Frederick Maitland

Frederick Lewis Maitland
Incisione di Henry Hoppner Meyer, realizzata nel 1816 e tratta da un dipinto realizzato da Samuel Woodforde
NascitaFife, 7 settembre 1777
MorteMumbai, 30 novembre 1839
Religioneanglicanesimo
Dati militari
Paese servitobandiera Regno di Gran Bretagna
Regno Unito (bandiera) Regno Unito
Forza armata Royal Navy
Anni di servizio1794 - 1839
GradoRear-Admiral of the Red
BattaglieGlorioso primo di giugno
Battaglia di Alessandria
Battaglia delle rotte basche
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Frederick Lewis Maitland (Fife, 7 settembre 1777 – Mumbai, 30 novembre 1839) è stato un ammiraglio britannico che prestò servizio nelle guerre rivoluzionarie francesi e napoleoniche, durante le quali ebbe modo di ricoprire numerosi incarichi di comando, fino a diventare contrammiraglio.

Ammiraglio della Royal Navy, l'evento più celebre e significativo della sua carriera ebbe luogo il 15 luglio 1815, quando l'imperatore Napoleone Bonaparte, ormai privo di alternative dopo la disfatta di Waterloo, scelse di consegnarsi a lui a bordo della HMS Bellerophon. Questa resa formale non sancì soltanto il tramonto dell'era imperiale francese, ma pose fine a oltre vent'anni di guerra. Maitland gestì il prigioniero con fermezza e un rigoroso protocollo navale, conducendolo verso le coste inglesi prima del suo esilio finale a Sant'Elena.

Biografia

Infanzia e inizio della carriera militare

Il padre, suo omonimo, Frederick Lewis Maitland

Frederick Maitland nacque il 7 settembre 1777 a Rankeilour, nella contea di Fife, da una famiglia profondamente radicata nelle istituzioni militari britanniche. Era infatti il figlio terzogenito del capitano Frederick Lewis Maitland (1730 - 1786), anch'egli un rinomato ufficiale della Royal Navy, e crebbe in un ambiente dove il servizio alla Corona era una tradizione consolidata: tra i suoi parenti più stretti figuravano l'influente zio, il generale Sir Alexander Maitland, e il cugino Frederick, che raggiunse parimenti il grado di generale nell'esercito. Dopo aver completato gli studi presso la Royal High School di Edimburgo, il giovane Frederick scelse di seguire le orme paterne prendendo la via del mare e iniziando il suo apprendistato navale a bordo della sloop HMS Martin, allora sotto il comando del capitano George Duff. La sua formazione proseguì successivamente sulla fregata HMS Southampton , un incarico che si rivelò fondamentale poiché gli permise di assistere in prima persona, nel 1794, alla celebre battaglia del "Glorioso primo di giugno", il primo grande scontro navale delle guerre rivoluzionarie francesi[1].

Il 3 aprile 1795, Maitland fu promosso al grado di tenente e assegnato alla HMS Andromeda, ma il suo percorso lo portò rapidamente verso incarichi di maggior prestigio: si trasferì infatti sulla HMS Venerable, allora operativa nel Mare del Nord, dove ebbe l'opportunità di servire a bordo della nave ammiraglia di Adam Duncan. Nella primavera del 1797, la sua carriera prese una svolta mediterranea quando si unì alla flotta posta sotto il comando di John Jervis, che lo assegnò allo sloop HMS Kingfisher. In questo periodo Maitland si distinse in numerose operazioni di successo, contribuendo attivamente alla cattura di diversi corsari nemici; pare che il suo valore e la sua audacia divennero talmente noti che l'equipaggio della nave organizzò una colletta di 50 sterline per fargli dono di una spada d'onore. Tuttavia, il suo servizio sulla Kingfisher terminò bruscamente il 3 dicembre 1798, quando l'imbarcazione naufragò mentre lasciava l'estuario del Tago. Trovandosi al comando temporaneo della nave al momento dell'incidente, Maitland fu sottoposto, come da prassi, al giudizio della corte marziale, dal quale fu pienamente assolto. Lord John Jervis decise, quindi, di tenerlo con sé come parte dell'equipaggio a Gibilterra, nominandolo flag lieutenant e consolidando dunque la sua posizione[1].

Incidente della Penelope e promozione

Verso la metà del 1799, mentre le flotte combinate di Francia e Spagna si ritiravano dalle acque del Mar Mediterraneo, il 7 luglio John Jervis affidò a Maitland una missione chiara ma insidiosa. Gli ordinò, infatti, di salire a bordo del cutter armato Penelope per effettuare una ricognizione ravvicinata delle flotte nemiche; le istruzioni dell'ammiraglio erano letteralmente quelle di "andare, contarli e schivare i proiettili"[1].Tuttavia, giunto sull'imbarcazione, Maitland scoprì che il tenente incaricato della Penelope era gravemente malato e inabile al servizio, e dunque, senza esitare, decise di assumere direttamente il comando per portare a termine l'incarico, ma i suoi sforzi furono vanificati dall'insubordinazione dell'equipaggio. Il giorno successivo, inevitabilmente, la nave fu catturata dagli spagnoli e condotta nel porto di Cadice come bottino di guerra. Qui Maitland incontrò l'ammiraglio spagnolo Mazarredo, e quando quest'ultimo scoprì l'identità del prigioniero e il suo ruolo di tenente di bandiera di Lord John Jervis – verso il quale l'ufficiale spagnolo nutriva un debito di riconoscenza – decise, con grande cavalleria, di rimetterlo in libertà. Maitland fu così scortato di nuovo a Gibilterra senza che venisse nemmeno richiesto uno scambio di prigionieri[1].

Al suo ritorno alla base, Jervis premiò la sua determinazione promuovendolo al grado di comandante e affidandogli lo sloop HMS Cameleon, con una promozione formalmente retrodatata al 14 giugno. A bordo del Cameleon, Maitland operò al largo delle coste egiziane sotto gli ordini di Sir William Sidney Smith, pattugliando attivamente la zona fino alla firma della convenzione di El Arish il 24 gennaio 1800. In seguito a ciò, dopo un breve ritorno in patria via terra per consegnare dispacci di vitale importanza, riprese prontamente il mare. Trascorse il resto di quell'anno al comando del Cameleon, prima che Lord Keith lo trasferisse sulla nave da rifornimento HMS Wassenar. Poiché quest'ultima, all'epoca ormeggiata a Malta, fu giudicata ormai inadatta al servizio attivo, a Maitland fu accordato il permesso di unirsi direttamente all'imminente spedizione in Egitto. In questo teatro di guerra il suo contributo si rivelò cruciale quando fu chiamato a supportare il fianco destro dell'esercito durante le complesse operazioni del 13 marzo e, soprattutto, nella decisiva battaglia di Alessandria del 21 marzo 1801. Il suo eccellente stato di servizio fu apertamente riconosciuto dai comandanti in capo e gli valse una menzione speciale nel rapporto ufficiale stilato da William Sidney Smith. Come ricompensa per il coraggio dimostrato in azione, ottenne l'ambita promozione a post-captain (capitano di vascello). Dopo aver assunto temporaneamente il comando del possente vascello di linea a 74 cannoni HMS Dragon, nell'agosto successivo passò alla HMS Carrere. Al timone di quest'ultima nave fece infine ritorno in Inghilterra, dove l'imbarcazione fu disarmata e radiata dal servizio attivo nell'ottobre del 1802.

