Food Not Bombs

Food Not Bombs
Food Not Bombs
Un pasto servito da Food Not Bombs a Sarasota, Florida, 2007
AbbreviazioneFNB
TipoMovimento sociale/rete di volontariato
Fondazione1980
FondatoreKeith McHenry e altri attivisti pacifisti
ScopoDistribuzione gratuita di cibo, mutuo aiuto, critica alla spesa militare e allo spreco alimentare
Sede centraleStati Uniti (bandiera) Struttura decentralizzata
IndirizzoArroyo Seco, NM 87514 - USA
Area di azioneinternazionale
Lingue ufficialiInglese, varie lingue locali
Volontarimigliaia (stime variabili)
Motto"Food Not Bombs"
Sito webfoodnotbombs.net

Food Not Bombs (in italiano Cibo Non Bombe) è un movimento internazionale di volontariato e attivismo sociale nato negli Stati Uniti d'America nel 1980[1][2]. È noto per la distribuzione gratuita di pasti vegetariani o vegani preparati con alimenti recuperati o donati, spesso destinati a persone senza dimora o in condizioni di difficoltà economica.

Food Not Bombs combina attività di solidarietà sociale con una critica alle spese militari, allo spreco alimentare e alle disuguaglianze economiche. I gruppi locali operano generalmente in modo autonomo e non gerarchico, organizzando cucine collettive e distribuzioni pubbliche.

Nel corso dei decenni si è diffuso in centinaia di città in tutto il mondo ed è spesso associato ai movimenti pacifisti, anarchici e alle pratiche di mutuo aiuto. Le attività sono state oggetto sia di riconoscimenti da parte di organizzazioni sociali e media per il loro contributo sociale[3] sia di controversie legali e politiche legate alla distribuzione di cibo nello spazio pubblico.

In Italia è attivo soprattutto a Torino e Padova[1][2].

Storia

Origini e contesto storico

Durante gli anni Settanta (soprattutto nel periodo dove si stava ancora svolgendo la guerra del Vietnam[4]) e i primi anni Ottanta negli Stati Uniti si svilupparono movimenti sociali legati alla critica della spesa militare e alla promozione di politiche sociali alternative. In questo contesto alcuni attivisti iniziarono a organizzare azioni simboliche per evidenziare il contrasto tra l'abbondanza di risorse economiche destinate agli armamenti e la presenza diffusa di povertà e insicurezza alimentare[5][6][7].

Food Not Bombs nacque nel 1980 a Cambridge, nello Stato del Massachusetts. Fu fondato da un gruppo di attivisti pacifisti e ambientalisti coinvolti nelle proteste contro la guerra fredda, la proliferazione delle armi nucleari e l'espansione dell'industria militare[8][9].

Il movimento nacque durante una protesta contro la costruzione della Seabrook Nuclear Power Station a Seabrook, nel New Hampshire. L'iniziativa si sviluppò nel contesto del movimento anti-nucleare statunitense, in particolare all'interno della Clamshell Alliance, una coalizione di gruppi impegnati nell'opposizione alla proliferazione dell'energia nucleare. Durante queste mobilitazioni, alcuni attivisti iniziarono a condividere cibo gratuito come forma di protesta simbolica contro le spese militari e nucleari, sostenendo che le risorse pubbliche dovrebbero essere destinate al benessere sociale piuttosto che agli armamenti[10].

Le prime iniziative del gruppo consistevano nella distribuzione di cibo recuperato durante manifestazioni politiche e proteste contro le politiche militari del governo statunitense.

Una delle prime azioni pubbliche documentate avvenne nel 1981 davanti alla sede della Federal Reserve Bank di Boston, dove gli attivisti distribuirono pasti preparati con alimenti recuperati da negozi e mercati locali. Secondo gli attivisti l'iniziativa aveva un significato simbolico e mirava a denunciare la priorità data alle spese militari rispetto agli investimenti nei programmi sociali[11].

