Folk horror

Il folk horror è un sottogenere dell'orrore, nato tra gli anni sessanta e settanta nel Regno Unito[1] e che attinge ad elementi folcloristici.
Etimologia
Più fonti attribuiscono all'accademico Oscar James Campbell il primo uso del termine folk horror in un articolo pubblicato sull'English Journal nel 1936.[1][2]
Descrizione
Solitamente, le opere folk horror sono ambientate in contesti rurali e isolati e affrontano temi come la superstizione, la religione tradizionale, il paganesimo, le sette, il sacrificio e gli aspetti più cupi della natura.[3][4][5] Benché abbia degli elementi in comune con l'horror soprannaturale, il folk horror si concentra maggiormente su determinate credenze folcloristiche piuttosto che sul paranormale; solitamente, all'interno delle opere folk horror i protagonisti sono ingenui e si imbattono in situazioni molto pericolose e di fronte alle quali non sanno reagire.[3]
Esempi
Tra gli esempi di folk horror si possono citare, in ambito cinematografico, La notte del demonio (1957), Lo sguardo che uccide (1964), Il grande inquisitore (1968), Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York (1968, di ambientazione urbana), The Devil Rides Out (1968), La pelle di Satana (1971), The Wicker Man (1973), In corsa con il diavolo (1975), La valle del Minotauro (1976), La casa dalle finestre che ridono (1976), Suspiria (1977) e Grano rosso sangue (1984), considerati pionieri del filone; più di recente The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair (1999), Kill List (2011), I disertori - A Field in England (2013), The Hallow (2015), The Witch (2015), Il rituale (2017), Tummbad (2018), Apostolo (2018), Midsommar - Il villaggio dei dannati (2019), Il legame (2020), The Medium (2021), The Feast (2021), The Twin - L'altro volto del male (2022), Incantation (2023), Starve Acre (2023) e Il signore del disordine (2023).[3] In letteratura si possono menzionare Storie di fantasmi di un antiquario (1904), di Montague Rhodes James, e Il grande dio Pan (1894), di Arthur Machen.[6] Il genere ha anche interessato il mondo dei videogiochi, come confermano Darkwood (2014), Blair Witch (2019) e Bramble: The Mountain King (2023).[7]
Note
- 1 2 (EN) What Are the Origins of the Folk Horror Genre?, su thecollector.com. URL consultato il 5 settembre 2025.
- ↑ (EN) folk horror noun, su oed.com. URL consultato il 5 settembre 2025.
- 1 2 3 (EN) Beyond Midsommar: ‘folk horror’ in popular fiction, su irishtimes.com. URL consultato il 5 settembre 2025.
- ↑ (EN) Devils and debauchery: why we love to be scared by folk horror, su theguardian.com. URL consultato il 5 settembre 2025.
- ↑ (EN) Keith McDonald, Wayne Johnson, Contemporary Gothic and Horror Film, Anthem Press, 2021, pp. 57-59.
- ↑ (EN) Paganism in Late Victorian Literature (1891-1904): fear, fantasies, and mythmaking, su dumas.ccsd.cnrs.fr. URL consultato il 5 settembre 2025.
- ↑ (EN) Best Folk Horror Games, su gamerant.com. URL consultato il 5 settembre 2025.