François de Labouchere
| François Henri Edmond Joseph André de Labouchere | |
|---|---|
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| Nascita | Saint-Jean-le-Vieux, 8 giugno 1913 |
| Morte | Francia, 5 settembre 1942 |
| Cause della morte | Morto in combattimento |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Armée de l'air Forces aériennes françaises libres Royal Air Force |
| Specialità | Caccia |
| Anni di servizio | 1939-1942 |
| Grado | Capitano |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Fronte occidentale (1939-1945) |
| Battaglie | Battaglia di Francia Battaglia d'Inghilterra Raid su Dieppe |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da François de Labouchere[1] | |
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François Henri Edmond Joseph André de Labouchere (Saint-Jean-le-Vieux, 18 settembre 1917 – Francia, 5 settembre 1942) è stato un militare e aviatore francese, particolarmente distintosi nel corso della seconda guerra mondiale, durante la quale abbatté 4 aerei nemici, più uno probabile, e danneggiò altri due aerei.[2] È stato decorato con la Croce di Cavaliere della Legion d'onore, dell'Ordre de la Libération, della Croix de guerre 1939-1945 con quattro palme, della Médaille de la Résistance con rosetta e della Distinguished Flying Cross britannica[3].
Biografia

Nacque il 18 settembre 1917 al castello d'Hauterive a Saint-Jean-le-Vieux, nell'Ain, figlio di Pierre, ufficiale di cavalleria, e di Edith Bonnefoy, all'interno di un'antica famiglia nobile di religione protestante.[4] Appassionato di aviazione e molto sportivo, imparò a volare grazie all'aviazione popolare nel 1936 e acquistò ben presto un piccolo aereo personale.[1] Si preparò per l'École de l'Air di Parigi al Lycée Janson de Sailly.[1] Non appena fu dichiarata la guerra con la Germania, il 3 settembre 1939, si arruolò volontariamente nell'Armée de l'air come allievo pilota presso la Scuola di volo di Istres.[1][4] Durante l'addestramento presso la Scuola caccia n. 3 di Avord, al momento dell'armistizio, seguì la ritirata della sua unità verso i Pirenei e, con una quindicina di compagni, decise di raggiungere il Nord Africa dove, secondo il loro parere, sarebbe continuata la guerra.[1]
Nel momento in cui si imbarcava a Bayonne su una nave norvegese, la Talberg, diretta in Marocco, apprese della morte del padre, comandante del 6º Reggimento dragoni, caduto in combattimento il 5 giugno a Cavillon, a ovest di Amiens.[1][4] Giunto a Casablanca, il piccolo gruppo di allievi piloti si rese conto che il Nord Africa francese (AFN) avrebbe seguito il governo di Vichy nell'applicare le clausole armistiziali. Il 3 luglio 1940 si imbarcò nuovamente su una nave, il cacciasommergibili President Houduce, e da Casablanca, dopo uno scalo a Gibilterra, arrivò a Liverpool, in Inghilterra, il 13 dello stesso mese.[4] Arrivato a Londra entrò a far parte delle nelle Forces aériennes françaises libres e, insieme ad altri dieci aviatori francesi, si recò presso la base della RAF di St. Athan, nel Galles, per una valutazione; il 29 luglio fu assegnato alla No. 1 School of Army Co-operation di Old Sarum.[4] Seguì una settimana di volo a Odiham, dove volò per 15 ore sui De Havilland DH.89 Tiger Moth e sugli Hawker Hector.[4] Fu poi assegnato al 5 OTU di Aston Down e, dopo essere passato agli Hawker Hurricane, fu assegnato come Warrant Officer al No.85 Squadron RAF a Castle Camps il 13 settembre 1940.[4] Qui, sotto il comando dello squadron leader Peter Townsend, prestò servizio con il suo compagno Émile François Fayolle.[1] Fino al dicembre 1940 completò 6 missioni di guerra prima di essere trasferito insieme a Fayolle al No.249 Squadron RAF a Stapleford Tawney, dove si trovavano Philippe de Scitivaux e Bernard Dupérier.[1][4]
Promosso sottotenente il 15 marzo 1941, il 18 dello stesso mese lui, Skalski e il capitano de Scitivaux, partirono per un'esercitazione di volo in formazione che si concluse con un disastro quando tutti e tre gli aerei entrarono in collisione.[4] Skalski effettuò un atterraggio di fortuna con il suo Hurricane sull'aeroporto, privato dell'elica, de Scitivaux atterrò nelle vicinanze, ma de Labouchere fu costretto a lanciarsi con il paracadute dal suo Hurricane (Z2522).[4] Pochi giorni dopo, insieme a Fayolle, fu trasferito al No.249 Squadron RAF e il 23 giugno conseguì la sua prima vittoria in un combattimento aereo, abbattendo un caccia Messerschmitt Bf 109.[1] Nel luglio successivo, sacrificando il suo periodo di riposo, fu assegnato su sua richiesta al No.615 Squadron RAF, dove si trovavano René Mouchotte e Jean Maridor.[2] In quello stesso mese elaborò un piano con alcuni commilitoni per volare con 3 aerei dotati di bombe fumogene tricolori, per rappresentare la bandiera francese, sugli Champs-Élysées l'11 novembre 1941; la richiesta seguì il suo corso favorevolmente a livello di comando militare, ma fu infine proibita dal Primo ministro Winston Churchill per ragioni di sicurezza.[2]
Per evitare di essere messo a riposo, nonostante la stanchezza, lui e alcuni compagni riuscirono a rimanere sul posto a Manston e furono assegnati, il 13 settembre 1941, al No.615 Squadron RAF, che venne a sostituire il No.242.[1] Divenne quindi un istruttore, specializzato in attacchi antinave; fu promosso tenente il 24 settembre 1941, una settimana dopo aver abbattuto un secondo Bf 109 e averne danneggiati altri due, uno dei quali fu considerato distrutto.[2] Vantò anche al suo attivo l'attacco a una ventina di imbarcazioni tedesche.[1] Nel novembre del 1941 si unì ai ranghi del Groupe de chasse 4/2 "Ile-de-France" (No.340 French Squadron) per l'addestramento in Scozia.[2] Alla fine di luglio 1942 fu uno dei primi militari della Francia Libera a ricevere la Distinguished Flying Cross.[1] Fu promosso capitano il 1° agosto 1942 e assunse il comando della Escadrille "Versailles". Partecipò a tre missioni durante l'Operazione Jubilee su Dieppe il 19 agosto 1942.[2] Durante il giorno abbatté due tedeschi Dornier Do 217 e ne danneggiò altri due, ma questo successo fu rovinato dalla morte di Fayolle durante l'operazione.[1] Aveva all'attivo 277 ore di volo in operazioni e 85 missioni offensive (escluse le missioni difensive), ottenuto 4 vittorie aeree e affondato 25 navi quando, il 5 settembre 1942, mentre tornava da un'operazione offensiva nella baia della Somme, scomparve in un combattimento aereo contro caccia Focke-Wulf Fw 190 dello Jagdgeschwader 26.[5] Il suo caccia Supermarine Spitfire Mk.Vb (BL803 GW-L), impegnato nella missione Circus 214 su Rouen, fu abbattuto, insieme al altri tre velivoli, da un Fw 190 arrivato contro sole: il caccia precipitò nella baia della Somme.[N 1][5] Il suo corpo non fu mai ritrovato.[5]
Onorificenze
Onorificenze estere
Note
Annotazioni
- ↑ Gli altri Spitfire andati persi quel giorno erano pilotati dal sgt. L.B. Thibaud (BL854), dall'adj. V.J. Dubourgel (W3705) e dal sgt. R.A.J. Taconet (BM400).
Fonti
Bibliografia
- (FR) Pierre Clostermann, Feux du ciel, Paris, Flammarion, 1951.
- (FR) Henry Lafont, Aviateurs de la liberté: Mémorial des Forces Aériennes Françaises Libres, Vincennes, SHAA, 2002, ISBN 2-904521-46-1.
- (FR) Bernard Marck, Dictionnaire universel de l'aviation, Paris, Tallandier, 2005, ISBN 2-84734-060-2.
- (FR) Jean-Christophe Notin, 1061 Compagnons: histoire des Compagnons de la Libération, Paris, Éditions Perrin, 2000, ISBN 2-262-01606-2.
- (FR) Vladimir Trouplin, Dictionnaire des Compagnons de la Libération, Bordeaux, Elytis, 2010, ISBN 2-35639-033-2.
- Periodici
- (FR) Georges-Didier Rohrbacher, Les French Flights des Escadrilles Françaises su seins de la RAF, in Aéro Journal, n. 33, Agén-Boe, Aéro Éditions, aôut-septembre 2003.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (FR) François de Labouchere, su Ordre de la Liberation. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (FR) de Labouchere, François, su Ciel de Gloire. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (FR) Daniel Carville, Crash Spitfire Mk.Vb (BL803 GW-L), su Francecrashes39-45. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (FR) Marc Bonas, Capitaine de Labouchere, su Aerosteles. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (EN) The Airmen's Stories - Adj. F H E J A de Labouchere, su Airmen. URL consultato il 24 aprile 2025.
