Francesco Emilio Cugini

Francesco Emilio Cugini
arcivescovo della Chiesa cattolica
 
Incarichi ricoperti
 
Nascita31 ottobre 1805 a Reggio Emilia
Ordinazione sacerdotale22 giugno 1828
Nomina a vescovo18 marzo 1852 da papa Pio IX
Consacrazione a vescovo28 marzo 1852 dal cardinale Lodovico Altieri
Elevazione ad arcivescovo22 agosto 1855
Morte22 gennaio 1872 (66 anni) a Modena

Francesco Emilio Cugini (Reggio Emilia, 31 ottobre 1805 – Modena, 22 gennaio 1872) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

È stato il primo arcivescovo metropolita della Provincia ecclesiastica Estense, poi Modenese.

Biografia

Nacque a Reggio Emilia - allora Reggio di Lombardia - dal nobile consigliere ducale Giuseppe, a lungo a capo del municipio locale, e da madame Sophie de Bubâton. La madre era profuga da Lione a causa della rivoluzione francese e annoverava tra i suoi antichi congiunti san Francesco di Sales.[1][2]

Formazione e ministero sacerdotale

Secondo di quattro fratelli, perse precocemente il padre. Figura paterna divenne per lui il suo istitutore, il colto don Luigi Fajeti, che anche in seguito continuò a dimorare presso la loro casa, dove morì ultranovantenne. Nella sua città fu ammesso prima al collegio dei gesuiti e poi al seminario diocesano, avendo precocemente manifestato desiderio della vita ecclesiastica. Compì gli studi frequentando l'ultimo anno della facoltà di teologia presso l'Università di Modena, dove conseguì la laurea per acclamazione nel 1827.[3] Rientrò a Reggio, dove si prestò per attività di catechesi fino all'ordinazione e celebrò la sua prima messa nella sua parrocchia nella festa di San Pietro del 1828. Presto fu chiamato all'insegnamento di ermeneutica nel suo stesso seminario, ma di lì a due anni fu nominato, venticinquenne, professore di dogmatica nell'università di Modena. Fu apprezzato docente, ma volle sempre, parallelamente, esercitare il ministero presbiterale, che svolse come confessore presso gli allievi dei gesuiti, nella chiesa di San Bartolomeo, e presso i detenuti nel carcere della Cittadella.[4] Non ancora ventinovenne fu nominato arciprete del capitolo cattedrale di Reggio, incarico che comportava la cura della parrocchia. Con assiduità si dedicò per quasi due decenni a tutto l'ampio campo dei suoi doveri. Manifestò subito dedizione e calore pastorale insieme a ponderazione e saggezza, sicché ricevette vari altri incarichi ecclesiastici, oltre a quelli parrocchiali.[5]

Ministero episcopale

Quando si rese vacante la sede episcopale di Modena, la scelta cadde su di lui. Fu ordinato vescovo a Roma dal cardinale Lodovico Altieri il 28 marzo 1852. Entrato nella diocesi, allargò il campo della dedizione pastorale già dimostrata nell'ambito parrocchiale al ben più ampio e complesso contesto diocesano.[6]

I contemporanei attestano il suo impegno nei doveri ordinari, anche i più gravosi, come la visita pastorale; la sua generosità nell'aiutare sia i parroci nei lavori di restauro e completamento degli edifici religiosi e parrocchiali, sia persone bisognose di ogni condizione, abitualmente attingendo al proprio patrimonio per non nuocere a quello legato al suo ruolo; il grandissimo e amorevole rispetto per il papa; la mite pazienza nelle avversità; la sua affabilità e capacità di trattare persone di ogni condizione e situazioni anche molto delicate sempre con giustizia, equilibrio, capacità diplomatica, grazie sia alla sua educazione, che alle sue doti personali. Doti che manifestò anche nei confronti delle autorità sia in epoca ducale che unitaria, spesso ottenendo quanto ragionevolmente richiesto, ma comunque sempre apprezzato per i suoi modi e la capacità di esporre l'oggetto del confronto.[7]

Carlo Vandelli, Memoria dei giorni 2. 3. e 4. luglio 1857. in Modena. Litografia con i ritratti di papa Pio IX, del duca Francesco V e dell'arcivescovo Francesco Emilio Cugini.

Le trattative che il duca Francesco V da tempo conduceva presso la Santa Sede ottenero finalmente l'elevazione della sede episcopale modenese alla condizione metropolitica il 22 agosto 1855. Il 6 gennaio 1856 l'arcivescovo Cugini ricevette il pallio, che egli venne imposto dal cardinale Gaetano Baluffi, vescovo di Imola.[8]

Tenuto in alta stima presso la Sede Apostolica, nel 1853-1854 fu incaricato egli stesso, senza scegliere persone terze, dei passaggi necessari alle rettifiche confinarie tre le diocesi emiliane in vista della nuova distrettuazione metropolitica. Fedelissimo al papa, lo aveva sostenuto con un formulario sottoscritto dai sacerdoti della diocesi in vista della proclamazione del dogma della Immacolata Concezione.[8] Ebbe la gioia di accoglierlo a Modena al termine della visita allo Stato Pontificio compiuta da papa Pio IX, quando da Bologna varcò il confine di stato per accogliere l'invito del duca Francesco V. Il pontefice si trattenne in città per tre giorni, dal 2 al 4 luglio 1857. Un dipinto di grandissimo formato conservato nell'arcivescovado di Modena ritrae la scena dell'incontro tra il papa, la famiglia ducale, l'arcivescovo e altri personaggi.[9]

Durante il Concilio Vaticano I fu nominato dai padri conciliari membro della commissione De Fide. Dal concilio rientrò a Modena fisicamente molto provato e, dopo alcune alternanze di miglioramenti e peggioramenti, segnati anche da un colpo apoplettico, morì dopo la mezzanotte del 21 gennaio 1872, nel primo scorcio del giorno 22.[10]

Il funerale fu solennissimo e con grandissima affluenza di fedeli. Nonostante le richieste, le autorità non acconsentirono alla sua sepoltura in duomo.[11] Un comitato di fedeli si costituì allora per raccogliere offerte allo scopo di erigervi una lapide con busto, che furono inaugurati nel primo anniversario. Scultore del busto fu Ferdinando Pelliccia, direttore dell'Accademia di Belle Arti di Carrara.[12][13] Due busti con lapidi e iscrizioni furono dedicati a lui e a suo padre a Reggio Emilia nella chiesa di San Pietro, nella cappella di San Mauro. Scultore fu Ilario Bedotti.[14]

Genealogia episcopale

La genealogia episcopale è:

Riconoscimenti

Onorificenze

Note

  1. ↑ Cenni biografici, p. 9.
  2. ↑ Spreti, p. 586.
  3. ↑ Cenni biografici, pp. 10-11.
  4. ↑ Cenni biografici, p. 12.
  5. ↑ Cenni biografici, pp. 13-14.
  6. ↑ Cenni biografici, p. 15.
  7. ↑ Cenni biografici, pp. 15-25.
  8. 1 2 Cenni biografici, p. 25.
  9. ↑ La visita.
  10. ↑ Cenni biografici, pp. 26-27.
  11. ↑ Cenni biografici, pp. 27-28.
  12. ↑ Cenni biografici, pp. 3-6.
  13. ↑ Busto dell'arcivescovo Emilio Cugini. Cenotafio 1873 - 1873. Pelliccia Ferdinando (1808/ 1892), su Catalogo generale dei Beni Culturali, Ministero della Cultura, 2001, aggiornamento 2006. URL consultato il 24 maggio 2026.
  14. ↑ Memorie storiche.
  15. ↑ Quadro delle cariche della R. Accademia di Scienze, Lettere ed Arti in Modena, in Memorie della Regia Accademia di Scienze, Lettere ed Arti in Modena, 1871, p. VI. URL consultato il 12 giugno 2026.
  16. ↑ [Breve Necrologio], in Memorie della Regia Accademia di Scienze, Lettere ed Arti in Modena, Tomo XIV, 1874, p. 11 (Memorie della Sezione di Lettere). URL consultato il 12 giugno 2026.
  17. ↑ Elenco dei soci storici (dal 1684 al 5 dicembre 2001), su Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena. URL consultato il 12 giugno 2026.
  18. 1 2 Il cardinale Alberto Bolognetti nunzio a Venezia e in Polonia (1578-1585). Le Carte Bolognetti presso l'Archivio Abbaziale di Nonantola, in Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena. Atti e Memorie. Memorie scientifiche, giuridiche, letterarie, Serie VIII - Vol. XV - Fasc. II, 2012, pp. 401 e 403-404. URL consultato il 12 giugno 2026.

Bibliografia

Collegamenti esterni

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