Francesco Di Rosa

Francesco Di Rosa (Montegranaro, 19 aprile 1967) è un oboista italiano.

Biografia

Primo Oboe Solista del Teatro alla Scala (1995-2008) sotto la direzione di Riccardo Muti e Daniel Barenboim, ricopre attualmente lo stesso ruolo nell'orchestra della Accademia nazionale di Santa Cecilia.

Considerato dalla critica come uno dei migliori oboisti della sua generazione[1], ha studiato con Luciano Franca e Maurice Bourgue e ha vinto il secondo premio allo “Jugendmusik Wettbewerb 1988" di Zurigo, oltre che in altri sei concorsi nazionali. Ha suonato nelle sale da concerto più prestigiose ed è stato diretto, anche in veste di solista, da molti dei più grandi direttori d'orchestra: Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini, Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Pierre Boulez, Daniel Barenboim, Wolfgang Sawallisch, George Prêtre, Antonio Pappano, Lorin Maazel, Zubin Metha, Valerij Gergiev, Myung-Whun Chung, Ton Koopman.

Ha suonato poi con prestigiosi ensemble cameristici, come il Quintetto di Fiati Italiano e i Cameristi di Santa Cecilia, e in duo con il pianista Nazzareno Carusi, con il quale ha registrato dal vivo al Teatro alla Scala le Romanze op. 94 di Robert Schumann (EMI).[2]

Come primo oboe è stato invitato di Berliner Philharmoniker, la Bayerischer Rundfunk, la Mahler Chamber Orchestra, la Camerata Salzburg, la Orchestra Mozart e la Orchestre National de France. Ha inciso gran parte del repertorio oboistico per EMI, Thymallus, Bongiovanni, Preiser Records, Musicom, Real Sound, Tactus, Dad Records, Aulia, Brilliant e la rivista Amadeus.

È stato vice presidente della Filarmonica della Scala. È direttore artistico della Orchestra Filarmonica Marchigiana e degli “Amici della Musica di Montegranaro", socio fondatore del movimento "Musicians for Human Rights" e della "Human Rights Orchestra". Insegna nei corsi di perfezionamento della Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Suona un oboe Buffet “Légende Hybrid”.

È sposato con Barbara Ermini e la coppia ha due figli, Riccardo e Chiara.

Note

  1. ↑ Paolo Isotta, Scala protagonista con Muti dell'«Europa riconosciuta», in Corriere della Sera, 9 dicembre 2005.
  2. ↑ Mozart, Mussorgsky, Scarlatti, Schumann, Nazzareno Carusi - Live Life, EMI 2009. URL consultato il 18 marzo 2025.

Collegamenti esterni

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