A bordo della Bellerophon

Nel 1804, con il suo mentore Jhon Jervos ormai asceso alla prestigiosa carica di Primo Lord dell'Ammiragliato, le opportunità per Maitland si moltiplicarono enormemente. Allo scoppio delle nuove ostilità, gli fu affidato il comando della fregata a 38 cannoni HMS Loire, con l'ordine di pattugliare le insidiose coste occidentali francesi e quelle settentrionali della penisola iberica. Nei tre anni trascorsi a bordo della Loire, Maitland condusse una campagna implacabile, catturando o distruggendo numerose navi corsare e smantellando diverse basi costiere nemiche. La sua audacia rifulse in modo particolare il 4 giugno 1805 durante un'eroica azione nella baia di Muros, a sud di Capo Finisterre; un'impresa che gli valse non solo i ringraziamenti ufficiali della città di Londra e le chiavi della città di Cork, ma anche una splendida spada d'onore donata dal Patriotic Fund. Dopo aver contribuito alla cattura della fregata francese Libre nel dicembre del 1805, nel novembre dell'anno successivo passò al comando della HMS Emerald, una nave da 36 cannoni. Le missioni rimasero le medesime, e con esse i successi marittimi di Maitland, che nell'aprile del 1809 prese parte alla battaglia della baia dei Baschi, sebbene la confusione dello scontro fece sì che la sua nave venisse inviata nel vivo dell'azione solo con alcuni giorni di ritardo. Promosso alla guida della più imponente HMS Goliath tra il 1813 e il 1814, fu dislocato presso le stazioni navali di Halifax e delle Indie Occidentali, per poi passare nel novembre 1814 alla mastodontica HMS Boyne da 98 cannoni, con l'incarico di fare rotta verso il Nord America.

Napoleone a bordo della Bellerophon, di William Quiller Orchardson, 1880

L'inizio del 1815 lo vide bloccato nel porto irlandese di Cork, intento a radunare una flotta di mercantili e navi da trasporto per la traversata atlantica, un'impresa continuamente frustrata da una serie di persistenti e burrascosi venti occidentali. Fu proprio questo ritardo meteorologico a cambiare il corso della sua vita: prima che potesse salpare, giunse in Inghilterra la sconvolgente notizia della fuga di Napoleone dall'isola d'Elba e del suo trionfale ritorno come Imperatore dei Francesi[1]. Gli ordini di Maitland furono immediatamente revocati: venne trasferito sul vascello a 74 cannoni HMS Bellerophon e salpò da Plymouth il 24 maggio, inquadrato sotto gli ordini dell'ammiraglio Sir Henry Hotham. La Bellerophon fu schierata al largo di Rochefort, nel Golfo di Guascaglia, con il preciso compito di bloccare e sorvegliare le navi da guerra francesi nel porto. Fu lì che, il 28 giugno, lo raggiunse la notizia della disfatta di Napoleone a Waterloo, seguita da un avvertimento urgente proveniente da Bordeaux: l'imperatore deposto stava pianificando di fuggire in America partendo dalla costa atlantica. Affidandosi al proprio intuito, Maitland si convinse che Rochefort fosse la via di fuga più probabile. Prese comunque la precauzione di inviare due imbarcazioni più piccole a sorvegliare altri porti nevralgici, mantenendo la Bellerophon in posizione di blocco. Hotham copriva la baia di Quiberon, mentre una linea ininterrotta di fregate e corvette britanniche pattugliava il litorale, con l'ordine tassativo di intercettare Bonaparte e condurlo direttamente in Inghilterra. L'istinto del capitano si rivelò impeccabile quando, all'inizio di luglio, Napoleone giunse effettivamente a Rochefort. La posizione dell'imperatore sconfitto era disperata: rimanere in territorio francese significava l'arresto certo, con le truppe prussiane che avevano ricevuto l'ordine di catturarlo vivo o morto. Al contempo, la Bellerophon sbarrava inesorabilmente l'unica via di fuga via mare. Senza alternative valide, il 10 luglio Napoleone autorizzò l'apertura delle trattative. Maitland fu irremovibile nel negargli un salvacondotto per l'America, offrendo come unica opzione la resa e il trasporto in Inghilterra. Dopo quattro giorni di tesi negoziati, Napoleone fu costretto a cedere, arrendendosi formalmente il 15 luglio e salendo a bordo della Bellerophon insieme al suo seguito[2]. Dimostrando grande rispetto per la statura del suo illustre prigioniero, Maitland mise a disposizione dell'ex imperatore la propria cabina personale e fece rotta verso le coste inglesi. La nave gettò l'ancora a Torbay il 24 luglio, per poi spostarsi a Plymouth in attesa che il governo britannico decretasse il destino di Napoleone. Il 7 agosto, al largo di Berry Head, si consumò l'atto finale: Napoleone e il suo staff furono trasferiti a bordo della HMS Northumberland, la nave che lo avrebbe scortato nel suo definitivo esilio a Sant'Elena. Pienamente consapevole dell'enorme portata storica di quei giorni, Maitland redasse in seguito un resoconto meticoloso dei giorni trascorsi da Bonaparte sulla sua nave, un prezioso documento che diede poi alle stampe nel 1826[3].