Sviluppo negli anni Ottanta

Nel corso degli anni Ottanta il modello organizzativo di Food Not Bombs iniziò a diffondersi in altre città degli Stati Uniti. Attivisti locali replicarono l'iniziativa organizzando distribuzioni di cibo nei propri contesti urbani[6].

Tra le città in cui nacquero nuovi gruppi vi furono San Francisco, New York, Los Angeles e Washington. Le attività del movimento si svilupparono spesso in contesti urbani caratterizzati da forte disuguaglianza sociale e da una significativa presenza di persone senza dimora. Le distribuzioni venivano generalmente organizzate in spazi pubblici come parchi e piazze, con l'obiettivo di offrire pasti e allo stesso tempo, secondo i promotori, sensibilizzare l'opinione pubblica su questioni sociali e politiche. Durante questo periodo il movimento stabilì alcuni principi organizzativi fondamentali, tra cui l'assenza di una struttura gerarchica centrale e l'autonomia dei gruppi locali[12].

Nel corso degli anni successivi iniziò a partecipare e a sostenere numerose mobilitazioni sociali e politiche. Il 12 giugno 1982, durante la grande March for Nuclear Disarmament svoltasi a New York, considerata la più grande manifestazione per il disarmo nucleare nella storia degli Stati Uniti[13][14], i volontari di Food Not Bombs distribuirono pasti ai partecipanti.[15]

Nel 1985 fu coinvolto nell'occupazione del Federal Building a Boston, organizzata come protesta contro il sostegno degli Stati Uniti alla guerra civile di El Salvador.[11] Durante questa mobilitazione Food Not Bombs distribuì cibo ai manifestanti e agli attivisti coinvolti nell'azione di protesta, collaborando con organizzazioni pacifiste e gruppi di attivismo come il Pledge of Resistance e altre reti impegnate nelle campagne contro la guerra.

Alla fine degli anni Ottanta acquisì maggiore visibilità pubblica. Nel 1988 diversi volontari di Food Not Bombs furono arrestati a San Francisco per aver distribuito cibo senza i permessi richiesti dalle autorità locali.[16] Le proteste che seguirono a questi arresti contribuirono ulteriormente all'attenzione mediatica del movimento.

Espansione negli anni Novanta

Negli anni Novanta, Food Not Bombs acquisì maggiore visibilità sia negli Stati Uniti sia a livello internazionale. Fu spesso associato ai movimenti contro la globalizzazione economica e alle reti anarchiche e libertarie. In questo periodo si verificarono anche diversi conflitti con le autorità locali in alcune città statunitensi. In particolare, alcuni volontari furono arrestati o multati per aver distribuito cibo in spazi pubblici senza autorizzazione[6][12].

Uno dei casi più noti si verificò a San Francisco negli anni Novanta, quando alcuni attivisti furono arrestati durante distribuzioni di cibo nel centro della città. Gli arresti suscitarono un ampio dibattito pubblico sulla regolamentazione delle attività di solidarietà e sull'uso dello spazio pubblico. Le controversie legali contribuirono a portare maggiore attenzione mediatica al movimento[17][18].

A partire dagli anni Novanta iniziò a diffondersi in altri paesi al di fuori degli Stati Uniti. Gruppi locali furono fondati in Canada, Regno Unito, Germania, Australia e in diversi paesi dell'Europa occidentale. Successivamente si diffuse anche in Europa orientale, America Latina e Asia[6][12][19].

Nel 1999, durante le proteste contro il vertice della WTO a Seattle, i volontari del movimento distribuirono pasti ai manifestanti che partecipavano alle proteste contro la globalizzazione economica e le politiche commerciali internazionali.[20]

XXI secolo

Volontari di FNB nel Parco Zuccotti a New York che servono pasti durante il Food Working Group di Occupy Wall Street, 2011
FNB ha costituito la base del Food Working Group di Occupy Wall Street, che serviva tre pasti al giorno agli occupanti nel Parco Zuccotti a New York, 2011[21].

