Fursuit

Numerosi furry con una fursuit al Further Confusion del 2007

La fursuit è un tipo di costume da animale antropomorfo, generalmente portato da membri del furry fandom.

Descrizione

Le fursuit sono abiti da animali antropomorfi, spesso di cani e felini e in alcuni casi di creature ibride,[1] molto buffi e dai colori vivaci; alcune fursuit hanno anche dei connotati sexy e provocanti.[2] Oltre a quelle che rivestono il corpo intero e pressoché identiche alle fursona, ovvero dei personaggi antropomorfi inventati da chi le indossa,[3] ve ne sono altre meno complesse, composte solamente da alcune parti animalesche, come, ad esempio, la testa, le zampe e/o la coda. Le fursuit sono comunemente realizzate in pelliccia ecologica[1] imbottita o, in altri casi, spandex o latex.[4]

Le fursuit sono molto costose da realizzare: il loro prezzo può infatti essere pari a migliaia di dollari statunitensi.[5]

Molte fursuit odierne possono essere lavate in lavatrice;[1] il lavaggio di un costume del genere può essere costoso dati tutti i materiali utilizzati.[6]

Storia

Esempio di fursuit

La storia delle fursuit si intreccia con quella del furry fandom. Uno dei primissimi esempi di fursuit conosciuti è un costume di un personaggio inventato alla fine degli anni 1980 da un uomo di nome Robert Hill, che aveva lavorato come indossatore di mascot per la Disney.[5][7] Il costume in questione, quello di un personaggio inventato da Hill di nome "Hilda the Bamboid", venne da lui indossato alla ConFurence 0 del 1989, la prima furry convention di cui si ha memoria. Va infatti precisato che, all'epoca, i furry indossavano costumi generalmente meno elaborati rispetto a quelli odierni in quanto si limitavano a portare orecchie e code animalesche finte.[5]

A partire dalla metà degli anni novanta, anche grazie alla nascita di Internet e la necessità dei furry di possedere dei costumi da animale migliori rispetto a quelli prodotti in serie, giudicati di scarsa qualità, gli appartenenti alla comunità dei furry appresero le tecniche per creare da sé dei costumi da animali.[5][8] Vennero anche pubblicate delle guide che spiegavano come realizzare da sé dei costumi di questo genere. Tra queste è considerata importante Critter Costuming, pubblicata da Adam Riggs nel 2004.[5] Verso la metà degli anni 2000, l'accresciuto numero di commissioni di costumi animaleschi portò alla nascita di un vero e proprio giro di affari delle fursuit.[5]

Note

  1. 1 2 3 (EN) It's not about sex, it's about identity: why furries are unique among fan cultures, su theguardian.com. URL consultato il 15 settembre 2025.
  2. ↑ (EN) Jessica Ruth Austin, Fan Identities in the Furry Fandom, Bloomsbury Publishing USA, 2021, p. 93.
  3. ↑ (EN) W. Keith Campbell, Carolyn Crist, The New Science of Narcissism: Understanding One of the Greatest Psychological Challenges of Our Time—and What You Can Do About It, Sounds True, 2020, p. 180.
  4. ↑ (EN) Scaleworx Creations, su scaleworx.org. URL consultato il 15 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2018).
  5. 1 2 3 4 5 6 (EN) Who Makes Those Intricate, Expensive Furry Suits?, su vice.com. URL consultato il 15 settembre 2025.
  6. ↑ (EN) Fluff Piece, su archive.today. URL consultato il 15 settembre 2025.
  7. ↑ (EN) Hilda The Bambioid Photoshoot 1988, su confurence.com. URL consultato il 15 settembre 2025.
  8. ↑ (EN) The Fursuit of Happiness, su terrain.org. URL consultato il 15 settembre 2025.

Bibliografia

  • (EN) Adam Riggs, Critter Costuming: Making Mascots and Fabricating Fursuits, Ibexa Press, 2004.
  • (EN) Joe Strike, Furry Nation: The True Story of America's Most Misunderstood Subculture, Cleis Press, 2017.

Voci correlate

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