Fritz Witt
| Fritz Witt | |
|---|---|
![]() | |
| Nascita | Hohenlimburg, 27 maggio 1908 |
| Morte | Venoix, 14 giugno 1944 |
| Cause della morte | ucciso in azione da un bombardamento navale |
| Luogo di sepoltura | Cimitero militare tedesco di Champigny-St. André, Champigny-la-Futelaye |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Unità | 2. SS-Panzer-Division "Das Reich" 1. SS-Panzer-Division Leibstandarte SS Adolf Hitler 12. SS-Panzer-Division "Hitlerjugend" |
| Anni di servizio | 1933 - 1944 |
| Grado | SS-Brigadeführer |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Campagna di Polonia Invasione tedesca dei Paesi Bassi Campagna di Francia Operazione Marita Campagna di Russia Battaglia di Normandia |
| Battaglie | Terza battaglia di Char'kov |
| Comandante di | 12. SS-Panzer-Division "Hitlerjugend" |
| Decorazioni | Croce di Cavaliere della Croce di Ferro con Fronde di Quercia |
| "fonti nel corpo del testo" | |
| voci di militari presenti su Wikipedia | |
Fritz Witt (Hohenlimburg, 27 maggio 1908 – Venoix, 14 giugno 1944) è stato un generale tedesco delle Waffen-SS durante la seconda guerra mondiale.
Biografia
Il padre, un venditore, spinse il giovane Fritz a seguire la carriera paterna, tanto che tra il 1925 e il 1931 lavorò come rappresentante di una ditta tessile. Entrò nel Partito nazista e nelle SS il 1º dicembre 1931.[1][2][3] Il 17 marzo 1933 venne reclutato, insieme ad altri 117 uomini, nello SS Stabswache Berlin,[3] il primo nucleo della futura "Leibstandarte", la guardia del corpo di Hitler.[4] Il 9 maggio 1934 ricevette la prima promozione al grado di SS-Obersturmführer.[2] Poco dopo assunse il comando della 3ª Compagnia del Reggimento "Deutschland" della divisione "Das Reich". In questo ruolo partecipò alla Campagna di Polonia,[2][4] venendo decorato nel settembre dello stesso anno con la Croce di Ferro di seconda (19 settembre) e di prima classe (26 settembre).[5]
Il 1º ottobre 1939 ottenne il comando del 1° Battaglione del Reggimento "Deutschland",[3] venendo decorato il 4 settembre 1940 per le sue azioni durante l'invasione della Francia. Fu Paul Hausser a raccomandare Witt per l'onorificenza, commentando:
Il 16 ottobre 1940 Witt fece ritorno alla "Leibstandarte", ottenendo il comando del 3° Battaglione e, successivamente, del 1° Battaglione.[4] Nella successiva invasione della Grecia, l'unità di Witt fu impiegata in prima linea. La mattina del 10 aprile 1941, il 1° Battaglione, supportato dall'artiglieria da 88 mm, superò la resistenza delle truppe britanniche, australiane e neozelandesi sul passo di Klidi, aprendo la strada verso l'interno del paese.[7] Nei successivi tre giorni i contrattacchi britannici inflissero al reparto tedesco 37 morti (tra i quali il fratello minore di Witt, Franz)[2] e 95 feriti.[7] Il battaglione catturò circa 520 prigionieri; 14 soldati vennero decorati con la Croce di Ferro di prima classe, e l'SS-Obersturmführer Gerhard Pleiß, comandante della 1ª Compagnia, venne insignito della Croce di Cavaliere per aver conquistato la Collina 997.[8]
Al termine delle operazioni in Jugoslavia e Grecia, Witt e la "Leibstandarte" vennero trasferiti sul fronte orientale.[4] Witt, promosso SS-Obersturmbannführer e comandante del 1° Reggimento di fanteria SS, ricevette le Foglie di Quercia della Croce di Cavaliere per le azioni a Rostov, nella terza battaglia di Char'kov e a Merefa.[2][4][9][10]
Witt venne promosso SS-Oberführer il 1º luglio 1943, ottenendo il comando della neonata 12. SS-Panzer-Division "Hitlerjugend".[2][3][4] Il 20 aprile 1944 ricevette l'ultima promozione a SS-Brigadeführer.[2][4] La mattina del 14 giugno 1944, durante le prime fasi dell'invasione della Normandia, mentre si trovava nel quartier generale divisionale a Venoix, Witt rimase ucciso a trentasei anni a causa di una scheggia di granata durante un cannoneggiamento navale alleato.[2][4][11]
Onorificenze
Onorificenze tedesche
Onorificenze straniere
Note
- ↑ Cook, Bender, p. 42.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 Witt, Fritz (Waffen SS) - TracesOfWar.com, su www.tracesofwar.com. URL consultato il 20 maggio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 Fritz Witt, su www.dws-xip.com. URL consultato il 20 maggio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 Lexikon der Wehrmacht, su www.lexikon-der-wehrmacht.de. URL consultato il 20 maggio 2026.
