linguaggio sincretico del lubok, dal quale ereditarono la colorazione a tinte vivaci (2 o 3 colori al massimo), la semplicità del disegno e il linguaggio semplice, accessibile a tutti e immediato.[2] Il loro obiettivo era quello di unire il fine informativo dei quotidiani e dei bollettini con l'enfasi estetizzante delle riviste. Durante la guerra civile russa la ROSTA produsse oltre 2 milioni di manifesti.[3]
Storia
La prima finestra della ROSTA apparve a Mosca nel 1919 su iniziativa di Michail Michajlovič Čeremnych e di Nikolaj Konstantinovič Ivanov-Gramen, ai quali in seguito si unirono Vladimir Vladimirovič Majakovskij, Sergej Vasilievič Maljutin e Dmitrij Moor.[1]
I primi manifesti non erano altro che pagine ingrandite di opere satiriche e di altro genere. Un ruolo centrale lo ebbe Majakovskij, che fu autore sia dei testi sia della grafica e che ideò una nuova versione di questi manifesti, subordinando la composizione a un tema e a una propaganda specifica. Lo stile di questi poster era telegrafico, chiaro, conciso e laconico. La colorazione si basava su 2-3 colori e venivano impiegati simboli della tradizione russa usati anche nei lubok e nell'arte di avanguardia.[1]
Le finestre della ROSTA vennero pubblicate in tutte le città in cui l'agenzia aveva una filiale. A Leningrado gli artisti più coinvolti in questa attività furono Vladimir Vasil'evič Lebedev, Lev Grigor'evič Brodaty, Aleksej Aleksandrovič Radakov e Vladimir Ivanovič Kozlinskij, a Kostroma invece c'era Nikolaj Nikolaevič Kuprejanov, a Samara vi era Samuil Jakovlevič Adlivankin, a Kursk vi era Aleksandr Aleksandrovič Dejneka e a Odessa Boris Efimov.[1]
Una volta che la ROSTA cessò di esistere, le finestre continuarono a essere stampate dalla neonata TASS.[1]
Note
- 1 2 3 4 5 6 (RU) ОКНА РОСТА, su Большая российская энциклопедия. URL consultato il 7 marzo 2025.
- 1 2 Elena Buvina e Mario Alessandro Curletto, Il lubok: Un’enciclopedia illustrata della vita popolare russa, EMIL, 1º febbraio 2016, p. 63, ISBN 978-88-6680-181-8.
- ↑ Donatella Di Leo, (S)confinamenti. Rapporti fra letteratura e arti figurative in area slava (PDF), a cura di Enza Dammiano, Eleonora Gironi Carnevale, Emilio Mari e Olga Trukhanova, Roma, 2018, p. 73, ISBN 978-88-3293-116-7.
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