La natura decentralizzata dell'organizzazione facilitò la nascita di nuovi gruppi, poiché non era necessario ottenere autorizzazioni o affiliazioni formali per adottare il nome e i principi del movimento. Nel corso del XXI secolo la rete di Food Not Bombs continuò ad espandersi, con gruppi attivi in centinaia di città nel mondo, anche attraverso l'utilizzo dei social media per avvisare gli interessati dei luoghi e degli orari di distribuzione, di eventuali iniziative e per cercare nuovi volontari[15][22]. Tra il 2003 e il 2011 partecipò a numerose proteste contro la Guerra in Iraq. In quel periodo i volontari di Food Not Bombs distribuirono pasti durante manifestazioni e azioni simboliche davanti a basi militari e uffici governativi, collaborando con organizzazioni pacifiste come United for Peace and Justice, Veterans for Peace e diversi collettivi universitari[23].

Manifestanti di FNB alla protesta "Stop the Drones" del 2011 a Washington, contro l’uso dei droni militari statunitensi in Pakistan
Manifestanti di FNB alla protesta "Stop the Drones" del 2011 a Washington, contro l’uso dei droni militari statunitensi in Pakistan

Nel 2011 prese parte alle mobilitazioni di Occupy Wall Street a New York. In quell'occasione i volontari contribuirono alla creazione della cosiddetta People’s Kitchen, una cucina collettiva che forniva pasti ai partecipanti dell'occupazione e supporto logistico agli attivisti presenti nell'accampamento. L'iniziativa divenne uno degli elementi organizzativi più noti dell'Occupy Movement[21].

Tra il 2011 e il 2012 i volontari sostennero diverse mobilitazioni in Nord America, tra cui quelle di Occupy Vancouver, Occupy Miami e Occupy Portland, oltre a partecipare alle attività di soccorso e mutuo aiuto organizzate da Occupy Sandy dopo il passaggio dell'uragano Sandy[16].

A partire dal 2015 è stato presente anche in alcune manifestazioni legate al movimento Black Lives Matter, durante le quali i volontari hanno distribuito cibo ai partecipanti alle proteste contro la brutalità della polizia e il razzismo sistemico negli Stati Uniti. In queste mobilitazioni Food Not Bombs ha collaborato con capitoli locali del movimento e con varie organizzazioni comunitarie[24].

FNB ha distribuito cibo in occasione della Giornata senza donne a Baltimora, nel Maryland.
FNB ha distribuito cibo in occasione della Giornata senza donne a Baltimora, nel Maryland.

"Giornata senza donne" è stato uno sciopero tenuto l'8 marzo 2017, in occasione della Giornata internazionale della donna. Proclamato da due gruppi attivisti femministi (uno che organizzò Women's March on Washington e l'altro chiamato "Sciopero Internazionale Delle Donne"), chiedeva alle donne di non lavorare quel giorno per protestare contro le politiche dell'amministrazione di Donald Trump[25]. Food Not Bombs distribuì cibo ad alcune manifestazioni collegate a quello sciopero.

Attività durante la pandemia di COVID-19

Durante la pandemia di COVID-19 (2020-2022), con l’introduzione delle misure di distanziamento sociale, diversi capitoli locali hanno modificato le modalità di distribuzione. In molte città i pasti sono stati preparati in porzioni preconfezionate da asporto, distribuite in strada o portate direttamente alle persone senza fissa dimora e ad altri gruppi vulnerabili. Le attività sono spesso continuate con protocolli di sicurezza sanitaria, come l’uso di mascherine, guanti e contenitori monouso[26][27].

Oltre alla distribuzione di cibo, alcuni gruppi Food Not Bombs hanno preso parte a reti più ampie di mutuo aiuto, fornendo supporto logistico e materiali durante la crisi pandemica. In alcune città i volontari hanno distribuito mascherine e altri dispositivi di protezione a lavoratori essenziali e a organizzazioni comunitarie, oltre a sostenere rifugi e persone emarginate[28].

In altri contesti sono state organizzate iniziative di consegna di generi alimentari e pacchi spesa per persone in quarantena o impossibilitate a uscire di casa[29].

