Fistelia

Obolo
Testa di ninfa di fronte, leggermente volta a sinistra Leone stante sin, zampa anteriore sollevata; stella sopra, serpente in esergo.
Obolo
Testa maschile di fronte Delfino, chicco di orzo e conchiglia

Phistelia (o Fistelia) è stata un'antica città della Campania nota grazie alla sua monetazione della quale è incerta la collocazione geografica.

Le monete di Phistelia riportano iscrizioni in lingua osca.

La collocazione della città secondo alcuni è al confine tra Campania e Sannio[1] o nella pianura campana e in stretto rapporto commerciale con Neapolis[2]. Alcuni hanno identificato Phistelia con la città di Puteoli[3].

Monetazione

Le monete di Fistelia sono divise in due periodi. A una prima fase, collocabile nel V secolo a. C., appartengono due didracmi.

Nel dritto del primo è raffigurata una testa femminile volta leggermente a destra. Al rovescio un toro androprosopo a sinistra. In esergo è a volte presente un delfino. A volte, in alto, l'etnico in alfabeto alfabeto osco, coma ad esempio (fistluis) o altre grafie [4].

Nell'altro al dritto è raffigurata una testa femminile volta a sinistra e al rovescio una conchiglia di vongola e in altro un topolino. L'attribuzione di questa moneta a Fistelia è incerta[4]. Entrambe le monete lasciano pensare a un'influenza delle monete cumane[4].

Al IV secolo appartengono diversi oboli e mezzi-oboli in argento.

Ritrovamenti

Thompson e al. (IGHC) riportano 5 ritrovamenti di tesori con monete. La distribuzione nel territorio e l'associazione ad altre monete consenti di formarsi un'idea sulla circolazione, sui rapporti commerciali e sul periodo di emissione


IGCH Località Data ritrovamento Data sepoltura (a.C.) Quantità monete
di Fistelia e metallo
Altre monete
1920 Campania prima 1831 IV secolo c. 800 oboli (AR) molti oboli di Alifae[5].
1938 Calvi Risorta 1959 350-300 1 statere e 70 oboli + 44 oboli ? (con leone nel rovescio) 156 monete d'argento da: Pitanatae (1 ob.), Allifae (11 ob.), Cumae (2 st.), Hyria (4 st.), Neapolis (8 st., 11 frazioni), Nola (4 st.)[6].
1941 Capua
(in una sepoltura)
1881 IV secolo 1 obolo (Sambon 831) e 2 emioboli (Sambon 842) Neapolis un ob.[7]
2033 Carife 1895 tardo III secolo 1 ob. In tutto 13 monete d'argento e 103 bronzi. Tra cui: Neapolis un st. e 42 Æ, Roma 25 Æ, Arpi 25 Æ[8].
2046 Campo Laurelli, in uno skyphos (pr. Cambobasso) 1854 III secolo ca. 41 AR In tutto 86 monete d'argento e 13 bronzi. Tra cui: Neapolis 5 AR, Roma 7 denari, 2 aes grave e 5 Æ, Arpi 25 Æ[9][10][11] .

Note

  1. ↑ Sambon 1903, p. 327
  2. ↑ Ettore Pais, i Daunii e gli Umbri della Campania in "Rendiconti della Reale Accademia dei Lincei - Classe di Scienze Morali, Storiche e Filologiche", serie V vol. XV, Roma 1906 seduta del 21 gennaio, pp. 31-32, 35-36; id. Ricerche di storia e geografia storica, Bologna, 1922, II, pp. 201 e seguenti.
  3. ↑ E. T. Salmon, Samnium and the Samnites, Cambridge 1967, pp. 71, 72 n. 3, 117 n. 4.
  4. 1 2 3 HN Italy
  5. ↑ (EN) James Millingen, Ancient Coins of Greek Cities and Kings, Londra, 1831, p. 7.
  6. ↑ Attilio Stazio in La parola del passato, 1960
  7. ↑ Giuseppe Fiorelli, Notizie degli scavi di antichità.
  8. ↑ Giulio De Petra, Notizie degli scavi di antichità, 1896, p. 210.
  9. ↑ (FR) Luigi Sambon, Recherches sur les anciennes monnaies de l'Italie méridionale, Napoli, 1863, p. 45.
  10. ↑ Rizzi in Bullettino archeologico napoletano, 1855, p. 130
  11. ↑ Renata Cantilena, Raffaella Pierobon, Campo Laurelli in Bibliografia topografica della colonizzazione greca in Italia e nelle Isole Tirreniche, 1985

Bibliografia

  • (FR) Arthur Sambon, Les monnaies antiques de l'Italie. Étrurie, Ombrie, Picenum, Samnium, Campanie (Cumes et Naples), Parigi, 1903.
  • Fistelia, di Mario e Valentino Nassa, Ed. Mario Nassa, 2009 (in parte accessibile su google books).