Fluorobenzene

Fluorobenzene
Formula di struttura del fluorobenzene
Formula di struttura del fluorobenzene
Modello del fluorobenzene
Modello del fluorobenzene
Nome IUPAC
Fluorobenzene
Abbreviazioni
Ph-F
Nomi alternativi
fluoruro di fenile, monofluorobenzene
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC6H5F
Massa molecolare (u)96,103
Aspettoliquido incolore con odore di benzene
Numero CAS462-06-6
Numero EINECS207-321-7
PubChem10008
SMILES
C1=CC=C(C=C1)F
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.)1,03[1]
Indice di rifrazione1,4684[2]
Solubilità in acqua1,54 g/L a 30 °C[1]
Coefficiente di ripartizione 1-ottanolo/acqua3,59
Temperatura di fusione–42 °C[1]
Temperatura di ebollizione85 °C[1]
Proprietà termochimiche
ΔfH0 (kJ·mol−1)–150,6[2]
S0m(J·K−1mol−1)205,9[2]
C0p,m(J·K−1mol−1)146,4[2]
Proprietà tossicologiche
DL50 (mg/kg)4400 oral rat[1]
Indicazioni di sicurezza
Punto di fiamma–15 °C[1]
Simboli di rischio chimico
facilmente infiammabile irritante
pericolo
Frasi H225, 319
Consigli P210, 243, 260, 305+351+338, 403

Il fluorobenzene, detto a volte anche fluoruro di fenile, è un composto organico di formula C6H5F, spesso abbreviato PhF.[3] È un derivato del benzene, dove uno dei sei atomi di idrogeno è stato sostituito con un atomo di fluoro. È un composto relativamente poco reattivo, utilizzato per la sintesi di farmaci, pesticidi, fungicidi e altri prodotti chimici.

Storia

Il fluorobenzene è stato sintetizzato per la prima volta nel 1883 da Emanuele Paternò e Vincenzo Oliveri.[4] Utilizzarono il metodo di Lenz per ottenere l’acido p-fluorobenzensolfonico e in un secondo tempo lo desolfonarono applicando una procedura standard di desolfonazione che prevede la salificazione dell’acido con potassa e il riscaldamento in presenza di acido cloridrico. La procedura per la sintesi del fluorobenzene fece un salto di qualità nel 1886 con Otto Wallach all'Università di Bonn.[5] La preparazione comprendeva due reazioni: prima il cloruro di benzendiazonio era convertito in un triazene per azione della piperidina; poi, il derivato piperidinico ottenuto veniva scisso con acido fluoridrico:

[Ph−N≡N]+Cl– + 2 C5H10NH   →   Ph−N=N−NC5H10 + [C5H10NH2]Cl
Ph−N=N−NC5H10 + 2 HF   →   Ph−F + N2 + [C5H10NH2]F

Sintesi

A livello di laboratorio la sintesi è ottenuta mediante la reazione di Schiemann. Si inizia dall'anilina che viene diazotata; aggiungendo tetrafluoroborato di sodio si precipita il tetrafluoroborato di benzendiazonio, che dà infine fluorobenzene per decomposizione termica:[6]

[Ph-N≡N]+[BF4]–   →   PhF + BF3 + N2

Industrialmente sono possibili anche altri processi, tra i quali la pirolisi di clorodifluorometano in presenza di ciclopentadiene e la fluorurazione anodica del benzene con fluoruro di tetraetilammonio in acetonitrile.[7]

Proprietà, reattività e usi

Mentre il benzene, come in generale gli idrocarburi aromatici, è endotermico, il fluorobenzene è un composto esotermico ed è quindi una molecola termodinamicamente stabile: ΔHƒ° = -150,8 kJ/mol.[8]

In condizioni ambiente si presenta come un liquido incolore e infiammabile, dall'odore aromatico simile al benzene;[9] è appena più denso dell'acqua (d = 1,024 g/mL a 20 °C) e bolle a 85 °C, poco sopra il benzene (80,1 °C).[10]

