Fusobacteriales

Fusobacteriales
Fusobacterium novum
Classificazione scientifica
DominioBacteria
RegnoFusobacteriati Battistuzzi and Hedges 2024
PhylumFusobacteriota Garrity and Holt 2021
ClasseFusobacteriia Staley & Whitman 2012
OrdineFusobacteriales Staley & Whitman 2012
Serie tipo
Fusobacterium
Knorr, 1922
Famiglie
  • Fusobacteriaceae
  • Haliovirgaceae
  • Leptotrichiaceae

Fusobacteriales Staley & Whitman 2012 è un ordine di batteri, l'unico della classe Fusobacteriia, del phylum Fusobacteriota e del regno Fusobacteriati.[1]

Caratteristiche e metabolismo

I Fusobatteri sono anaerobi obbligati, non sporigeni e Gram-negativi. Sono spesso batteri a forma di bastoncino.[2] Esistono anche forme fusiformi o pleomorfe.[3] Il loro metabolismo si basa sulla fermentazione. Producono una varietà di diversi acidi organici come prodotti finali.[2] Spesso viene prodotto acido butirrico.[3] La specie Propionigenium modestum utilizza ioni sodio (Na+) invece di protoni di idrogeno (H+) per generare ATP con l'aiuto di un'ATPasi. Gli ioni sodio vengono pompati fuori attraverso la membrana. Il batterio ottiene l'energia necessaria per questo processo scindendo il succinato in propionato e anidride carbonica (CO2). Il gradiente protonico risultante (c'è più Na+ fuori dalla cellula che dentro) viene quindi utilizzato dalla sodio ATPasi per produrre ATP.[3]

Patogeni

Nel phylum Fusobacteriota si trovano specie patogene. Ad esempio, alcune specie di Fusobacterium sono coinvolte nella parodontite. Tuttavia, i rappresentanti del genere Fusobacterium fanno anche parte della normale flora batterica umana e non sono quindi necessariamente (obbligatoriamente) patogeni. Ad esempio, si trovano nella cavità orale e nell'intestino di persone sane.[4][5] Lo Streptobacillus moniliformis causa la febbre da morso di ratto.[3]

Alcune specie del genere Fusobacterium, in particolare quelle precedentemente classificate nel genere Sphaerophorus, possono formare sferoplasti. In tal modo, perdono la loro parete cellulare. Di conseguenza, gli antibiotici che agiscono sulla parete cellulare sono generalmente meno efficaci contro questi batteri. Il Fusobacterium varium è una di queste specie.[4]

Le specie di Fusobacterium (incluso il Fusobacterium nucleatum) sono anche associate alla formazione di tumori nell'uomo. Diversi studi hanno dimostrato una notevole prevalenza di questi batteri nei tumori.[6][7]

Tassonomia

Fin dalle prime scoperte di membri degli attuali Fusobacteriota alla fine del XIX secolo, a questi organismi sono stati attribuiti vari nomi, e la diversità dei nomi delle specie ha portato a una certa confusione, in particolare all'interno dei generi Fusobacterium e Leptotrichia. I cambiamenti nella nomenclatura sono stati in parte dovuti ai tentativi di distinguere tra specie classificate come patogene, commensali o entrambe. È noto da tempo che i Fusobacteriota sono coinvolti in una vasta gamma di infezioni umane che portano a necrosi tissutale e setticemia; più recentemente, è stata segnalata in particolare la loro importanza nelle infezioni intra-amniotiche (infezioni del liquido amniotico), nelle contrazioni pretermine e nelle ulcere tropicali.[8] A causa della loro natura asaccarolitica[9] e del loro rilevamento generalmente infrequente nei test biochimici di routine, l'identificazione dei Fusobacteria in laboratorio è stata a lungo una sfida. Solo attraverso l'applicazione di nuove tecniche di biologia molecolare in tassonomia sono stati sviluppati metodi di identificazione avanzati, che hanno portato all'identificazione di diverse nuove specie, tra cui Fusobacterium necrophorum e F. nucleatum. Tra le specie recentemente descritte, diverse provengono dalla cavità orale, così come Fusobacterium ulcerans, descritto per la prima volta nel 1988 e associato alle ulcere tropicali. Inoltre, è stato possibile suddividere in sottospecie le importanti specie F. necrophorum e F. nucleatum. Questi nuovi metodi di ricerca hanno quindi portato a una migliore comprensione della tassonomia. È probabile che la tassonomia dei Fusobacteriota continui a evolversi in futuro.[8]

Filogenesi

Basato sul 16S rRNA LTP_10_2024[10][11][12] Basato su 120 proteine marker GTDB 10-RS226[13][14][15]
 
 
Haliovirgaceae

Haliovirga Miyazaki et al. 2023

 
 
 
Leptotrichiaceae
 
 

Sebaldella Collins and Shah 1986

 
 
 

Pseudoleptotrichia Eisenberg et al. 2020

 
 

Leptotrichia Trevisan 1879

 
 
 
 
 
 

Caviibacter Eisenberg et al. 2016

 
 
 

Oceanivirga Eisenberg et al. 2016

 
 

Sneathia Collins et al. 2002

 
 
 
 
 

Pseudostreptobacillus Eisenberg et al. 2020

 
 

Streptobacillus Levaditi, Nicolau & Poincloux 1925

 
 
 
 
Fusobacteriaceae
 

Hypnocyclicus Roalkvam et al. 2015

 
 
 
 

Psychrilyobacter Zhao et al. 2009

 
 
 

Propionigenium maris

 
 

Ilyobacter Stieb and Schink 1985
(incl. Propionigenium Schink & Pfennig 1983)

 
 
 
 
 

Cetobacterium Foster et al. 1996

 
 

Fusobacterium Knorr 1922

 
 
 
 
 
 
 
 
Haliovirgaceae

Haliovirga

 
 
 
Leptotrichiaceae
 

Sebaldella

 
 
 
 
 

Caviibacter

 
 
 

Oceanivirga

 
 

Sneathia

 
 
 
 
 

Pseudostreptobacillus

 
 

Streptobacillus

 
 
 
 
 

Pseudoleptotrichia

 
 

Leptotrichia

 
 
 
 
Fusobacteriaceae
 

Hypnocyclicus

 
 
 

Psychrilyobacter

 
 
 
 

Propionigenium

 
 

Ilyobacter

 
 
 
 

Fusobacterium perfoetens

 
 
 

Cetobacterium

 
 

Fusobacterium

 
 
 
 
 
 
 
 

Note

  1. ↑ (EN) Order: Fusobacteriales, su lpsn.dsmz.de. URL consultato l'8 giugno 2026.
  2. 1 2 Bergey's manual of systematic bacteriology. Vol. 4: The bacteroidetes, spirochaetes, tenericutes (mollicutes), acidobacteria, fibrobacteres, fusobacteria, dictyoglomi, gemmatimonadetes, lentisphaerae, verrucomicrobia, chlamydiae, and planctomycetes / Noel R. Krieg ... eds, 2. ed, Springer, 2011, ISBN 978-0-387-68572-4.
  3. 1 2 3 4 Allgemeine Mikrobiologie, 10. unveränderte Auflage, Thieme, 2017, ISBN 978-3-13-241885-1.
  4. 1 2 Barbara Welter-Böller, Maximilian Welter e Hedi Janssen, Faszientherapie beim Hund, Georg Thieme Verlag, 2018, ISBN 978-3-13-144861-3.
  5. ↑ Blaut: Intestinales Mikrobiom. In: Diabetologe. 12, 2016, S. 386–393.
  6. ↑ (EN) