Franco F. Ferrario

Franco F. Ferrario (Novara, 1934[1]) è un docente, ricercatore e, in tarda età, novellista, italiano. In quest'ultimo ambito è meglio conosciuto con lo pseudonimo Tripeleff.
In ambito accademico, come geografo, fu allievo della Berkeley School of Geography, che nel Novecento privilegiava l'elemento storico e culturale nelle ricerche sull'ambiente[2]. I suoi studi si concentrarono sui metodi di valutazione del potenziale turistico di un territorio.
Lasciata la vita accademica, si dedicò a scrivere di storia novarese, poi novelle e romanzi, blandamente erotici, alcuni dei quali divenuti veri e propri cult, specialmente negli ambienti gay italiani.
Biografia
Nasce nel 1934 a Novara in un'antica famiglia della borghesia locale[3][E 1] e a Novara conclude i suoi studi inferiori al Liceo Classico "Carlo Alberto"[5].
Nel 1958 si laurea cum laude in storia antica all'Università degli Studi di Milano, dopo di che trascorre un periodo, come borsista, al prestigioso Istituto Italiano Studi Storici - Fondazione B. Croce di Napoli (1958-1959)[E 2][7].
Dopo il servizio militare[5], nel 1961 viene assunto dalla Pirelli a Milano, nella Direzione Pubblicità e Propaganda, allora guidata da Arrigo Castellani, dove rimase per sei anni, con l'opportunità di lavorare con alcuni tra i migliori fotografi, autori e grafici pubblicitari del periodo, ltre a collaborare alla produzione dei primi caroselli per la TV di allora[8].
Nel 1966 si trasferisce negli Stati Uniti, iscrivendosi alla University of California - Berkeley come graduate student nel Department of Geography[7]. Studia principalmente con James J. Parsons[9]. Viene poi messo a disposizione dell'anziano Carl O. Sauer, ormai Professor Emeritus, per le sue ricerche storiche[E 3]. Nel 1969, concluso con gli Orals il percorso di studi e con solamente la tesi finale da presentare, torna in Europa ma riceve un invito da parte della University of Cape Town per una lectureship presso il locale Department of Geography[7].

Nel 1970 si trasferisce quindi in Sudafrica, dove rimane 15 anni. Insegna per lo più corsi in Human Geography e Environmental Studies, per i primi anni, collaborando col prof. W. J. Talbot, capo del Dipartimento, lui pure proveniente da Berkeley. A parte prepara nel mentre il suo lavoro di tesi, che riguarda una possibile valutazione del potenziale turistico del Sudafrica[10]. Nel 1977, ultimata la tesi, riceve ufficialmente il dottorato (Ph.D.) ed è nominato professore associato (Senior Lecturer)[7][11].
Nel 1978 la sua tesi viene premiata negli Stati Uniti dalla Tourism and Travel Research Association (T.T.R.A.) come "best doctoral dissertation in the field of tourism and travel research" (William B. Keeling Dissertation Competition)[12] e Ferrario diventa membro attivo dell'associazione[13][14]. Sempre nel 1978 il suo nome viene inserito nella lista degli esperti della World Tourism Organization (WTO), l'agenzia delle Nazioni Unite per il settore turistico, con sede in Madrid[15].
Inizia quindi un'attività di consulente nel campo dello sviluppo turistico, pur continuando ad insegnare a Cape Town. Nel 1980 prepara una valutazione del potenziale sviluppo turistico per la regione del KwaZulu-Natal, la più importante delle Homelands (o Bantustan) del Sudafrica di allora. Seguono altre commesse per il Venda, il Gazankulu e a diversi altri territori minori[7].
Inizia inoltre ad interessarsi allo studio del fenomeno in piena espansione del recreational tourism e del turismo locale per la popolazione delle township africane, specialmente nell'allora Transvaal[16].
Durante questo lavoro di ricerca ha modo di raccogliere, specialmente nelle zone tribali, una serie di autentici manufatti artigianali di notevole interesse artistico, in aggiunta al diretto valore documentario per le sue ricerche professionali[E 4].
Nel 1985 si dimette dalla University of Cape Town per iniziare un'attività di consulenza, sempre in Sudafrica[7]. Si trasferisce infine in Italia nel 1988, chiudendo ogni attività e stabilendosi nella'antica casa di Novara[17].
Narrativa in tarda età
Ritiratosi dalla vita attiva, ormai sulla sessantina, inizia a scrivere soprattutto di storia locale.
Presto si scopre una vivace vena narrativa, quando nel 1990, dopo aver allestito una caccia al tesoro per i notai di Novara, ne mette per iscritto il resoconto dal titolo "Come fu organizzata la famosa caccia al tesoro per luoghi un po' macabri del Novarese". Da esso ne è tratto un libretto artigianale anonimo in carta fiorita di un centinaio di pagine, che va a ruba. Un secondo libretto, sempre anonimo, dal titolo "Chi mai ha detto che il Novarese è una terra piatta e noiosa?" ha lo stesso immediato successo[18].

