Fotoferesi

In medicina, la fotoferesi (nota anche come fotoferesi extracorporea o ECP, dall'inglese extra-corporeal photopheresis) è una forma di terapia fotodinamica in cui il sangue viene sottoposto ad aferesi per separare il buffy coat (costituito da globuli bianchi e piastrine) dal resto del sangue, trattato chimicamente con 8-metossipsoralene (instillato in una sacca di raccolta o somministrato per via orale in anticipo); il materiale ematico viene quindi esposto a luce ultravioletta e successivamente reinfuso nel paziente.[1] L'8-metossipsoralene attivato crea legami crociati con il DNA nelle cellule esposte, determinando infine l'apoptosi delle cellule provviste di nucleo.[2] I linfociti T danneggiati da queste operazioni fotochimiche e reinfusi nel paziente sembrano indurre effetti citotossici su eventuali linee anomale di linfociti T. Il meccanismo eziologico di tale azione antitumorale non è stato chiarito del tutto.

Applicazioni

Una pubblicazione del The New England Journal of Medicine del 1987 ha mostrato l'efficacia della fotoferesi con 8-metossipsoralene per il trattamento del linfoma cutaneo a cellule T;[3] tale tecnica è stata successivamente inserita nel protocollo terapeutico ufficiale di questa neoplasia, stilato dalla Food and Drug Administration. Le evidenze suggerirebber che questo trattamento aiuti a prevenire il rigetto del midollo osseo trapiantato nel paziente oncologico, sebbene queste prove siano in gran parte osservazionali; pare che per accertare l'efficacia e la tollerabilità di questa terapia servirebbero ulteriori studi clinici.[4]

La fotoferesi ha avuto successo anche nel trattamento dell'epidermolisi bollosa acquisita, quando tutti gli altri trattamenti si sono rivelati inefficaci.[5]

Ci si avvale della fotoferesi occasionalmente, in via sperimentale, per reazioni di rigetto al trapianto di cuore, a quello polmonare o a quello renale; sembra avere affetti significativi anche nel trattamento della malattia del trapianto contro l'ospite, nella fibrosi nefrogenica sistemica, nella rettocolite ulcerosa e in alcune patologie autoimmuni.

Effetti collaterali della fotoferesi, non gravi, sono stati osservati durante la fase di leucoaferesi, ovvero di separazione dei globuli bianchi dal resto del sangue; tra tali reazioni avverse si annoverano ipotensione, lipotimie e sincopi.

Note

  1. ↑ (EN) National Coverage Determination (NCD) for Extracorporeal Photopheresis (110.4), su Medicare Coverage Database. URL consultato il 16 novembre 2025.
  2. ↑ (EN) Klassen, J., The role of photopheresis in the treatment of graft-versus-host disease, in Current Oncology, vol. 17, n. 2, 2010, pp. 55-58, DOI:10.3747/co.v17i2.565, PMID 20404979. URL consultato il 16 novembre 2025.
  3. ↑ (EN) Edelson, R; Berger, C; Gasparro, F; Jegasothy, B; Heald, P; Wintroub, B; Vonderheid, E; Knobler, R; Wolff, K; Plewig, G; McKiernan, Glynis; Christiansen, Inger; Oster, Martin; Honigsmann, Hubert; Wilford, Hubert; Kokoschka, Eva; Rehle, Thomas; Perez, Maritza; Stingl, George; Laroche, Liliane, Treatment of cutaneous T-cell lymphoma by extracorporeal photochemotherapy. Preliminary results, in New England Journal of Medicine, vol. 316, n. 6, 1987, pp. 297-303, DOI:10.1056/NEJM198702053160603, PMID 3543674.
  4. ↑ (EN) Buder, Kathrin; Zirngibl, Matthias; Bapistella, Sascha; Meerpohl, Joerg J.; Strahm, Brigitte; Bassler, Dirk; Weitz, Marcus, Extracorporeal photopheresis versus standard treatment for acute graft-versus-host disease after haematopoietic stem cell transplantation in children and adolescents, in The Cochrane Database of Systematic Reviews, vol. 2022, n. 9, 27 settembre 2022, p. CD009759, DOI:10.1002/14651858.CD009759.pub4, ISSN 1469-493X, PMID 36166494.
  5. ↑ (EN) Gupta, R.; Woodley, D. T.; Chen, M., Epidermolysis bullosa acquisita, in Clinics in Dermatology, vol. 30, n. 1, 2012, pp. 60-69, DOI:10.1016/j.clindermatol.2011.03.011, PMID 22137228. URL consultato il 16 novembre 2025.

Voci correlate