Flagellina

Flagellina
Flagellina con evidenziati i quattro domini
Proteina

La flagellina è una proteina globulare con peso molecolare di circa 30.000 - 60.000 Da. Rappresenta il principale costituente dei flagelli batterici. È costituita da quattro domini denominati D0, D1, D2, D3.

In ciascun flagello si possono riconoscere tre parti:

  • il filamento, che è la porzione sporgente
  • un gancio, tramite il quale si attacca alla membrana plasmatica
  • un corpo basale, che funge da ancoraggio alla membrana

Quando l'organismo ingerisce cibo, alcuni batteri dell'intestino rilasciano della flagellina che viene intercettata da cellule presenti nella superficie del colon. Esse inviano un segnale nervoso al cervello che a sua volta genera una risposta neurale che spegne l'appetito.[1][2]

La flagellina è un biomarcatore che permette di prevedere con anni di anticipo l'insorgere del morbo di Crohn. La presenza di anticorpi nel sangue diretti contro tale proteine è un indicatore del disequilibrio fra macrobiota intestinale e sistema immunitario, che è uno dei passaggi chiave per l'instaurarsi della malattia.[3][4][5]

Note

  1. ↑ Esiste una connessione diretta tra cervello e batteri dell'intestino - Biotech - Ansa.it, su Agenzia ANSA, 25 luglio 2025. URL consultato il 28 luglio 2025.
  2. ↑ (EN) Winston W. Liu, Naama Reicher e Emily Alway, A gut sense for a microbial pattern regulates feeding, in Nature, 23 luglio 2025, pp. 1–8, DOI:10.1038/s41586-025-09301-7. URL consultato il 28 luglio 2025.
  3. ↑ (EN) A simple blood test can predict Crohn’s disease before symptoms appear: study, su temertymedicine.utoronto.ca. URL consultato il 17 gennaio 2026.
  4. ↑ AGI-Agenzia Italia, Semplice esame del sangue può predire il Crohn con anni di anticipo, su www.agi.it, 13 gennaio 2026. URL consultato il 17 gennaio 2026.
  5. ↑ Richard Y. Wu, Mingyue Xue e Qing Zhao, Serum IgG Response to a Conserved Domain of Commensal Flagellins Predicts Future Risk of Crohn’s Disease in First-degree Relatives, in Clinical Gastroenterology and Hepatology, 2026-01, DOI:10.1016/j.cgh.2025.12.006. URL consultato il 17 gennaio 2026.

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