Flaminia et Picenum
| Flaminia et Picenum | |||||
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| Informazioni generali | |||||
| Dipendente da | dioecesis Italiciana | ||||
| Evoluzione storica | |||||
| Inizio | 297 | ||||
| Causa | riforma dioclezianea delle province italiche | ||||
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| Cartografia | |||||
La Flaminia et Picenum era una suddivisione amministrativa dell'Impero romano, istituita a seguito della riforma dioclezianea dell'amministrazione imperiale. Comprendeva tutto il territorio dell'attuale regione Marche, quello della Romagna e la parte settentrionale dell'Abruzzo. Fu formata dall'unione dell'Ager gallicus (Regio VI Umbria) e Regio V Picenum. Era parte della dioecesis Italiciana e successivamente, a seguito della riforma di Costantino I, del vicariato dell'Italia Suburbicaria; fino al 366 circa fu retta da un corrector, poi da un consularis.
Storia
Nel 292 dopo Cristo, ci fu la riforma dioclezianea dell'amministrazione imperiale, che riorganizzò completamente la suddivisione amministrativa d'Italia, formando nuove dodici province. In questo ambito, la Regio VI (Umbria et ager Gallicus) fu smembrata: la parte ad ovest dell'Appennino fu unita alla Regio VII (Etruria), formando la Tuscia et Umbria, e la parte ad est (Ager gallicus) fu unita al Regio VI (Picenum), formando la Flaminia et Picenum.
La Flaminia et Picenum era dipendente dal vicariato di Roma e governata prima da correctores e poi da consulares.[1]. Il primo corrector noto è Claudio Uranio, del 325; tra gli altri, si cita Fabio Tiziano.
Alla fine del IV secolo, la Flaminia et Picenum fu suddivisa in "Flaminia et Picenum annonarium" (detta anche, semplicemente, "Flaminia", sotto il vicarius Italiae) e "Picenum suburbicarium", sotto il praefectus Urbi. Le due aree erano divise dall'Aesis (attuale fiume Esino).
Città
La Flaminia et Picenum comprendeva le seguenti città: