Foreign Tongues
| Foreign Tongues album in studio | |
|---|---|
| Artista | The Rolling Stones |
| Pubblicazione | 10 luglio 2026 |
| Durata | 62:33 |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 14 |
| Genere | Blues rock Rock |
| Etichetta | Polydor Capitol |
| Produttore | Andrew Watt |
| Formati | CD, 2 CD, LP, 2 LP, download digitale, streaming |
| Copertina | Nathaniel Mary Quinn |
| The Rolling Stones - cronologia | |
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| |
| Singoli | |
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Foreign Tongues è il venticinquesimo album in studio secondo la discografia inglese, ventisettesimo secondo la discografica statunitense, del gruppo musicale inglese The Rolling Stones, pubblicato il 10 luglio 2026 dalla Polydor Records.
Prodotto da Andrew Watt, l'album include contributi musicali da parte di Steve Jordan, Darryl Jones, Steve Winwood, Robert Smith, Paul McCartney, Benmont Tench, Bruno Mars e Chad Smith, tra gli altri. Inoltre è presente una canzone registrata insieme a Charlie Watts prima della sua morte.[1]
Descrizione
Foreign Tongues è prodotto da Andrew Watt.[2] Fu Ronnie Wood per primo a confermare alla fine di settembre 2025 che i fan avrebbero avuto presto un nuovo disco dei Rolling Stones, quando dichiarò al giornale inglese The Sun: «Si, l'anno prossimo uscirà un nuovo album. È pronto.».[3] L'album fu annunciato inizialmente nell'ambito di una campagna di marketing per il singolo Rough and Twisted – pubblicato l'11 aprile 2026 e attribuito allo pseudonimo The Cockroaches,[4] includendo solamente 1,000 copie fisiche in vinile disponibili in negozi selezionati.[5] Nei giorni precedenti l'uscita, diverse pubblicazioni avevano inoltre annunciato erroneamente che, secondo alcune voci, un brano intitolato Mr Charm sarebbe stato pubblicato come primo singolo di un nuovo album dei Rolling Stones l'11 aprile 2026.[6][7] Riguardo al singolo, Will Hodgkinson del The Times affermò che possiede "un riff micidiale, un assolo di armonica indiavolato di Mick Jagger, uno spirito spavaldo e la sensazione che, a sei decenni di distanza da quando emersero per la prima volta da un appartamento notoriamente squallido a Edith Grove (nel sud-ovest di Londra) per suonare il blues in pub e locali fumosi lungo il "Surrey Delta", i Rolling Stones siano ancora una caotica band da bar perennemente sull'orlo del collasso, che dà il meglio di sé nei locali più malfamati".[2]
L'album è composto principalmente da nuovo materiale, con una manciata di composizioni rimaste fuori dall'ultimo album della band, Hackney Diamonds, oltre a materiale proveniente dall'ultima sessione della band con il batterista Charlie Watts nel 2021, come confermato da Jagger durante una conferenza stampa tenuta dal gruppo a New York.[8][9] Inoltre sono incluse anche due reinterpretazioni di brani altrui, uno di Amy Winehouse e uno di Chuck Berry. Le registrazioni finali della band con Watts avvennero durante una sessione a Los Angeles, poco prima della sua scomparsa. Diversi brani inclusi in Hackney Diamonds erano stati registrati nel corso delle stesse sessioni a Los Angeles.[10]Il 25 aprile 2026, la band postò 20 fotografie sul proprio profilo Facebook scattate in differenti nazioni mostrando scorci stradali con manifesti che annunciavano le parole "Foreign Tongues" scritte in diverse lingue – titolo che si sarebbe poi rivelato essere quello del loro nuovo album in studio.[11] Il 2 maggio 2026, venne svelata la copertina dell'album: un dipinto del 2025 dell'artista statunitense Nathaniel Mary Quinn intitolato Trinity, che ritrae i volti di Wood, Richards e Jagger mentre "sembrano fondersi in uno solo".[12][13] Il giorno seguente, la band anticipò ulteriori dettagli che sarebbero stati resi noti il 5 maggio.[14]
Copertina
La copertina dell'album è costituita da un disegno del 2025 dell'artista statunitense Nathaniel Mary Quinn, il cui lavoro è stato descritto come "ritratti frammentati e onirici [che] costruiscono l'identità a partire da ricordi, emozioni ed esperienze sovrapposte, anziché da una somiglianza convenzionale".[15] Intitolata Trinity, l'illustrazione consiste in un ritratto surrealista composito, simile a un collage, dei volti dei tre membri della band che "sembrano fondersi in uno solo".[12] L'artwork è stato realizzato sotto la direzione artistica dell'illustratore portoghese Bráulio Amado e dell'art director e artista visivo inglese Mat Maitland.[16] Possibilmente ispirata allo stile del pittore irlandese Francis Bacon, si dice che ricordi una "versione migliore della copertina dell'album dei Metallica Hardwired... to Self-Destruct del 2016. La copertina è stata accolta da giudizi contrastanti, con Euronews che la liquidò definendola una "tortura per la retina".[17]
Pubblicazione
Il 5 maggio 2026 la band confermò che Foreign Tongues sarebbe stato pubblicato il 10 luglio 2026,[18] annunciando anche il primo singolo dell'album, In the Stars, su YouTube e altre piattaforme di streaming musicali,[19][10] e ha inoltre incluso la versione audio completa di Rough and Twisted in formato digitale come "doppio lato A" insieme a In the Stars, tre settimane e mezzo dopo la sua pubblicazione fisica.[20][12] Il 14 maggio la band pubblicò un videoclip musicale per In the Stars, con la presenza di Odessa A'zion.[21] L'album vede la partecipazione di Paul McCartney, Robert Smith, Chad Smith, Steve Winwood e Bruno Mars.
Accoglienza critica
| Recensione | Giudizio |
|---|---|
| The Arts Desk | |
| Classic Rock | |
| The Guardian | |
| The Independent | |
| The Irish Times | |
| Mojo | |
| Rolling Stone | |
| The Telegraph | |
| The Times | |
| Uncut |
Lungi dall'essere considerato una rivisitazione nostalgica, la recensione dell'album di Dave Simpson sul The Guardian ha descritto Foreign Tongues come "un disco dal suono decisamente moderno e a tratti politico, in cui la band si confronta con il mondo circostante e con il tempo che le resta da trascorrervi". Simpson elogiò in particolare Mr. Charm e Covered in You per le loro aspre critiche, rispettivamente, contro il "folle magnate Mr Musk" e gli autocrati.[24] Kory Grow di Rolling Stone dichiarò che l'album "prosegue la loro serie di successi dell'ultima fase di carriera", giudicandolo superiore a Hackney Diamonds.[28] Grow ha elogiato il disco definendolo "più incentrato sulla chitarra e complessivamente più in stile Stones" rispetto al precedente, osservando che, sebbene la produzione risulti a tratti "un po' troppo patinata", per lo più "rimane fedele al sound distintivo degli Stones, o quantomeno all'idea che Watts aveva di come gli Stones dovessero suonare".[28]
Neil McCormick del The Telegraph assegnò al disco 5 stelle su 5, trovandovi "più che sufficiente vitalità, arguzia, ricchezza, energia e gioia da dimostrare che il rock 'n' roll regna ancora sovrano nel moderno firmamento pop e che gli Stones ne rimangono i più grandi alfieri".[29] Alex Flood del NME ha definito l'album "un compendio accattivante e sicuro di tutto ciò che la band ha realizzato finora", lodando le prestazioni vocali di Jagger e i brani del disco, definiti "freschi e raffinati".[32] Danny Eccleston di Mojo definì l'album un'"esperienza coinvolgente e variegata, ricca della tipica energia degli Stones e con solo qualche piccola riserva".[27] Eccleston ha tuttavia criticato la produzione del disco, giudicata "rumorosa e sovraccarica", così come alcuni brani che a suo avviso "cercavano di ottenere un successo radiofonico moderno", pur riconoscendo che tali aspetti erano compensati da "momenti chiave in cui emerge l'anima degli Stones".[27] Jason Landry, collaboratore di Soundwaves, ha scritto: "I Rolling Stones sfidano il passare del tempo con un'ondata grezza e senza tempo di blues-rock, che rende omaggio alle loro radici più profonde e dimostra come la loro inconfondibile spavalderia sia rimasta del tutto intatta".[33]
Viceversa, Grant Sharples di Paste assegnò all'album una D+ e criticò la produzione di Watts, rilevando come la sua "levigata perfezione smussi gli spigoli e privi di mordente gli assoli di chitarra degli Stones", mentre "quella caotica irruenza che caratterizza i lavori migliori della band è quasi del tutto assente".[34] Sharples ha inoltre criticato le prestazioni dei membri della band e la durata dell'album, giudicando il disco "impulsivo e raffazzonato" e paragonandolo a una raccolta di scarti di Hackney Diamonds.[34] Steve Horowitz di PopMatters ha assegnato all'album un voto di 5 su 10, ritenendo che esso "riveli come le loro canzoni e il loro talento non siano più quelli di un tempo" e lamentando che "qualsiasi scintilla di genialità compositiva o interpretativa avessero un tempo sia ormai svanita".[35] Sebbene Horowitz osservi che il disco "potrebbe soddisfare alcuni fan dei Rolling Stones, dato che i singoli membri regalano momenti ispirati", ritiene "improbabile che questo album attiri nuovi fan".[35]