Posizioni sulla guerra in Ucraina

In occasione dell’invasione russa dell’Ucraina del 2022, alcuni gruppi locali hanno rilasciato dichiarazioni contro la guerra e la militarizzazione, ad esempio dal capitolo di Moscow Food Not Bombs, che ha pubblicato un messaggio contro l’invasione e contro “regimi militaristici” e la violenza statale, affermando che non si schiera con stati ma contro la guerra stessa[30].

Alcuni capitoli Food Not Bombs in paesi vicini, in particolare in Polonia, hanno rafforzato la loro attività per servire i rifugiati ucraini alla frontiera o nei centri di accoglienza, distribuendo cibo, acqua e generi di prima necessità[31].

Posizioni sulla guerra a Gaza

Dal 2023 alcuni gruppi locali di Food Not Bombs hanno preso parte a proteste e accampamenti studenteschi di solidarietà legati alla guerra a Gaza. In questo contesto i volontari hanno organizzato distribuzioni durante marce e manifestazioni, oltre a sostenere iniziative di mutuo aiuto e raccolte fondi per famiglie e comunità coinvolte nel conflitto, collaborando con gruppi pacifisti, comunità studentesche e organizzazioni come Jewish Voice for Peace[32].

Ideologia e principi

Un cartello di FNB a Santa Cruz, California, 2015
Un cartello di FNB a Santa Cruz, California, 2015

Food Not Bombs si fonda su una serie di principi sociali, etici e politici che guidano le attività dei gruppi locali.

Antimilitarismo

Il nome Food Not Bombs riflette una critica alle priorità di spesa dei governi, in particolare alla destinazione di ingenti risorse economiche alla produzione di armamenti e alle operazioni militari. Gli attivisti sostengono che tali risorse potrebbero essere utilizzate per affrontare problemi sociali come la povertà, la fame e l'accesso ai servizi di base[6][12].

Mutuo aiuto

Uno dei concetti centrali per Food Not Bombs è quello di mutuo aiuto, una forma di cooperazione volontaria tra individui e comunità. Le distribuzioni sono concepite dal movimento come momenti di condivisione e solidarietà reciproca piuttosto che come semplici interventi assistenziali[33].

Critica allo spreco alimentare

Food Not Bombs pone grande enfasi sul problema dello spreco alimentare. Molti gruppi recuperano cibo ancora commestibile ma destinato allo smaltimento da supermercati, mercati e ristoranti. Questa pratica è presentata dal movimento come un modo per evidenziare come grandi quantità di alimenti vengano scartate nonostante la presenza di persone che non hanno accesso a pasti adeguati[12].

Alimentazione vegetariana e vegana

La maggior parte dei gruppi di Food Not Bombs serve pasti vegetariani o vegani. Questa scelta è motivata da considerazioni etiche, ambientali e pratiche. Un menu vegetariano o vegano permette infatti di offrire pasti che possono essere consumati da persone appartenenti a diverse tradizioni culturali e religiose[6].

Democrazia partecipativa

Molti gruppi adottano forme di organizzazione basate su assemblee e processi decisionali partecipativi. Le decisioni vengono spesso prese attraverso il consenso tra i partecipanti piuttosto che mediante votazioni formali[6][12].

Organizzazione

Un murale di FNB a Berlino, 2022
Un murale di FNB a Berlino, 2022
Illustrazione di Food Not Bombs che raffigura la A cerchiata, un simbolo comune dell'anarchismo
Illustrazione di Food Not Bombs che raffigura la A cerchiata, un simbolo comune dell'anarchismo

Food Not Bombs è organizzato come una rete decentralizzata di gruppi locali autonomi. Non esiste una struttura internazionale centralizzata né una leadership formale. Ogni gruppo locale decide in modo indipendente come organizzare le proprie attività[6][12].

Le decisioni vengono generalmente prese in modo collettivo durante incontri o assemblee. I gruppi locali possono comunicare tra loro attraverso reti informali, incontri internazionali e piattaforme online. La partecipazione alle attività è volontaria e aperta. Molti gruppi operano senza finanziamenti istituzionali e si basano principalmente su donazioni di cibo, attrezzature e tempo da parte dei volontari[12][33].

