Frrok Gjonmarkaj Dodë
| Frrok Gjomarkaj Dodë | |
|---|---|
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| Nascita | Orosh, 1898 |
| Morte | Ripitisti, 15 novembre 1940 |
| Cause della morte | Morto in combattimento colpito dall'esplosione di una granata[1] |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Anni di servizio | 19??-19?? 1940 |
| Grado | Centurione |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
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| Frrok Gjomarkaj Dodë | |
|---|---|
| Principe della Mirdizia | |
| In carica | 19??-1940 |
| Predecessore | ??? |
| Successore | ??? |
Frrok Gjonmarkaj Dodë, conosciuto anche come Gionmarkaj Frrok di Doda, Frrok Gjon Markaj o Rrok Doda,[1][2][3] principe della Mirdizia,[1] (Orosh, 1898 – Ripitisti, 15 novembre 1940) è stato un militare e nobile albanese naturalizzato italiano, decorato con la medaglia d'oro al valor militare alla memoria nel corso della seconda guerra mondiale.
Biografia
Discendente di una nobile famiglia mirdita, si arruolò giovanissimo nel Regio Esercito Albanese, venendone però espulso in poco tempo per l’atteggiamento ostile assunto verso Re Zog. Ritiratosi nelle sue terre presso Scutari, si dedicò all’agricoltura, divenendo persona molto influente nella sua comunità. Dopo l’occupazione italiana dell’Albania, fu tra i primi ad offrire la propria collaborazione all’Italia. Accolta la sua domanda di arruolamento nel maggio 1940, venne iscritto col grado di centurione nei quadri della 4ª legione della Milizia Forestale Albanese ed assegnato al comando della 5ª centuria della coorte di Scutari. Compiuto a luglio un ciclo di addestramento con la 13ª legione d’assalto della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, passava quindi come quale comandante di compagnia alla 11ª legione ed infine, nel settembre 1940, alla vigilia delle ostilità con la Grecia, chiedeva ed otteneva di essere trasferito alla 1ª legione d’assalto mobilitata.[3]
Il 15 novembre 1940, nel sud dell'Albania presso Ripitisti Gjonmarkaj, comandante della seconda compagnia della legione, ordinò un attacco contro le linee greche. Essendo mancato però a causa delle condizioni meteo impervie l'appoggio dell'aeronautica e dell'artiglieria, l'assalto italiano venne stroncato sul nascere, permettendo ai greci di contrattaccare. I soldati italiani batterono in ritirata per evitare l'accerchiamento, contando 15 morti, 40 feriti e 5 dispersi. Tra i caduti vi fu lo stesso Gjonmarkaj, rimasto ucciso dopo uno scambio di bombe a mano, insulti ed affermazioni della propria fede fascista, con un fuoriuscito albanese che militava nelle file greche.[1]
Onorificenze
— Roma, 2 maggio 1941.[2]
Note
- 1 2 3 4 Crociani, p. 246.
- 1 2 Stefani, p. 5,
- 1 2 Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, p. 455.
- ↑ Medaglia d'oro al valor militare Frrok, Gjon Markaj, su quirinale.it, Presidenza della Repubblica Italiana. URL consultato l'8 novembre 2025.
Bibliografia
- Pietro Crociani, Gli Albanesi nelle Forze Armate Italiane (1939-1943), Stato maggiore dell'Esercito italiano, 2002.
- Gruppo Medaglie d'Oro al Valore Militare, Le medaglie d'oro al valor militare volume primo (1929-1941), Roma, Tipografia regionale, 1965.
- Stefani, Ricompense al Valor Militare ad eroici combattenti sul fronte albanese e nell'Impero (PDF), in L'Avvenire d'Italia, 3 maggio 1941.