Prosegue quindi scrivendo brevi storie, blandamente erotiche, che condivide con amici[8][17]. Una di queste cresce e si sviluppa in una narrazione di più ampio respiro. Nel 1991, incuriosito dal concorso nazionale "L'autore" organizzato dalla Maremmi Editori di Firenze per uno scritto inedito, invia il manoscritto. Inaspettatamente l'opera vince il premio ed è pubblicata come libro dal titolo "Odo e Riprando", che l'autore vuole però firmare con lo pseudonimo Tripeleff, per via delle tre F nel suo nome. Il libro ha successo anche a livello nazionale[19][E 5] e nella comunità gay diviene presto un cult. Nel 1994 il romanzo è ripubblicato dalle Edizioni Babilonia, insieme alla continuazione "Il Castello di Pombia". Ne è tratta una versione in tedesco[21] e qualche citazione giunge anche dagli Stati Uniti, sempre dal mondo gay[22].
Nel 1992 un altro suo racconto, "Un'avventura galante del Conte di Cavour", vince il concorso che l'editore Stampa Alternativa organizza al Salone del Libro di Torino ed è immediatamente stampato nella collana Millelire[23]. Il subitaneo successo è riportato anche dalla stampa nazionale[24][25][26], che dietro lo pseudonimo Tripeleff subodora il sarcasmo di qualche noto autore del momento[27].
Stampa Alternativa pubblica poi altri due Millelire di Tripeleff: "La vendetta di Papa Giuseppe" nel 1993 e "Giovane, vergine, intatto" nel 1996.
Tripeleff è intanto contattato dalla Liber Internazionale, una nascente casa editrice pavese, per scrivere il primo romanzo di una collana su grandi storie d'amore. Nel 1994 esce dunque "Un amore di Maria Callas", con una foto di Pier Paolo Pasolini in copertina. L'opera non ha avuto ristampe[28][29].
Sempre nel 1994 organizza a Milano un "Corso di scrittura creativa gay" con una quindicina di partecipanti (più una ragazza), per lo più giovani, che produce un libricino artigianale con una serie di brevi componimenti sul tema "La mia o la sua prima volta", distribuito dalla storica Libreria Babele di Milano[30].
Nel 1998 pubblica con "Il Dito e la Luna" una lunga e divertente novella incompiuta: "Le avventure di prigionia del tenente Magnani", il suo ultimo libro pubblicato.
Nel frattempo apre un suo sito web col titolo: "Tripeleff - un sito di storie varie, scritte per il solo piacere di raccontare...". Su di esso porta tutta la sua produzione, sia quella già stampata e di cui ha recuperato diritti, che la grande maggioranza di scritti che da allora continua a produrre[31][32].
Opere
Produzione accademica
- (EN) The Tourist Landscape : A Method for Evaluating Tourist Potential and its Application to South Africa, Berkeley, University of California, 1977, OCLC 506167842[E 6].
- (EN) An Evaluation of the Tourist Resources of South Africa, n. 1, Cape Town, Department of Geography - University of Cape Town, 1978.
- (EN) D. Hawkins, E. Shafer e J. Rovelstad (a cura di), Tourism Potential and Resource Assessment, in Tourism Planning and Development Issues, Washington D.C., George Washington University, 1980, pp. 311-320.
- (EN) An Evaluation of the Tourist Potential of Kwazulu and Natal (PDF) (abstract), Durban, KwaZulu Development Corporation, 1981, OCLC 9942899. URL consultato il 13 dicembre 2025.
- (EN) A Hard Look at the Tourist Industry - The Case of South Africa, in Revue du Tourisme/The Tourist Review, n. 38-2, Bern, AIEST, 1983, p. 18.
- (EN) The Emerging Leisure Market Among the South African Black Population, in Tourism Management, Oxford, Butterworth Scientific, marzo 1988, pp. 23-38.
Narrativa
- Odo e Riprando, Firenze, White Land Atheneum, 1991.
- Odo e Riprando, 2ª ed., Milano, La libreria di Babilonia, 1994.
- Il castello di Pombia, Milano, La libreria di Babilonia, 1994.
- Un'avventura galante del conte di Cavour (PDF), in Millelire, Roma, Stampa Alternativa, 1992.
- La vendetta di Papa Giuseppe (PDF), in Millelire, Roma, Stampa Alternativa, 1993.
- Un amore di Maria Callas, in Le Clessidre, Pavia, Liber Internazionale, 1994.
- G. Lo Presti (a cura di), Le avventure di prigionia del giovane tenente Magnani, in Tra uomini. Storie erotiche, Milano, Il dito e la luna, 1998.