Tracce
- Rough and Twisted – 4:40
- In the Stars – 4:13
- Jealous Lover – 3:50
- Mr. Charm – 4:34
- Divine Intervention – 4:46
- Ringing Hollow – 5:18
- Never Wanna Lose You – 4:31 (Jagger–Richards, Matt Clifford)
- Hit Me in the Head – 2:57
- You Know I'm No Good – 4:54 (Amy Winehouse)
- Some of Us – 4:01
- Covered in You – 4:32 (Jagger–Richards, Clifford)
- Side Effects – 4:35 (Jagger–Richards, Andrew Watt)
- Back in Your Life – 6:13 (Jagger–Richards, Watt)
- Beautiful Delilah – 3:29 (Chuck Berry)
- Traccia bonus iTunes Store
- Bad Luck Hideaway – 3:50
Formazione[36]
The Rolling Stones
- Mick Jagger – voce (tracce 1–9, 11–15), cori (1–12,15), chitarra elettrica (1, 2, 4, 5, 7, 8, 11, 14, 15), armonica (1, 8, 9, 11), chitarra acustica (2, 5, 6, 11, 15), percussioni (4, 5, 7, 12)
- Keith Richards – chitarra elettrica, cori (2, 4, 6, 11, 12, 15), chitarra acustica (4, 9, 10), piano (8), voce (10, 14, 15), basso (15)
- Ronnie Wood – chitarra elettrica (1–13,15), basso (1, 2), cori (4, 10)
- Charlie Watts – batteria (8, 15)
Musicisti aggiuntivi
- Steve Jordan – batteria (1–7, 9–13), percussioni (4, 9)
- Andrew Watt – chitarra elettrica (1–4, 9, 11, 13), cori (1, 2, 5, 7, 9, 10, 12, 15), percussioni (2, 8, 11–13), chitarra acustica (3, 12, 13), piano (3, 4, 9), sintetizzatore (3, 5, 7, 12), basso (8)
- Matt Clifford – piano (1, 2, 11, 15), organo (1), sintetizzatore (3, 11), Fender Rhodes (9, 11)
- James King – sax tenore (1, 5, 9, 13), sax alto (5, 13), sax baritono (9)
- Ben Waters – piano (1)
- Benmont Tench – organo (2, 10, 15), piano (15)
- Darryl Jones – basso (3–7, 9, 10, 12, 13)
- Steve Winwood – organo (3–6, 9, 12, 13), Fender Rhodes (3, 7), piano (5–7, 10, 12, 13)
- Naarai Jacobs – cori (4)
- Robert Smith – chitarra elettrica (5), cori (7), sintetizzatore (7)
- Ron Blake – tromba (5, 9, 13), flicorno soprano (13)
- Bruno Mars – campanaccio (7)
- Paul McCartney – basso (11)
- Chad Smith – grancassa (14)
Classifiche
| Classifica (2026) | Posizione massima |
|---|---|
| Australia[37] | 2 |
| Austria[37] | 1 |
| Belgio (Fiandre)[37] | 1 |
| Belgio (Vallonia)[37] | 1 |
| Canada[38] | 7 |
| Croazia[39] | 1 |
| Danimarca[37] | 2 |
| Finlandia[37] | 1 |
| Francia[37] | 1 |
| Germania[37] | 1 |
| Giappone[40] | 5 |
| Irlanda[41] | 8 |
| Italia[37] | 2 |
| Norvegia[37] | 1 |
| Nuova Zelanda[37] | 2 |
| Paesi Bassi[37] | 1 |
| Polonia[42] | 1 |
| Portogallo[37] | 3 |
| Regno Unito[41] | 1 |
| Repubblica Ceca[43] | 10 |
| Slovacchia[44] | 38 |
| Spagna[37] | 2 |
| Stati Uniti[38] | 7 |
| Svizzera[37] | 1 |
| Ungheria[45] | 16 |
Note
- ↑ (EN) Jem Aswad, Rolling Stones Announce New Album, 'Foreign Tongues,' Featuring Guests Paul McCartney, the Cure's Robert Smith and More, su variety.com, 5 maggio 2026. URL consultato il 5 maggio 2026.
- 1 2 (EN) Will Hodgkinson, A secret song, a new album — why it's going to be a Rolling Stones summer, in The Times, 9 aprile 2026. URL consultato il 15 aprile 2026.
