Fondo di ricerca

Un fondo di ricerca (in inglese "search fund") è uno strumento di investimento che consente a un imprenditore di raccogliere capitali dagli investitori al fine di cercare, acquisire e gestire personalmente una azienda privata esistente. Il modello è stato sviluppato nel 1984 dal professor H. Irving Grousbeck presso la Stanford Graduate School of Business.[1]

In genere, il processo prevede due distinte fasi di finanziamento. Nella prima fase, un piccolo gruppo di investitori finanzia la “ricerca”, coprendo le spese dell'imprenditore (o “ricercatore”) e un modesto stipendio per un periodo massimo di due anni. Nella seconda fase, il ricercatore, una volta individuata con successo la società target, si rivolge nuovamente agli investitori iniziali e spesso a ulteriori investitori, per raccogliere il capitale necessario per completare l'acquisizione.[2] Dopo l'acquisizione, il ricercatore assume il ruolo di amministratore delegato (CEO) dell'azienda acquisita, con l'obiettivo di far crescere la società e fornire un ritorno agli investitori e a se stesso.[3]

Sebbene il modello tradizionale sostenuto dagli investitori sia il più comune, esistono delle varianti, tra cui le ricerche guidate da acceleratori e quelle autofinanziate.[4]

Origini

Il concetto di fondi di ricerca è nato nel 1984 presso la Stanford University Graduate School of Business. È stato introdotto dal professor Irving Grousbeck, direttore del Center for Entrepreneurial Studies.[5] Da allora, sono stati costituiti oltre 681 fondi di ricerca tradizionali e la Stanford University ha documentato più di 177 fondi creati da ex studenti del suo programma MBA. La maggior parte dei fondi di ricerca di successo è stata avviata da laureati intraprendenti e preparati, ma privi di esperienza nella gestione di un'impresa.[1] In uno studio pubblicato da Stanford nel 2024, che ha esaminato i tassi di rendimento dei 681 fondi dal 1984, il tasso interno di rendimento (Tir) era del 35,1% con un ritorno sull'investimento (ROI) di 4,5 volte. Joe Staenberg, fondatore e CEO di Agate Hound Fund, ha citato i fondi di ricerca come strumenti di investimento migliori rispetto al mercato azionario, che ha un rendimento medio annuo dell'investimento di circa il 9%.[6]

Processo

Nella prima fase, che spesso può richiedere dai 2 ai 6 mesi, un piccolo gruppo di investitori sostiene i manager nella ricerca dell'azienda target da acquisire. A seguito dell'identificazione di un target, gli investitori dispongono della facoltà, ma non dell'obbligo, di investire una quota nella aziendatarget proporzionale al loro investimento iniziale nel fondo di ricerca. Un fondo può trovare o meno una società target da acquisire durante la seconda fase del processo che in genere dura da 1 a 2 anni. Nella terza fase, il ricercatore, supponendo che sia riuscito a trovare una società da acquisire, assume ruoli operativi nella società acquisita, come quello di amministratore delegato e presidente. Continua a ricoprire questi ruoli per circa 4-7 anni cercando di incrementarne il valore. Infine, l'ultima fase del modello, l'uscita, richiede circa 6 mesi, durante i quali i ricercatori cercano di vendere la società che hanno acquistato.[7]

I fondi di ricerca tradizionali si rivolgono in genere a società con un valore compreso tra 5 e 50 milioni di dollari, che 2 e 10 milioni di dollari,

I fondi di ricerca tradizionali generalmente puntano ad acquisire imprese valutate tra i 5 e 50 milioni di dollari, che richiedono un capitale proprio compreso tra i 2 e i 10 milioni di dollari, in settori frammentati con posizioni di mercato sostenibili, una storia di flussi di cassa stabili e con la presenza di significative opportunità di miglioramento operativo e di crescita nel lungo termine. I fondi di ricerca autofinanziati si rivolgono generalmente ad aziende con un valore inferiore a 5 milioni di dollari.[2]

La maggior parte dei fondi di ricerca viene avviata da imprenditori con esperienza manageriale limitata, e talvolta, senza esperienza diretta nel settore di interesse. L’obiettivo degli investitori è quello di posizionare manager promettenti e motivati in un contesto con elevate probabilità di successo, anche grazie alla supervisione e all'esperienza degli stessi investitori. Questo modello offre meno rischi rispetto all'avvio di un'azienda da zero, poiché l'attività ha già clienti, ricavi e una quota di mercato.[7]

Note

  1. 1 2 (EN) Search Funds, su Stanford Graduate School of Business. URL consultato il 5 febbraio 2026.
  2. 1 2 (EN) CBN, The Economics of Search Funds: How Operators and Investors Get Paid, su Cascade Business News, 12 maggio 2025. URL consultato il 5 febbraio 2026.
  3. ↑ (EN) Jan Simon e Ann-Sophie Kowalewski, Nurturing leadership in search funds, ottobre 2023. URL consultato il 5 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2024).
  4. ↑ (EN) Nicholas Rice e A. J. Wasserstein, Exploring Various Search Fund Structures, 19 agosto 2021.
  5. ↑ (EN) Search Fund Statistics: Complete Analysis of 681 Funds, Returns, and Industry, su capitalpad.com, 22 agosto 2025. URL consultato il 5 febbraio 2026.
  6. ↑ (EN) Ernestine Siu, How young entrepreneurs are buying small businesses through an investment tool — and building wealth along the way, su CNBC, 5 settembre 2025. URL consultato il 5 febbraio 2026.
  7. 1 2 (EN) Luca Orlando, Search Fund, the new way to entrepreneurship, su Il Sole 24 ORE, 5 maggio 2025. URL consultato il 5 febbraio 2026.

Voci correlate