Formula trinitaria

La formula trinitaria è l'espressione «nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (nel greco della koinè: εἰς τὸ ὄνομα τοῦ Πατρὸς καὶ τοῦ Υἱοῦ καὶ τοῦ Ἁγίου Πνεύματος; in latino: in nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti), o parole equivalenti per forma ed effetto, che si riferiscono alle tre divine persone della SS. ma Trinità cristiana. Spesso è seguita dalla parola "Amen".
La formula trinitaria viene utilizzata nel battesimo, nonché in numerose preghiere, riti, liturgie e sacramenti. Uno degli usi più comuni di questa formula è quando i cattolici romani, gli ortodossi orientali, i luterani, gli anglicani, i metodisti, fra gli altri, tracciano il Segno della croce.
Origine biblica

La Grande Missione contiene l'imperativo di battezzare con la formula trinitaria (Matteo 28,19[1]).
Questa formula è menzionata anche nella Didaché (7:1-3) ed è generalmente considerata autentica grazie alle prove manoscritte a suo sostegno.[2]
Tuttavia, alcuni studiosi ritengono che il passo della Didaché sia un'interpolazione, poiché non compare nelle citazioni cristiane dei primi secoli. Se tale congettura fosse vera, esso farebbe parte di una tradizione orale apostolica o paleocristiana da cui sarebbero derivati sia i testi di Matteo che la Didaché.[3]
Il Jesus Seminar è una delle istituzioni non trinitarie che negli anni Novanta hanno supportato tale teoria, definita dai critici come una eisegesu basata su conclusioni preconcette.[4]
Nel battesimo
Secondo le dottrine del cattolicesimo romano, dell'ortodossia orientale e della maggior parte delle forme di protestantesimo, come il luteranesimo, il calvinismo e l'anglicanesimo, un battesimo non è valido se nell'amministrazione di tale sacramento non viene utilizzata la formula trinitaria.
Di conseguenza, potrebbero non riconoscere come confessioni cristiane le comunità religiose che battezzano senza questa formula, come ad esempio gli unitariani, i branhamisti, i frankisti, i testimoni di Geova e i pentecostali dell'unità, i quali negano la Trinità.
Lo stesso vale anche per i battesimi celebrati all'interno della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.[5] Sebbene questi ultimi battezzino utilizzando la stessa formula trinitaria, essi rifiutano la concezione trinitaria nicena e considerano le tre divine persone come distinte e uniti non nella sostanza, ma nel regno e nello scopo.[6]
Il battesimo nella formula trinitaria è considerato una base per l'ecumenismo cristiano.[7][8]
Note
- ↑ Mt 28,19, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
- ↑ Everett Ferguson, Baptism in the Early Church, 2013, pp. 134-5
- ↑ Sim, David C., and Boris Repschinski, eds. Matthew and His Christian Contemporaries. Bloomsbury Publishing, 2008, pp. 124-125
- ↑ The Jesus Crisis: The Inroads of Historical Criticism Into Evangelical, a cura di Robert L. Thomas, F. David Farnell].
- ↑ RESPONSE TO A 'DUBIUM' on the validity of baptism conferred by «The Church of Jesus Christ of Latter-day Saints», called «Mormons», su vatican.va.
- ↑ Encyclopedia of Mormonism, Godhead
- ↑ Antonia Pizzey, Receptive Ecumenism and the Renewal of the Ecumenical Movement: The Path of Ecclesial Conversion, Brill Academic Publishers, 15 marzo 2019, p. 131, ISBN 978-90-04-39780-4.
- ↑ Becoming a Christian: The Ecumenical Implications of Our Common Baptism, su oikoumene.org, Concilio Ecumenico delle Chiese, 24 gennaio 1997.
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