- ↑ (EN) Beth Simpson, "Yes, you will be getting a new album next year. It is done": Ronnie Wood confirms a new Stones album is on the way, su musicradar.com, 30 settembre 2025. URL consultato il 15 aprile 2026.
- ↑ Paul Brannigan, The Rolling Stones are releasing a new song tomorrow, but under a fake name, in Classic Rock, Future, 10 aprile 2026. URL consultato il 15 aprile 2026.
- ↑ (EN) Philip Patrick, How the Rolling Stones keep rocking, su The Spectator, 28 aprile 2026. URL consultato il 1º maggio 2026.
- ↑ (EN) Paul Cashmere, The Rolling Stones Expected to Reveal New Song "Mr Charm" and Final Album Foreign Tongues on 11 April 2026, su noise11.com, 7 aprile 2026. URL consultato il 15 aprile 2026.
- ↑ (EN) Paul Cashmere, The Rolling Stones Release "Rough and Twisted" as the Cockroaches in Ultra-Rare Vinyl Teaser, su noise11.com, 12 aprile 2026. URL consultato il 15 aprile 2026.
- ↑ (EN) Rachel Roberts, "Some people are seeing this as a final album": Details of the Rolling Stones' top secret new album revealed, su guitar.com, 9 aprile 2026. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ (EN) Mark Jeffries, Rolling Stones new album details including final 'punk' track with Charlie Watts, su Daily Mirror, 6 maggio 2026. URL consultato il 7 maggio 2026.
- 1 2 (EN) The Rolling Stones announce new album, 'Foreign Tongues.' Here's what we know so far, 5 maggio 2026. URL consultato il 5 maggio 2026. Ospitato su Associated Press.
- ↑ 🌎 👀, su facebook.com, 25 aprile 2026. URL consultato il 6 maggio 2026.
- 1 2 3 Nathaniel Mary Quinn - The Rolling Stones' "Foreign Tongues" Album Cover, su gagosian.com. URL consultato il 14 maggio 2026.
- ↑ (EN) Matthew Wilkening, Rolling Stones Puzzle Seems to Confirm New Album Title and Cover Art, su ultimateclassicrock.com, 2 maggio 2026. URL consultato il 3 maggio 2026.
- ↑ (EN) Rolling Stones to make Foreign Tongues announcement Tuesday, su everettpost.com, 3 maggio 2026. URL consultato il 3 maggio 2026.
- ↑ Simon Harper, The inside story of the Rolling Stones' Foreign Tongues artwork, su creativereview.co.uk, 10 luglio 2026. URL consultato il 10 luglio 2026.
- ↑ Bráulio Amado, Bráulio Amado album cover reveal, su instagram.com. URL consultato il 14 maggio 2026.
- ↑ David Mouriquand, The Rolling Stones: 'Foreign Tongues' & The 30 worst album covers of all time, su euronews.com, 6 maggio 2026. URL consultato il 14 maggio 2026.
- ↑ Jazz Monroe, The Rolling Stones Prepping New Album, su Pitchfork, 10 aprile 2026. URL consultato il 15 aprile 2026.
- ↑
The Rolling Stones YouTube > In The Stars (Official Lyric Video) (4:15), su YouTube. - ↑
The Rolling Stones YouTube > Rough And Twisted (Official Audio) (4:40), su YouTube. - ↑ (EN) Chris DeVille, The Rolling Stones Talk Tour Plans, Get De-Aged In Their "In The Stars" Video Starring Odessa A'zion, su Stereogum, 14 maggio 2026. URL consultato il 14 maggio 2026.
- ↑ Tim Cumming, The Rolling Stones speak in 'Foreign Tongues', su The Arts Desk, 1º luglio 2026. URL consultato il 2 luglio 2026 (archiviato il 2 luglio 2026).
- ↑ Ian Fortnam, "Foreign Tongues had been rock's worst-kept secret for some time before album opener Rough And Twisted dropped in April to acclaim and relief. Media duly frenzied. Mission accomplished." The Rolling Stones roll on with album number 25, in Classic Rock, 17 giugno 2026, p. 66, ISSN 1464-7834. URL consultato il 27 giugno 2026 (archiviato il 22 giugno 2026). Ospitato su Louder.
- 1 2 (EN) Dave Simpson, The Rolling Stones: Foreign Tongues review – stomping blues and anti-Musk politics make this another late triumph, su The Guardian, 4 luglio 2026. URL consultato il 5 luglio 2026.