Attività

Recupero alimentare

Una delle pratiche più comuni è il recupero di alimenti invenduti o prossimi alla scadenza da supermercati, mercati e ristoranti. Questo processo può includere accordi informali con commercianti locali o il recupero di prodotti scartati ma ancora commestibili[6][12].

Cucine collettive

I pasti vengono spesso preparati in cucine comunitarie o in spazi messi a disposizione da organizzazioni locali. La preparazione del cibo è generalmente organizzata come attività collettiva, alla quale possono partecipare volontari e membri della comunità[6][33].

Distribuzioni pubbliche

I pasti vengono distribuiti gratuitamente in spazi pubblici come parchi, piazze o strade. Le distribuzioni sono generalmente aperte a chiunque desideri partecipare, senza requisiti o controlli formali[6][12].

Attività educative e politiche

In molte occasioni le distribuzioni sono accompagnate da attività informative su temi sociali come la povertà, lo spreco alimentare e la spesa militare. Alcuni gruppi partecipano anche a manifestazioni politiche, campagne di sensibilizzazione e iniziative comunitarie[6][33].

Interventi in situazioni di emergenza

In alcuni casi gruppi di Food Not Bombs hanno partecipato a iniziative di supporto durante disastri naturali o crisi umanitarie, fornendo pasti e assistenza logistica[11][12].

Diffusione

I membri di FNB servono pasti ad Aguascalientes, Messico, 2025
I membri di FNB servono pasti ad Aguascalientes, Messico, 2025

Nel corso degli anni Food Not Bombs si è diffuso in circa 60 paesi del mondo, tra cui[6][11][12]:

La presenza dei gruppi locali può variare nel tempo, poiché il movimento dipende dall'iniziativa volontaria degli attivisti locali.

Collaborazioni ricorrenti

  • Veterans for Peace – veterani attivi contro la guerra[15].
  • Occupy Movement – network anti-disuguaglianza economica[34].
  • Greenpeace e altre ONG ambientali – azioni di sensibilizzazione ecologica[35].
  • Organizzazioni locali di aiuto sociale e senzatetto – distribuzione pasti e sostegno comunitario.
  • Movimenti LGBTQ+ e contro l’HIV/AIDS – iniziative sanitarie e sociali[16][36][37].
  • Movimenti femministi – distribuzione pasti

Critiche e controversie

Regolamentazione dello spazio pubblico

In alcune città le autorità locali hanno limitato o regolamentato la distribuzione di cibo nello spazio pubblico, sostenendo che tali attività debbano rispettare norme sanitarie e regolamenti urbani. Queste restrizioni hanno portato in alcuni casi ad arresti o multe nei confronti di volontari del movimento[17][18].

Critiche politiche

Alcuni critici sostengono che Food Not Bombs abbia una forte connotazione politica e che le distribuzioni possano essere utilizzate come forma di protesta. I sostenitori del movimento affermano invece che le attività di mutuo aiuto sono inseparabili dalle questioni sociali e politiche che Food Not Bombs intende evidenziare[6][12].

Accuse di favorire la presenza di senzatetto negli spazi pubblici

Alcune amministrazioni locali hanno affermato che le distribuzioni di cibo attirano grandi gruppi di persone senza casa in parchi o piazze e possono creare problemi di ordine pubblico o sicurezza[38].

Ad esempio, nel 2011 a Orlando (Florida), i volontari di Food Not Bombs distribuivano regolarmente pasti nei parchi pubblici della città. L’amministrazione locale iniziò a ricevere lamentele dai residenti e dai commercianti, i quali sostenevano che i parchi erano diventati punti di ritrovo permanenti per i senzatetto. Inoltre furono segnalati problemi legati a rifiuti, igiene e ordine pubblico. Il gruppo rifiutò di fermare le distribuzioni non autorizzate, sostenendo che si trattasse di espressione di diritti civili e di solidarietà, impegnandosi anche in una battaglia legale e dicendo che avrebbero continuato a servire cibo anche senza permessi. Il sindaco di Orlando e Food Not Bombs raggiunsero un accordo: le cariche contro i volontari sarebbero state ritirate se il gruppo avesse spostato le distribuzioni davanti al City Hall, permettendo così di continuare senza ulteriori scontri legali. La vicenda ebbe rilevanza mediatica in tutto il Nord America[39][40][41]. Questa controversia si è ripetuta in diverse città[18][42][43].

Sicurezza alimentare

Alcune autorità sanitarie e amministrazioni locali hanno sollevato preoccupazioni riguardo alla sicurezza del cibo distribuito da Food Not Bombs, in quanto spesso preparato in cucine non certificate o recuperato da eccedenze alimentari. Secondo questi critici, l’assenza di controlli ufficiali potrebbe comportare rischi per la salute pubblica. I volontari rispondono che il cibo viene selezionato con attenzione, spesso proveniente da prodotti invenduti ma ancora idonei al consumo, e preparato seguendo pratiche igieniche condivise all’interno della rete[44].

Dibattito sull’efficacia a lungo termine

Alcuni studiosi hanno criticato l’approccio del movimento sostenendo che la distribuzione di pasti rappresenti una soluzione temporanea che non affronta le cause strutturali della povertà, come la mancanza di alloggi, lavoro e servizi sociali[45]. I sostenitori di Food Not Bombs affermano invece che l’obiettivo non è sostituire le politiche pubbliche, ma fornire un aiuto immediato e allo stesso tempo sensibilizzare l’opinione pubblica su temi alimentari e sociali[46][47].

Relazioni con istituzioni e organizzazioni caritative

In alcune città si sono registrate tensioni tra Food Not Bombs e organizzazioni caritative tradizionali o enti pubblici[16], i quali operano generalmente nel rispetto di regolamenti più rigidi, inclusi requisiti sanitari e autorizzazioni formali.

Cultura di massa

Documentari

  • Food Not Bombs: International Gathering ’95 (1995). Documentario che racconta un raduno internazionale del movimento e le attività dei gruppi locali. Mostra anche gli arresti di attivisti per la distribuzione non autorizzata di cibo negli Stati Uniti.
  • Save the People – Food Not Bombs (2007). Documentario breve prodotto in Malesia che segue l’attività di Food Not Bombs a Kuala Lumpur[48].

Canzoni

  • Food Not Bombs – Taylor and Young (2012)[49]
  • Food Not Bombs – The Rebel Riot (2021)[50]
  • Food Not Bombs – Brian Knockin (2021)[51]

Note

  1. 1 2 Anna Basagni, L’emergenza dello spreco alimentare e la risposta con Food Not Bombs, su EconomiaCircolare.com, 3 aprile 2024. URL consultato il 10 marzo 2026.
  2. 1 2 Food Not Bombs | Italia che cambia, su italiachecambia.org. URL consultato il 10 marzo 2026.
  3. ↑ Nik Heynen, Cooking up Non-violent Civil-disobedient Direct Action for the Hungry: 'Food Not Bombs' and the Resurgence of Radical Democracy in the US, in Urban Studies, vol. 47, n. 6, 2010, pp. 1225–1240. URL consultato il 24 aprile 2026.
  4. ↑ Levy, Peter B. (2013). "New Left". In Rubin, Joan Shelley; Casper, Scott E. (eds.). The Oxford Encyclopedia of American Cultural and Intellectual History. Oxford: Oxford University Press. URL consultato il 24 novembre 2025.
  5. ↑ Piven, Frances Fox & Cloward, Richard. Regulating the Poor: The Functions of Public Welfare. Vintage, 1971.
  6. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 McHenry, Keith. Hungry for Peace: How You Can Help End Poverty and War with Food Not Bombs. See Sharp Press, 2012.
  7. ↑ Ross, Michael L. “The Political Economy of Protest: Anti-Military Movements in the 1970s and 1980s.” Social Problems, 1992.
  8. ↑ (EN) Cook for Peace - Issue 349, Summer 1997 - Fifth Estate Magazine, su fifthestate.org. URL consultato il 10 marzo 2026.
  9. ↑ Food Not Bombs, su foodnotbombs.net. URL consultato il 10 marzo 2026.
  10. ↑ THE FOOD NOT BOMBS STORY, su www.foodnotbombs.net. URL consultato il 10 marzo 2026.
  11. 1 2 3 4 Stories Food Not Bombs Book, su www.foodnotbombs.net. URL consultato il 10 marzo 2026.
  12. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 David Boarder Giles, A Mass Conspiracy to Feed People: Food Not Bombs and the World-Class Waste of Global Cities, Duke University Press, 2021.
  13. ↑ Wittner, Lawrence S. (5 dicembre 2010). The Nuclear Freeze and Its Impact. Arms Control Today.
  14. ↑ (EN) Nuclear Disarmament | Museum of the City of New York, su www.mcny.org. URL consultato il 24 aprile 2026.
  15. 1 2 3 DOCUMENTING 30 YEARS OF FOOD NOT BOMBS, su www.foodnotbombs.net. URL consultato l'11 marzo 2026.
  16. 1 2 3 4 Parson, Sean (2018). Cooking Up a Revolution: Food Not Bombs, Homes Not Jails, and Resistance to Gentrification. Manchester: Manchester University Press. ISBN 978-1-5261-0735-0.
  17. 1 2 ARRESTS OF FOOD NOT BOMBS SUPPORTERS, su cga.ct.gov.
  18. 1 2 3 Jail for Man Who Fed Homeless / Food Not Bombs activist loses appeal, gets 60 days, su sfgate.com.
  19. ↑ Janet Poppendieck, Sweet Charity? Emergency Food and the End of Entitlement, 1998
  20. ↑ Emerson, William J. III (2010). "Battle of Seattle". Culture Wars: An Encyclopedia of Issues, Viewpoints, and Voices. Armonk: M.E. Sharpe. pp. 37–38. ISBN 978-0-7656-2250-1. URL consultato il 9 dicembre 2025.
  21. 1 2 Holmes, Marisa (2023). Organizing Occupy Wall Street: This is Just Practice. Singapore: Springer Nature. ISBN 978-981-19-8947-6.
  22. ↑ (EN) Ryan Loyola, Food Not Bombs: Forty Years of Free Meals, su City on a Hill Press, 21 settembre 2020. URL consultato l'11 marzo 2026.
  23. ↑ Organizing Against War: A Roundtable Discussion Among Southern Peace Activists | Facing South, su www.facingsouth.org. URL consultato il 10 marzo 2026.
  24. ↑ (EN) Sheryl Gay Stolberg, After Thousands Rally in Baltimore, Police Make Some Arrests as Curfew Takes Hold, in The New York Times, 2 maggio 2015. URL consultato il 10 marzo 2026.
  25. ↑ Sky TG24, 'A Day without Women', un 8 marzo senza donne, su tg24.sky.it, 21 settembre 2023. URL consultato il 24 aprile 2026.
  26. ↑ (EN) Food Not Bombs Fort Collins COVID-19 Relief Fund, su FundRazr. URL consultato l'11 marzo 2026.
  27. ↑ (EN) a12 – Towards mutual aid during Covid-19 – Slingshot, su slingshotcollective.org, 12 ottobre 2020. URL consultato l'11 marzo 2026.
