Francisque Duret

Francisque Duret ritratto da Pierre Auguste Cot per la Gazette des beaux-arts, nel 1866.

Francisque-Joseph Duret ([fʁɑ̃sisk ʒozɛf dyʁɛ]; Parigi, 19 ottobre 1804 – Parigi, 26 maggio 1865) è stato uno scultore francese.

Biografia

Figlio di François-Joseph Duret (1732–1816), anch'egli uno scultore, che gli insegnò la sua arte, Francisque Duret fu anche uno studente dello scultore François-Joseph Bosio.[1]

Prima di diventare uno scultore, Francisque Duret pensò di intraprendere la carriera di attore teatrale. Studiò per un breve periodo al conservatorio di musica e di recitazione e il suo amico Charles Blanc (1813-1882), in un articolo dedicatogli nel 1866, spiegò le qualità di osservazione del comportamento umano acquisite da Duret nel corso dei questi studi teatrali: "I suoi studi continui sulla pantomima l'avevano portato a chiarire il linguaggio del gesto e il significato di qualsiasi atteggiamento".[2]

Assieme ad Auguste Dumont, si guadagnò il premio di Roma nella scultura del 1823 grazie al bassorilievo Evandro in presenza del corpo di suo figlio Pallante.[1] Pertanto, l'anno dopo partì per la villa Medici a Roma, dove rimase fino al 1828.

Mercurio che inventa la lira (1831), gesso, Clermont-Ferrand, museo d'arte Roger Quilliot

Nel 1831, Duret inviò dall'Italia le sue prime opere al Salone, come il suo Mercurio che inventa la lira, allora acquistato dal re e oggi conservato a Clermont-Ferrand, al museo d'arte Roger Quilliot.

Si distinse nel 1833 presentando al Salone il suo Giovane pescatore che balla la tarantella, creato l'anno precedente.[1] Venne fuso in bronzo grazie alla tecnica della cera persa, che testimonia un'impresa tecnica per l'epoca, da Honoré Gonon. Tuttavia, fu eseguendo delle commissioni ufficiali che la carriera di Duret decollò: la concretizzazione di questo cursus honorum, che fa della carriera di Duret un archetipo nel mondo dell'arte ufficiale del diciannovesimo secolo, risiede in una strategia di carriera che si può leggere soprattutto nella sua produzione ritrattistica.[3]

Nel 1836, Francisque Duret espose per la prima volta al Salone di quell'anno la sua opera bronzea Chactas en méditation sur la tombe d'Atala, realizzata nel 1835. Egli riprese questo soggetto dal romanzo di Chateaubriand Atala, ovvero Gli amori di due selvaggi nel deserto, pubblicato nel 1801. L'artista riprese il passaggio nel quale il nativo americano Sciacta, addolorato per la morte di Atala, torna presso la tomba della sua benamata, e Duret decise come soggetto di ritrarre il suo stato psicologico.[4] La critica del Salone del 1836 pubblicata ne L'Artiste lodò "quest'imitazione fedele del tipo di testa degli Indiani".[5] Duret spinse la verosimiglianza fino al punto di affidare al fonditore Questel il compito di realizzare una patina colorata che riprendesse il colorito del modello in gesso della statua "dipinta in color porfido", e fosse capace di rivaleggiare con il presunto colore della pelle di Sciacta.[6] La scultura entrò nelle collezioni del museo di belle arti di Lione nel 1836 dopo essere stata acquistata dal Comune. Oggi questo bronzo è esposto nei giardini del museo.[4]

Professore alla scuola di belle arti di Parigi dal 1852 al 1863,[1] in particolare fu il maestro degli scultori Jean-Baptiste Carpeaux, Jules Dalou, Henri Chapu, Alphonse Lami, Édouard Lanteri, Bénédict Rougelet e Jules Édouard Valtat.[7]

Opere

Canada
Francia
Chactas méditant sur le corps d'Atala (1835), museo di belle arti di Lione
San Michele che atterra il demonio (1860), Parigi, fontana di San Michele

Note

  1. 1 2 3 4 Dizionario generale di scienze, lettere, arti, storia, geografia ...: Supplemento perenne alla Nuova enciclopedia popolare italiana, ossia Rivista annuale letteraria scientifica industriale per integrare e ammodernare l'opera maggiore ... compilata dagli scrittori di detta Enciclopedia, dalla Società L'Unione Tipografico-Editrice, 1869, p. 200. URL consultato il 5 maggio 2025.
  2. ↑ (FR) Charles Blanc, Francisque Duret, in Gazette des Beaux-Arts, vol. 10, pp. 111-112.
  3. ↑ (FR) Sophie Picot-Bocquillon, Francisque Duret (1804-1865), un sculpteur en représentation : processus de création et stratégies de carrière, tesi, Paris, 2014.
  4. 1 2 (FR) Chactas en méditation sur la tombe d'Atala | Musée des Beaux Arts, su www.mba-lyon.fr. URL consultato il 5 maggio 2025.
  5. ↑ (FR) L'Artiste, vol. 11, Aux bureaux de L'Artiste, 1836, p. 123. URL consultato il 5 maggio 2025.
  6. ↑ (FR) Agathe Cabau. L’iconographie amérindienne aux Salons parisiens et aux Expositions universelles françaises (1781-1914), Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne, 2014.
  7. ↑ (EN) The romantics to Rodin: French nineteenth-century sculpture from north American collections, Los Angeles, County Museum of Art ; New York, G. Braziller, 1980.
  8. ↑ (FR) Danseur napolitain, ou Jeune pêcheur dansant la tarentelle, su pop.culture.gouv.fr. URL consultato il 5 maggio 2025.
  9. ↑ (FR) Fontaine – Cité Trévise – Paris (75009), su e-monumen.net. URL consultato il 5 maggio 2025.
  10. ↑ (FR) France, Francisque-Joseph Duret e Pierre Maximilien Delafontaine, Vendangeur improvisant sur un sujet comique (souvenir de Naples), 1850. URL consultato il 5 maggio 2025.
  11. ↑ (FR) Francisque-Joseph Duret e France, Louis Visconti, 1800. URL consultato il 5 maggio 2025.
  12. ↑ (FR) Francisque-Joseph Duret, Eugène Gonon e France, Jeune pêcheur dansant la tarentelle (Souvenir de Naples), 1832. URL consultato il 5 maggio 2025.
  13. ↑ (FR) Didier Rykner, Deux sculptures préemptées par le Louvre et les Augustins, su La Tribune de l'Art, 22 febbraio 2022. URL consultato il 5 maggio 2025.
  14. ↑ (FR) L'église de la Trinité à Paris, su paris1900.lartnouveau.com. URL consultato il 5 maggio 2025.

Bibliografia

  • (FR) Emmanuelle Heran, « Le Chactas de Francisque Duret », Bulletin municipal des Musées de Lyon, n. 1-2, Lyon, 1994, pp. 36-51.
  • (FR) Hargrove June, Les Statues de Paris : la représentation des grands hommes dans les rues et sur les place de Paris, Paris, Albin Michel, 1989.
  • (FR) Pierre Kjellberg, Le Nouveau Guide des statues de Paris, Paris, Bibliothèque des Arts, 1988.
  • (FR) Emmanuel Schwartz, Les Sculptures de l'École des beaux-arts de Paris : histoire, doctrines, catalogue, Paris, École nationale supérieure des beaux-arts, coll. « Catalogues et guides / École nationale supérieure des beaux-arts », 2003.

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