Incarichi successivi tra Sud America e India

Nell'ottobre del 1818, Maitland assunse il comando del vascello a 74 cannoni HMS Vengeur, con cui salpò l'anno successivo per il Sud America. Nel 1820 trasportò Lord George Beresford da Rio de Janeiro a Lisbona, per poi fare ritorno nel Mediterraneo, dove scortò Ferdinando I, re delle Due Sicilie, da Napoli a Livorno. La difficile traversata di sette giorni si concluse felicemente il 20 dicembre e, in segno di profonda gratitudine, Ferdinando I insignì Maitland del titolo di Cavaliere Commendatore dell'Ordine di San Ferdinando e del Merito, donandogli anche un proprio ritratto custodito in un cofanetto d'oro. Tornato in Inghilterra, gli fu affidata la HMS Genoa, nave di guardia a Portsmouth, a bordo della quale prestò servizio fino all'agosto 1823. Tra il 1827 e il 1830 comandò la HMS Wellesley nel Mediterraneo, vedendo la propria carriera culminare con le nomine a Contrammiraglio e con l'elevazione a Cavaliere Commendatore dell'Ordine del Bagno nel novembre 1830[4][5][6]. Dopo un periodo come ammiraglio sovrintendente dei cantieri navali di Portsmouth, nel luglio 1837 ricevette il prestigioso incarico di comandante in capo della stazione navale delle Indie Orientali e della Cina. In questa veste, nel febbraio 1839 collaborò con l'esercito durante l'avanzata da Bombay verso l'Afghanistan, distinguendosi nella cattura della città e del forte di Karachi e supervisionando lo sbarco di truppe e rifornimenti. Quando giunse notizia di gravi disordini a Bushehr, in Persia, si precipitò sul posto sbarcando i Royal Marines per evacuare in sicurezza il residente britannico e il suo personale. La decisione di ritirarsi pacificamente senza infliggere punizioni ai rivoltosi gli costò tuttavia le aspre critiche della stampa anglo-indiana, che giudicò la sua indulgenza del tutto inopportuna.

Morte

Maitland morì il 30 novembre 1839 mentre era in mare a bordo della Wellesley, al largo di Mumbai, dove venne sepolto[1]. In seguito fu eretto un monumento in sua memoria nella cattedrale di San Tommaso.

Vita privata

Nell'aprile del 1804, Maitland si unì in matrimonio con Catherine, secondogenita di Daniel Connor di Ballybricken, esponente della piccola nobiltà terriera della contea di Limerick, in Irlanda. La loro unione fu duratura ma segnata dal dolore privato: la coppia ebbe infatti un unico figlio, che purtroppo non sopravvisse all'infanzia[1]. Lady Maitland accompagnò il marito durante le tappe più prestigiose della sua carriera, restandogli accanto fino alla morte di lui e sopravvivendogli per molti anni. Si spense infine nel 1865 a Lindores, nella contea di Fife, non lontano dalla residenza dove la famiglia di Maitland aveva le proprie radici.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 Laughton & Morriss, 2004
  2. ↑ Cordingly, 2004, p. 254.
  3. ↑ The Surrender of Napoleon at Project Gutenberg
  4. ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 18709, 23 luglio 1830, p. 1540.
  5. ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 19456, 10 gennaio 1837, p. 70.
  6. ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 17061, 16 settembre 1815, p. 1877.

Bibliografia