- ↑ Roisin O'Connor, Foreign Tongues by the Rolling Stones is an album a band 60 years younger would envy, su The Independent, Independent Digital News & Media Ltd, 7 luglio 2026, ISSN 1741-9743, OCLC 185201487. URL consultato il 7 luglio 2026 (archiviato il 7 luglio 2026).
- ↑ (EN) Ed Power, Foreign Tongues review: The new Rolling Stones album is freewheeling, frisky and fabulous, su The Irish Times, 19 giugno 2026, ISSN 0791-5144, OCLC 137350020. URL consultato il 27 giugno 2026 (archiviato il 19 giugno 2026).
- 1 2 3 (EN) Danny Eccleston, The Rolling Stones Foreign Tongues Reviewed: Amid some clutter and blare, the spirit of the Stones shines through, in Mojo, 393 [agosto 2026], Londra, 25 giugno 2026, ISSN 1351-0193. URL consultato il 27 giugno 2026 (archiviato il 27 giugno 2026).
- 1 2 3 (EN) Kory Grow, The Rolling Stones Continue Their Late-Career Winning Streak With 'Foreign Tongues', su Rolling Stone, 17 giugno 2026, OCLC 969027590. URL consultato il 27 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2026).
- 1 2 (EN) Neil McCormick, Twenty-five albums in, the Rolling Stones are still rock's most thrilling band, su The Telegraph, 16 giugno 2026, ISSN 0307-1235, OCLC 49632006. URL consultato il 27 giugno 2026 (archiviato il 27 giugno 2026).
- ↑ (EN) Will Hodgkinson, The Rolling Stones: Foreign Tongues review — a career high, in their eighties, su The Times, 15 giugno 2026, ISSN 0140-0460, OCLC 61565875. URL consultato il 27 giugno 2026.
- ↑ (EN) Foreign Tongues review, in Uncut, Londra, 19 giugno 2026, p. 98, ISSN 1368-0722.
- ↑ Alex Flood, The Rolling Stones – 'Foreign Tongues' review: a fresh and fluent follow-up to 'Hackney Diamonds', su NME, 9 luglio 2026. URL consultato il 10 luglio 2026.
- ↑ (EN) Rolling Stones: Foreign Tongues - review, su Soundwaves. URL consultato il 10 luglio 2026.
- 1 2 Grant Sharples, The Rolling Stones can’t sand down the monotony of Foreign Tongues, su Paste, 9 luglio 2026. URL consultato il 10 luglio 2026.
- 1 2 Steve Horowitz, The Rolling Stones Speak in 'Foreign Tongues', su PopMatters, 14 luglio 2026. URL consultato il 14 luglio 2026.
- ↑ Foreign Tongues / The Rolling Stones / Credits, su tidal.com, Tidal. URL consultato il 9 luglio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 (NL) Rolling Stones – Foreign Tongues, su Ultratop. URL consultato il 23 luglio 2026.
- 1 2 (EN) Rolling Stones – Chart history, su Billboard, Penske Media Corporation. URL consultato il 23 luglio 2026. Cliccare sulla freccia all'interno della casella nera per visualizzare la classifica desiderata.
- ↑ (HR) Lista prodaje 28. tjedan 2026. (06.07.2026. - 12.07.2026.), su Top Lista. URL consultato il 4 agosto 2026.
- ↑ (JA) 週間 合算アルバムランキング – 2026年07月20日付 (2026年07月06日~2026年07月12日), su Oricon. URL consultato il 24 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2026).
- 1 2 (EN) Foreign Tongues - Full Official Chart History, su Official Charts Company. URL consultato il 23 luglio 2026.
- ↑ (PL) albumy - zmień zakres od–do: 10.07.2026–16.07.2026, su OLiS. URL consultato il 23 luglio 2026. Selezionare "10.07.2026–16.07.2026" come periodo di riferimento.
- ↑ (CS) CZ - ALBUMS - TOP 100 - THE ROLLING STONES - Foreign Tongues, su ČNS IFPI. URL consultato il 24 luglio 2026.
- ↑ (CS) SK - ALBUMS - TOP 100 - THE ROLLING STONES - Foreign Tongues, su ČNS IFPI. URL consultato il 24 luglio 2026.
- ↑ (HU) Album Top 40 slágerlista - 2026. 29. hét - 2026. 07. 10. - 2026. 07. 16., su Hivatalos magyar slágerlisták. URL consultato il 23 luglio 2026.
Collegamenti esterni
- Foreign Tongues, su Last.fm, CBS Interactive.
- (EN) Mark Deming, Foreign Tongues, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Foreign Tongues, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Foreign Tongues, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Foreign Tongues, su Genius.com.
- (EN) Foreign Tongues, su Metacritic, Red Ventures.