  28. ↑ Food Not Bombs Solidarity vs. COVID-19, su workers.org.
  29. ↑ (EN) Food4Life Initiative in Response to the COVID-19 Crisis – Food Not Bombs Atlanta, su foodnotbombsatl.org, 13 marzo 2020. URL consultato l'11 marzo 2026.
  30. ↑ CrimethInc Ex-Workers Collective, Russia e Ucraina: Resistenza dal basso all'invasione di Putin, su CrimethInc., 24 febbraio 2022. URL consultato l'11 marzo 2026.
  31. ↑ (EN) Ukraine Relief Fund, su A Well-Fed World. URL consultato l'11 marzo 2026.
  32. ↑ Darcy Chew, LIVE UPDATES: Gaza solidarity encampment set up on KSL Oval, su The Observer. URL consultato il 10 marzo 2026.
  33. 1 2 3 4 Dana M. Williams, “Food Not Bombs and the Politics of Direct Action”, Journal of Contemporary Ethnography, 2008
  34. ↑ (EN) Elizabeth King, The Story Behind Food Not Bombs’ Simple, Radical Mission, su Teen Vogue, 27 aprile 2020. URL consultato il 10 marzo 2026.
  35. ↑ (EN) San Diego Activists Protest Ban on Feeding Homeless in a Defiant “Feed-In” - Greenpeace, su Greenpeace, 15 dicembre 2017. URL consultato il 10 marzo 2026.
  36. ↑ (EN) Nearly 300 Arrested in Fiery S.F. Protest, in Newspapers.com. URL consultato il 10 marzo 2026.
  37. ↑ (EN) Kailynn Johnson, Memphis Chapter of Food Not Bombs Talks Nonviolent Approach, Collectivizing, and Food Accessibility, su Memphis Flyer, 9 giugno 2023. URL consultato il 10 marzo 2026.
  38. ↑ (EN) Houston police ticket man for feeding homeless people, su AP News, 3 marzo 2023. URL consultato l'11 marzo 2026.
  39. ↑ (EN) Three arrested for feeding Fla. homeless - UPI.com, su UPI. URL consultato l'11 marzo 2026.
  40. ↑ (EN) Jeff Gore, Six more arrested at Food Not Bombs sharing, 21 in two weeks, media yawns, su Orlando Weekly, 16 giugno 2011. URL consultato l'11 marzo 2026.
  41. ↑ (EN) Kevin S. Donohoe, Food Not Bombs Members Arrested for Feeding the Hungry, 27 giugno 2011. URL consultato l'11 marzo 2026.
  42. ↑ (EN) Fort Lauderdale Food Not Bombs v. City of Fort Lauderdale, No. 19-13604 (11th Cir. 2021), su Justia Law. URL consultato l'11 marzo 2026.
  43. ↑ (EN) Sharing Food With The Homeless Is Not A Crime--It's A First Amendment Right, su Impact Fund. URL consultato l'11 marzo 2026.
  44. ↑ Food Not Bombs: Food Safety, su www.foodnotbombs.net. URL consultato il 24 aprile 2026.
  45. ↑ David Spataro, Against a de-politicized DIY urbanism: Food Not Bombs and the struggle over public space, in Journal of Urbanism: International Research on Placemaking and Urban Sustainability, vol. 9, n. 2, 2 aprile 2016, pp. 185–201, DOI:10.1080/17549175.2015.1056208. URL consultato il 24 aprile 2026.
  46. ↑ Does 'Street Feeding' really keep people homeless?: Vegan Lifestyle Articles From All-Creatures.org, su www.all-creatures.org. URL consultato il 24 aprile 2026.
  47. ↑ (EN) Shyam Bhardwa, Solidarity with Tokyo’s homeless residents, one day at a time, su The Japan Times, 18 agosto 2025. URL consultato il 24 aprile 2026.
  48. ↑ (EN) afradmin, Save the People - Food Not Bombs · Arkib Filem Rakyat, su Arkib Filem Rakyat, 1º gennaio 2007. URL consultato l'11 marzo 2026.
  49. ↑ Food Not Bombs. URL consultato l'11 marzo 2026.
  50. ↑ (EN) FOOD NOT BOMBS, by THE REBEL RIOT, su The Rebel Riot Band. URL consultato l'11 marzo 2026.
  51. ↑ (EN) Brian Knockin, Food Not Bombs by Brian Knockin: Listen on Audiomack. URL consultato l'11 marzo 2026.

Bibliografia

  • Butler, C.T.; McHenry, K. Food Not Bombs. See Sharp Press. (2000)
  • Heynen, N.; Cooking up Nonviolent Civil Disobedience. Urban Studies. (2010)
  • Sbicca, J.; Food Justice Now! University of Minnesota Press. (2018)
  • Parson, S.; Cooking Up a Revolution: Food Not Bombs, Homes Not Jails, and Resistance to Gentrification (2019)

Voci correlate

Collegamenti esterni