Forty-Love

Forty-Love
videogioco
Schermata di gioco
Titolo originaleフォーティラブ?
PiattaformaArcade
Data di pubblicazioneGiappone gennaio 1985[1]
Mondo/non specificato 1985
GenereTennis
OrigineGiappone
SviluppoTaito
PubblicazioneTaito
Modalità di giocoGiocatore singolo, due giocatori
Specifiche arcade
CPUZ80 a 4 MHz, M68705 a 3,072 MHz[2]
Processore audioSound CPU: Z80 a 4 MHz
Sound chip: AY-8910 a 2 MHz, MSM5232 a 2 MHz, DAC
SchermoRaster orizzontale
Periferica di inputJoystick 8 direzioni, 2 pulsanti

Forty-Love (フォーティラブ?, Fōti Rabu), conosciuto anche come 40-0, è un videogioco arcade di tennis sviluppato e pubblicato dalla Taito nel 1985.

Modalità di gioco

Forty-Love è un semplice incontro di tennis singolo contro il computer o un altro utente. Le partite seguono le regole classiche della disciplina, ove vince colui che si aggiudica due set su tre. Per conquistare un set è necessario totalizzare per primi 6 game, mantenendo però sempre un margine di almeno 2 game di vantaggio. Invece, il game viene assegnato quando si ottengono almeno 4 punti e si abbia almeno 2 punti di scarto sull'avversario. Sul 40 pari (detta deuce), chi guadagna il punto successivo si porta in "vantaggio"; il giocatore che vince anche quello seguente, si aggiudica il game. Se l'avversario vince il punto del vantaggio, si torna in parità.

Accoglienza

In Giappone, la rivista Game Machine elencò Forty-Love nel numero del 15 febbraio 1985 come la nona unità arcade di maggior successo del mese.[3]

Note

  1. ↑ (JA) Masumi Akagi, アーケードTVゲームリスト 国内•海外編 (1971-2005), Nishinomiya, Amusement Tsūshin-sha, 2006, p. 42, ISBN 9784990251215.
  2. ↑ (EN) Taito 40-0 Hardware (Taito), su system16.com. URL consultato il 3 giugno 2026.
  3. ↑ (JA) Game Machine's Best Hit Games 25 - テーブル型TVゲーム機 (Table Videos) (JPG), in Game Machine, n. 254, Osaka, Amusement Press, 15 febbraio 1985, p. 23.

Bibliografia

  • (JA) フォーティラブ (JPG), in Game Machine, n. 253, Osaka, Amusement Press, 1º febbraio 1985, p. 20.
  • (JA) 40-0 (JPG), in 1985遊戯機械総合年鑑 (1985 Amusement Machine Yearbook), 1985, p. 36.

Collegamenti esterni