- 1 2 3 Thomas, p. 450.
- ↑ Stockert, p. 210.
- 1 2 Cook, Bender, p. 48.
- ↑ Scherzer, p. 597.
- ↑ Stockert, p. 211.
- ↑ Thomas, p. 450.
- ↑ Margolian, p. 74.
- ↑ Patzwall, Scherzer, p. 518.
- ↑ Scherzer, p. 791.
Bibliografia
- (EN) Ruth Bettina Birn, Spät, aber gründlich. Die Ermittlungen gegen Kriegsverbrecher in Kanada, in Norbert Frei (a cura di), Transnationale Vergangenheitspolitik. Der Umgang mit deutschen Kriegsverbrechern in Europa nach dem Zweiten Weltkrieg, Gottinga, Wallstein, 2006, ISBN 978-3-89244-940-9.
- (EN) Stan Cook e Roger James Bender, Leibstandarte SS Adolf Hitler: Uniforms, Organization, & History, San Jose, James Bender Publishing, 1994, ISBN 978-0-912138-55-8.
- (PL) Szymon Datner, Zbrodnie Wehrmachtu na jeńcach wojennych armii regularnych w II wojnie światowej, Varsavia, Wydawnictwo Ministerstwa obrony narodowej, 1961, OCLC 491616631.
- (EN) Howard Margolian, Conduct Unbecoming: The Story of the Murder of Canadian Prisoners of War in Normandy, Toronto, University of Toronto Press, 2000 [1998], ISBN 978-0802083609.
- (DE) Klaus D. Patzwall e Veit Scherzer, Das Deutsche Kreuz 1941 – 1945 Geschichte und Inhaber Band II, Norderstedt, Verlag Klaus D. Patzwall, 2001, ISBN 978-3-931533-45-8.
- (DE) Veit Scherzer, Die Ritterkreuzträger 1939–1945, Jena, Scherzers Militaer-Verlag, 2007, ISBN 978-3-938845-17-2.
- George H. Stein, The Waffen SS: Hitler's Elite Guard at War, 1939–1945, Ithaca, Cornell University Press, 1984, ISBN 978-0-8014-9275-4.
- (DE) Peter Stockert, Die Eichenlaubträger 1939–1945 Band 2, 4ª, Bad Friedrichshall, Friedrichshaller Rundblick, 2012 [1997], ISBN 978-3-9802222-9-7.
- (DE) Franz Thomas, Die Eichenlaubträger 1939–1945 Band 2: L–Z, Osnabrück, Biblio-Verlag, 1998, ISBN 978-3-7648-2300-9.
- Barbara Stollberg-Rilinger (a cura di), Westfälische Forschungen, Band 53, Münster, Aschendorff, 2003, ISBN 978-3-402-09232-3.
- (DE) Jens Westemeier, Himmlers Krieger: Joachim Peiper und die Waffen-SS in Krieg und Nachkriegszeit, Paderborn, Ferdinand Schöningh, 2013, ISBN 978-3-506-77241-1.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Fritz Witt
Collegamenti esterni
- (EN) Fritz Witt, in Find a Grave.
- (EN) Witt, Fritz., su ww2gravestone.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 316739895 · GND (DE) 1072505495 |
|---|
