Francesco De la Chiesa

Francesco De la Chiesa
vescovo della Chiesa cattolica
Sigillo del vescovo Francesco De la Chiesa
 
Incarichi ricoperti
 
Nascitaa Milano
Nomina a vescovo2 dicembre 1489[1]
Morte?

Francesco De la Chiesa, o de Ecclesia (Milano, ... – ...; fl. 1489-1505), è stato un vescovo cattolico italiano, suffraganeo nel principato vescovile di Trento a cavallo tra quattrocento e cinquecento[2].

Biografia

La pietra tombale di Francesco De la Chiesa, fuori dalla cappella del Crocifisso del duomo di Trento; l'iscrizione latina alla base recita[2]:
MCCCCCII. IDIBUS MAIIS
EPISCOPUS. DRIVASTENSIS
FRANCISCUS. AB. ECCLESIA
MEDIOLANENSIS. THESINI
COMMENDATARIUS. AC IN
PONTIFICALIBUS EPI. TRIDENTINI
D. UDALRICI LITISTAIN VICA.
SIBI SUCCESSORIBUSQ.
SUFFRAGANEIS HOC VIVENS
DICAVIT SEPULCHRUM
HOBIT HOTAVA SEP.

Milanese, venne nominato vescovo di Drivasto, in Albania, il 2 dicembre 1489; tra il 1477 e il 1520 i titolari di quella diocesi non poterono prenderne possesso, perché occupata dai Turchi, e Francesco De la Chiesa operò invece come suffraganeo in Trentino, e andò ad abitare nella "casa del Beato Simone al Canton", assieme al proprio cappellano, prete Giacomo da Pandino. Dal 1491 venne anche investito della parrocchia di Tesino (motivo per cui nella sua lapide è detto "Thesini Commendatarius"), e ne affidò la cura a un prete di nome Peloso; la mantenne fino al 20 gennaio 1505 quando, essendo "in età decrepita", la rinunziò in favore di don Antonio Balerini, pur riservandosi una pensione sulle sue rendite. Già dal 1502 il De la Chiesa si era fatto preparare un sepolcro in duomo, la cui lapide è ora murata all'esterno della cappella del Crocifisso[2]. La data di morte è ignota[1], ma successiva al 23 agosto 1506; dal 1510 in diocesi è presente un nuovo suffraganeo, nella persona di Michele Iorba[2].

Tra le consacrazioni officiate dal De la Chiesa si ricordano: nel 1492 la chiesa dell'Assunta e il suo cimitero a Lana; nel 1493 quella dei Santi Quirico e Giulitta e l'altare di San Giacomo, entrambe a Termeno; nel 1494 San Valentino a Sopramonte (ora scomparsa); nel 1495 l'altare maggiore e un laterale di Santa Geltrude ad Aslago; nel 1496 la chiesa di San Lorenzo e il suo cimitero a Vigo Rendena; nel 1497 le chiese di Santi Pietro e Paolo a Casez, Santa Maria Maddalena a Cusiano e Santi Filippo e Giacomo a Cogolo, oltre all'altar maggiore di San Vigilio di Ossana; nel 1498 le chiese di Santa Maria Assunta a Cavedine e Santi Udalrico e Volfango a Nova Ponente; nel 1499 quelle di Santa Maria Assunta a Velturno, Santissima Trinità a Stedro e San Lorenzo a Ronchi; nel 1500 riconciliò le chiese di San Nicolò ad Avigna (San Genesio Atesino) e Santa Maria Assunta a Tavodo e consacrò quelle di San Marcello a Dardine, Madonna del Rosario a Vervò, Santa Maria Assunta a Vigo di Ton, San Michele presso Brez (ora scomparsa), Santa Maria Assunta a Cloz, Sant'Agostino a Celentino e San Rocco a Peio, nonché un altare laterale dedicato a sant'Andrea in Santi Pietro e Paolo di Mezzana; nel 1501 consacrò le chiese della Disciplina a Borzago (ora scomparsa) e di Santa Maria Assunta a Verla[3], ad Ala quelle di San Giovanni e San Valentino e a Rumo quella di San Paolo a Marcena con il suo cimitero, un altare laterale a San Vigilio a Lanza e il cimitero di Corte; nel 1502 consacrò le chiese di Santo Stefano a Fornace, San Mauro in Piné e Santi Pantaleone e Rocco a Volano con relativo cimitero, nonché gli altari di Santa Lucia ad Auna di Sotto; nel 1503 Santo Stefano a Carisolo, San Giorgio a Croviana, San Donato a Castello e San Rocco a Ortisé, nonché l'altar maggiore di Santa Maria Maddalena a Cusiano e quello della cappella di San Rocco nel cimitero di Termenago (ora scomparsa); nel 1504 consacrò San Vigilio di Tassullo, San Vigilio di Ton, Santa Caterina di Anterivo, la cappella Bertelli di Cavalese, e dedicò un altare a san Giovanni Battista nella chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano di Celledizzo e un altro in San Vito di Andalo[4]; il 23 agosto 1506 consacrò un altare laterale nella chiesa di San Zenone ad Aldeno (ora scomparsa), l'ultimo suo atto di cui si abbia notizia[2].

Note

  1. 1 2 (EN) David Cheney, Bishop Francesco de Ecclesia †, su Catholic-Hierarchy.org. URL consultato il 27 settembre 2025.
  2. 1 2 3 4 5 Weber, pp. 74-82.
  3. ↑ (PDF) Parrocchia di Santa Maria Assunta in Verla (Giovo). Inventario dell'archivio storico (1368 - 1989), su Trentino Cultura.
  4. ↑ Chiesa dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia Martiri <Andalo>, su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 27 settembre 2025.

Bibliografia

  • Simone Weber, I vescovi suffraganei della Chiesa di Trento, Trento, Aor, 1932.

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