Riconoscimenti
- 1978: primo premio per la migliore dissertazione su viaggi e turismo presentata alla William B. Keeling Dissertation Competition (organizzata dalla Travel and Tourism Research Association): The tourist landscape: a method of evaluating tourist potential and its application to South Africa[12];
- 1991: primo premio del concorso nazionale L'autore, organizzato dall'editore Firenze Libri, per il romanzo storico Odo e Riprando[11][20].
Note
Esplicative
- ↑ L'azienda artigiana di famiglia - l'apprezzata "Ditta Quirino Ferrario" (tinteggiature, verniciature, dorature) - aveva messo radici in città già alla metà dell'Ottocento. Nello stesso secolo un suo bisnonno, Carlo Grassini, offelliere, aveva riportato in auge e fatto conoscere anche all'estero il famoso "biscottino di Novara"[4].
- ↑ Titolo della tesi di laurea: "Ricerche sugli esordi della politica estera tolemaica", relatore prof. Mario Attilio Levi[6].
- ↑ Sulla sua personale esperienza col prof. Sauer, si veda la citazione in (EN) Carl O. Sauer, Introduction, in Sixteenth century North America: the land and the people as seen by the Europeans, University of California - Berkeley Press, 1971. URL consultato l'11 febbraio 2026. Ospitato su Internet Archive.
- ↑ La sua collezione privata di 50 ceramiche zulu di Rorke's Drift del XIX secolo (specialmente di artisti riconosciuti come Dinah Molefe e Joel Sibizi) è considerata una delle più complete esistenti fuori dal Sudafrica, secondo il parere dell'esperto Ronnie Watt: (EN) Ronald Watt, A Contextual History of South African Ceramics of the Twentieth and Twenty First Centuries (PDF), Pretoria, University of South Africa, 2020, p. 67. URL consultato l'11 febbraio 2026 (Ph.D. (Art) thesis).
- ↑ A Novara una compagnia di giovani ne trae una rappresentazione notturna interattiva, con fiaccolate, letture e musiche antiche lungo tutto il Vicolo della Canonica, con notevole partecipazione popolare[20].
- ↑ Tesi di dottorato, disponibile come microfilm n. TX12-965 presso University Microfilms, Ann Arbor, Michigan, U.S.A.
Bibliografiche
- ↑ Erica Bertinotti, «La Madonnina per esorcizzare il fantasma di Celestina? È tutta una bufala che scredita il vicolo della Canonica», in Novara Oggi, 17 novembre 2017, p. 18. URL consultato il 30 novembre 2025.
- ↑ (EN) Berkeley Geography - History, su UC Berkeley. URL consultato il 27 gennaio 2026.
- ↑ Luca Mattioli, Un Convito nella... soffitta di Edmondo Poletti, in Corriere di Novara, Novara, 11 dicembre 2008, p. 54. URL consultato il 14 dicembre 2025.
- ↑ Franco F. Ferrario, Piccola biografia illustrata di mio nonno Quirino Ferrario (Novara 1870-1920) (PDF), 2019. URL consultato il 26 novembre 2025.
- 1 2 Franco F. Ferrario, Il primo degli ultimi. Brevi riflessioni su di una autobiografia in spiccioli ed altre considerazioni (PDF). URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Archivio Borsisti, su Istituto Italiano di Studi Storici. URL consultato l'11 febbraio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 Franco Ferrario - Libero professionista, su LinkedIn. URL consultato il 6 dicembre 2025.
- 1 2 Franco F. Ferrario, "Odo e Riprando" e il castello di Barbablù (PDF), 2025. URL consultato il 3 dicembre 2025.
- ↑ (EN) William M. Denevan (a cura di), Hispanic Lands and Peoples. Selected Writings of James J. Parsons (PDF), Londra e New York, Routledge, 2018 [1989], p. XXIV. URL consultato il 28 gennaio 2026.«Non-Latin American Ph.D. dissertations supervised by Parsons [...] Franco Ferrario (1977)»
- ↑ (EN) The Tourist Landscape: A Method for Evaluating Tourist Potential and its Application to South Africa, Berkeley, University of California, 1977, OCLC 506167842.
- 1 2 Paolo Benacchio, La strana avventura di Cavour, in La Stampa, 22 ottobre 1992, p. 39. URL consultato il 30 novembre 2025.
- 1 2 (EN, NL) Society for Geography (a cura di), South African geographer, Volumi 6-7, in South African Geographer, n. 6-7, Vereniging vir Geografie, 1978, p. 106. URL consultato il 4 dicembre 2025.
- ↑ (EN) The William B. K. Dissertation Competition Winner, in Journal of Travel Research, 17(2), 1978, p. 20.
- ↑ (EN) Travel and Tourism Research Association, Membership Directory, 1989, p. 25. URL consultato il 2 febbraio 2026. Ospitato su Google Libri.
- ↑ (EN) Roster of Experts / Technical Cooperation Resources, Madrid, World Tourism Organization, 1980-1989.
- ↑ (EN) The Emerging Leisure Market Among the South African Black Population, in Tourism Management, Oxford, Butterworth Scientific, marzo 1988, pp. 23-38.
- 1 2 Tripeleff, Una completa confessione dell'autore, 2012. URL consultato il 30 novembre 2025.
- ↑ Franco F. Ferrario e Renzo Sacchetti, Poche parole di introduzione, in Novara è..., n. 6, Novara, Emme Distribuzione, giugno 2017, pp. 6-9.
- ↑ Bruno Ventavoli, Odo e Riprando, amori dell'anno mille, in La Stampa, Torino, 20 giugno 1991.
- 1 2 Marcello Giordani, Odo e Riprando in scena nel vicolo, in La Stampa, 17 luglio 1992, p. 42. URL consultato il 30 novembre 2025.
- ↑ (DE) Franco Tripeleff, Der Liebhaber des Bischofs, traduzione di Thomas Rodermund, Berlino, Bruno Gmünder, 1993.
- ↑ (EN) Gary C. Cestaro, Introduction, in Queer Italia: Same-Sex Desire in Italian Literature and Film, Palgrave Macmillan, 2004, pp. 1-13.«Derek Duncan reads the threat of male homosexuality in the enormously popular Il nome della rosa (1980) by Umberto Eco as emblematic of homosexuality generally in Italian literature. For a more romantic recreation of medieval gay love, see the series of novels that begins with Odo e Riprando (1990), written under the pseudonym Tripeleff.»
- ↑ Redazione Cultura (a cura di), Millelire per un libro: la sfida di Baraghini al Salone, in La Stampa, Torino, 20 maggio 1992.
- ↑ Paolo Di Stefano, Il vizietto del conte Camillo Cavour, un'avventura gay. Ma i suoi biografi non ci credono, in Corriere della Sera, 11 settembre 1992, p. 43.
- ↑ Francesco Gnerre, Risorgimento gay, su Pride, marzo 2011. URL consultato il 31 gennaio 2026.«... racconto assai bello e divertente, oggi introvabile, che meriterebbe di essere ripubblicato...»
- ↑ Curzio Maltese, Il miracolo dei Millelire, in La Stampa, Torino, 19 maggio 1994.
- ↑ Antonio Socci, Il Camillo Svelato, in Panorama, 11 ottobre 1992.«Il critico Federico Zeri quando lo ha letto è rimasto estasiato: "Quel libretto è opera di un letterato finissimo, di una gran penna capace di trasmettere vibrazioni erotiche e umoristiche. L'autore di questo gioiello alessandrino? Secondo me lo pseudonimo Tripeleff nasconde Alberto Arbasino". "Ma che Arbasino" ribatte il giornalista e scrittore Giorgio dell'Arti. "Conosco bene Alberto. Non è il suo genere. Secondo me, l'autore è Goffredo Fofi: lo pseudonimo Tripeleff contiene un’allusione alla lettere effe". Ludovica Ripa di Meana invece non ha certezze: "La parte erotica del racconto è ben scritta e non priva di raffinatezza psicologica. A me l'ha passato Zeri, da allora mi chiedo chi l'ha scritto". Nei salotti romani e milanesi tentare di scoprire chi è l'autore di "Un'avventura galante del conte di Cavour" è il tormentone del momento.»
- ↑ Franco F. Ferrario, Un amore di Maria Callas. Perchè ho scritto questa storia e soprattutto perchè l'ho scritta così (PDF), gennaio 2007, p. 10. URL consultato il 31 gennaio 2026.
- ↑ Fabio Dal Corobbo, «Ebben? Ne andrò lontana» La voce, la scena, il repertorio: l'eredità di Maria Callas tra passato e futuro, Venezia, Università Ca' Foscari, a.a. 2018/2019, pp. 208, 226, 482, 587. URL consultato il 28 gennaio 2026.
- ↑ Sergio Trombetta, Scrivere romanzi? Mestiere gay che si impara a scuola, in La Stampa, 31 marzo 1995, p. 19. URL consultato il 30 novembre 2025.
- ↑ Tripeleff, Tripeleff - un sito di storie varie, scritte per il solo piacere di raccontare, su tripeleff.org. URL consultato il 12 febbraio 2026.
- ↑ Tripeleff, Da leggere prima di cominciare a leggere (PDF), pp. 8-9. URL consultato il 3 febbraio 2026.
Voci correlate
Collegamenti esterni
(EN) Anne Buttimer, Torster Hägerstrand, G16: An interview with Professor William J. Talbot, su YouTube, DIA, aprile 1980. URL consultato il 23 gennaio 2026.
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