Francesco Angherà
Francesco Angherà (Potenzoni, 28 marzo 1820 – Legnago, 1879) è stato un patriota e militare italiano.
Biografia
Nato da una famiglia di forti tradizioni patriottiche, era nipote dell'arciprete Domenico Angherà. Protagonista del Risorgimento, partecipò attivamente ai moti rivoluzionari in Calabria, alla Spedizione dei Mille e alla terza guerra d'indipendenza italiana.
Entrò giovanissimo nell'esercito napoletano come sottufficiale, partecipò ai moti del 1847 e 1848, guidando volontari in Calabria e sconfiggendo le truppe regie. Catturato mentre fuggiva verso la Sicilia, fu condannato per alto tradimento, ma nel 1852 riuscì a evadere dal complesso di San Francesco di Paola, ai tempi adibito come carcere, con uno stratagemma (vicenda che poi pubblicò in un libro[1]).
Conclusa l'Unificazione d'Italia, entrò nell'ormai esercito italiano. Si distinse per l'eroismo nella Battaglia di Borgoforte, ottenendo una medaglia d'argento e il grado di tenente colonnello.
Morì a Legnago nel 1879, dopo una vita passata quasi interamente sul campo di battaglia.
Note
- ↑ Fuga dalle prigioni di Napoli. Lettera di Francesco Angherà, su play.google.com. URL consultato il 1º aprile 2026.