La molecola è piuttosto polare, il suo momento di dipolo è μ = 1,66 D (1,86 D per l'acqua, 0 per il benzene) e il liquido ha costante dielettrica εr = 5,55,[11] più del doppio del benzene (2,28). In acqua risulta poco solubile (0,154 g/100 g a 30 °C) per la presenza della parte benzenica che è lipofila; è però molto solubile in solventi apolari come il benzene stesso e l'etere di petrolio ma, in accordo con la presenza della parte polare della molecola (il legame C−F), è solubile in ogni rapporto in solventi di una certa polarità come l'etere (1,30 D[12]) e l'alcol etilico (1,66 D[13]).[10]

Il fluorobenzene è un composto relativamente inerte perché il legame C–F è molto forte e il sostituente fluoro è disattivante per la sostituzione elettrofila aromatica (SEAr), anche se orto/para-orientante;[14] per cui, per trattamento con bromo (in presenza di AlBr3) dà buone rese di 1-bromo-4-fluorobenzene.[15] È un buon solvente per specie altamente reattive. Nonostante il fluorobenzene sia considerato di scarso potere coordinante è stato sintetizzato un complesso di titanio(III), ottenuto allo stato cristallino, dove il fluorobenzene funge da legante attraverso l'atomo di fluoro (vedi figura).[16] In altri casi sono stati osservati complessi bifosfinici di rodio(I) con Rh legato in modalità esaapto all'anello del fluorobenzene.[17]

Struttura dello ione complesso [(C5Me5)2Ti(FC6H5)]+.

Il fluorobenzene viene utilizzato per la sintesi di farmaci (ad esempio, flurazepam e aloperidolo), pesticidi, fungicidi e altri prodotti chimici.[7]

Tossicità / Indicazioni di sicurezza

Il fluorobenzene è considerato relativamente poco tossico, ma è irritante per gli occhi. Non ci sono dati su eventuali effetti cancerogeni.[1]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 GESTIS.
  2. 1 2 3 4 Lide 2005
  3. ↑ (EN) Fluorobenzene, su www.chemspider.com. URL consultato il 5 febbraio 2026.
  4. ↑ Emeroteca - Biblioteca nazionale centrale di Roma, su digitale.bnc.roma.sbn.it. URL consultato il 1º novembre 2018.
  5. ↑ Wallach 1996
  6. ↑ Flood 1933
  7. 1 2 Siegemund 2002
  8. ↑ (EN) NIST Office of Data and Informatics, Benzene, fluoro-, su webbook.nist.gov. URL consultato il 5 febbraio 2026.
  9. ↑ (EN) PubChem, Fluorobenzene, su pubchem.ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato il 5 febbraio 2026.
  10. 1 2 fluorobenzene, su chemister.ru. URL consultato il 5 febbraio 2026.
  11. ↑ fluorobenzene, su www.stenutz.eu. URL consultato il 25 maggio 2022.
  12. ↑ diethyl ether, su www.stenutz.eu. URL consultato il 5 febbraio 2026.
  13. ↑ ethanol, su www.stenutz.eu. URL consultato il 5 febbraio 2026.
  14. ↑ Jonathan Clayden, Nick Greeves e Stuart G. Warren, Organic chemistry, 2nd ed, Oxford University Press, 2012, pp. 489-490, ISBN 978-0-19-927029-3.
  15. ↑ (EN) Joel Rosenthal e David I. Schuster, The Anomalous Reactivity of Fluorobenzene in Electrophilic Aromatic Substitution and Related Phenomena, in Journal of Chemical Education, vol. 80, n. 6, 2003-06, p. 679, DOI:10.1021/ed080p679. URL consultato il 25 maggio 2022.
  16. ↑ Perutz e Braun 2007, pp. 725-728.
  17. ↑ Sebastian D. Pike, Indrek Pernik e Robin Theron, Relative binding affinities of fluorobenzene ligands in cationic rhodium bisphosphine η6–fluorobenzene complexes probed using collision-induced dissociation, in Journal of Organometallic Chemistry, vol. 784, 15 maggio 2015, pp. 75–83, DOI:10.1016/j.jorganchem.2014.08.012. URL consultato il 5 febbraio 2026.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti