Franz Büchner
| Franz Büchner | |
|---|---|
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| Nascita | Lipsia, 2 gennaio 1898 |
| Morte | Lipsia, 10 maggio 1920 |
| Cause della morte | Morto in combattimento |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Arma | |
| Anni di servizio | 1914-1920 |
| Grado | Tenente |
| Guerre | Prima guerra mondiale |
| Campagne | Fronte occidentale (1914-1918) |
| Battaglie | Battaglia di Verdun |
| Comandante di | Jagdstaffel 13 |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Above the Lines: The Aces and Fighter Units of the German Air Service, Naval Air Service and Flanders Marine Corps, 1914–1918[1] | |
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Franz Büchner (Lipsia, 2 gennaio 1898 – Lipsia, 10 maggio 1920) è stato un militare e aviatore tedesco. Asso dell'aviazione durante la prima guerra mondiale (40 vittorie), decorato con la Croce di Cavaliere dell'Ordine di Hohenzollern con spade e della Croce di Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite.[2][3]
Biografia
Nacque a Lipsia, nel Regno di Sassonia, figlio di un uomo d'affari.[1] Si arruolò volontario nell'esercito nel settembre del 1914, all'età di 16 anni, dopo che il fratello maggiore Max era rimasto ucciso in azione. Prestò servizio nel Königlich-Sächsische Infanterie-Regiment "König Georg" Nr. 106 a Ypres, sul fronte occidentale.[1][2] Dopo essere sopravvissuto a un caso di febbre tifoide, nel 1915 prestò servizio in Russia, sul fronte orientale, ritornando in Francia.[1] Nel maggio 1915, si distinse nella Battaglia di Loretto. Dopo aver superato l'esame di stato di un anno a Lipsia, ricevette il grado di tenente nell'ottobre 1915, all'età di soli 17 anni.[2] Tuttavia, durante i pesanti combattimenti vicino a Verdun nell'aprile 1916, una scheggia di granata lo ferì così gravemente all'addome che fu dichiarato inabile al servizio di fanteria.[2] Dopo la guarigione si offrì quindi volontario per l'addestramento come pilota, trasferendosi nella Luftstreitkräfte, dove venne assegnato come pilota d'osservazione per l'artiglieria alla Fliegerabteilung 270 (FFA 270).[1][2][4]
Nel marzo 1917 divenne pilota da caccia, unendosi alla Jagdstaffel 9, dove ottenne la sua prima e unica vittoria con questo reparto il 17 agosto, quando abbatté un Nieuport a sud-est di Chappy.[1]. Dopo il suo trasferimento alla Jagdstaffel 13, trovò la sua nicchia sotto Rudolph Berthold, uno dei soldati più devoti della Germania.[5] Tuttavia, passarono diversi mesi prima che segnasse di nuovo, tanto che conseguì la sua seconda vittoria il 15 ottobre, quando abbatté uno SPAD su Margivil.[1]
Con l'introduzione del nuovo caccia Fokker D.VII nel 1918, entrò in piena attività; pilotò almeno tre macchine diverse durante la sua carriera. Nel giugno 1918 conseguì tre vittorie, abbattendo rispettivamente due SPAD il 3 e il 4 del mese, e un SE.5a il giorno 28, divenendo ufficialmente asso dell'aviazione.[6]
Il 2 luglio, abbatté l'asso irlandese maggiore Joseph "The Mad Major" Callagan, comandante del No.87 Squadron RAF, che mentre pilotava un Sopwith Dolphin attaccò in solitaria la Jagdstaffel 13 su Contay, rimanendo ucciso nello scontro.[7] Fu la sua settima vittoria.[1] Il 7 dello stesso mese abbatté un Sopwith Camel del No. 209 Squadron RAF pilotato dall'asso canadese tenente Merrill Samuel Taylor a nord di Hamel.[4] Anche in questo caso il pilota rimase ucciso.[4]
Il 29 luglio 1918 abbatté in fiamme un Sopwith Camel statunitense sparando solo 14 colpi.[8] Il suo gregario, il tenente Werner Niethammer, citò questo combattimento come un'illustrazione dell'abilità di Büchner come tiratore; secondo il racconto di Niethammer, Büchner aveva appena individuato l'americano che aveva già incendiato l'aereo nemico.[8] Questa sarebbe stata l'ultima delle sue sette vittorie ottenute in luglio, tra cui due biposto Breguet Bre 14 il giorno 16.[1] Fu in questo frangente che suo fratello, Felix, si unì alla Jagdstaffel 13.[9] Il 10 agosto, mentre attaccava e abbatteva un biposto Royal Aircraft Factory B.E.2b in cattive condizioni meteorologiche, il serbatoio del suo aereo fu colpito. Inzuppato di benzina, atterrò nella terra di nessuno e si unì a due mitraglieri tedeschi in ritirata.[10] Fu la seconda delle sue otto vittorie conseguite in agosto.[1] Nel mese di settembre ottenne 17 vittorie, tra cui quattro SPAD S.XIII abbattuti in uno stesso giorno, il 26.[11] In quello stesso mese abbatté, tra gli altri, due Salmson 2A2, due Breguet Bre 14, e un Airco DH.4.[11]
Il 10 ottobre sopravvisse a una collisione in volo con un compagno di squadriglia; entrambi i piloti si lanciarono con il paracadute per mettersi in salvo.[1] Portò il suo bottino a 40 vittorie entro il 22 ottobre 1918.[12] Tre giorni dopo, il 25 ottobre 1918 gli fu tardivamente conferita la Pour le Mérite, uno degli ultimi riconoscimenti prima dell'abdicazione del Kaiser Guglielmo II.[3] Tuttavia, a quella data, lui si trovava a Berlino per le prove di nuovi aerei da caccia.[13] Sopravvisse alla guerra, e fu arruolato nella Reichswehr provvisoria. Di stanza presso la base aerea di Großenhain, il suo aereo fu abbattuto a colpi di fucile dagli Spartachisti il 18 marzo 1920, durante un volo di ricognizione vicino a Lipsia nel corso del Putsch di Kapp.[4][2] La salma fu tumulata nel cimitero di Plagwitz, a Lipsia.[3] Tre giorni dopo Rudolf Berthold fu assassinato ad Amburgo.[12]
Nel marzo del 1919, il suo Fokker D.VII era in possesso del 138th Aero Squadron americano. La sua insegna a forma di testa di leone fu tagliata dalla fusoliera come souvenir, ma andò poi perduta durante la seconda guerra mondiale.[14]
Onorificenze
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Franks, Bailey, Guest 1993, p. 86.
- 1 2 3 4 5 6 Sächsische Biografie, az.
- 1 2 3 Hildebrand, Zweng 1999, p. 219-220.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 The Aerodrome, as.
- ↑ VanWyngarden 2005, p. 11.
- ↑ Franks, VanWyngarden, Holmes 2003, p. 57.
- ↑ VanWyngarden 2005, p. 75.
- 1 2 Franks, VanWyngarden, Holmes 2003, p. 57-59.
- ↑ VanWyngarden 2005, p. 92.
- ↑ VanWyngarden 2005, p. 81.
- 1 2 Franks, Bailey, Guest 1993, p. 87.
- 1 2 Franks, Bailey, Guest 1993, p. 86-87.
- ↑ VanWyngarden 2005, p. 112-114.
- ↑ VanWyngarden 2005, p. 119.
Bibliografia
- (DE) Karl Alois Beck, 25 Jahre Fliegerhorst Großenhain (Sachsen) 1914–1939. Bildbericht der Festtage, Großenhain, Starke und Sachse, 1939.
- (EN) Jürgen Brinkmann, Die Ritter des Orden Pour le merite 1914–1918, Hannover, Bückeburg, Th. Schäfer Druckerei GmbH, 1999.
- (EN) Norman Franks, Greg VanWyngarden e Tony Holmes, Fokker D VII Aces of World War 1, Botley, Osprey Publishing Company, 2003, ISBN 1-84176-729-8.
- (EN) Norman Franks, Frank W. Bailey e Russell Guest, Above the Lines: The Aces and Fighter Units of the German Air Service, Naval Air Service and Flanders Marine Corps, 1914–1918, London, Grub Street, 1993, ISBN 978-0-948817-73-1.
- (DE) Karl-Friedrich Hildebrand e Christian Zweng, Die Ritter des Ordens Pour le Mérite des I. Weltkriegs. Band 1:A–G, Osnabrück, Biblio Verlag, 1999, p. 219-220, ISBN 3-7648-2505-7.
- (EN) Neal W. O'Connor, Aviation Awards of Imperial Germany in World War I: The aviation awards of the Kingdom of Saxony, Foundation for Aviation WW I, 1988.
- (EN) Greg VanWyngarden, Jagdgeschwader Nr II: Geschwader Berthold, Botley, Osprey Publishing Company, 2005, ISBN 978-1-84176-727-7.
- (DE) Walter Zuerl, Pour le merite-Flieger, Steinebach-Wörthsee, Luftfahrtverlag Axel Zuerl, 1987, ISBN 978-3-934596-15-3.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Franz Büchner, su The Aerodrome. URL consultato il 16 gennaio 2026.
- (DE) Franz Büchner, su Sächsische Biografie. URL consultato il 16 gennaio 2026.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 101345912 · ISNI (EN) 0000 0001 1692 6383 · GND (DE) 139626344 |
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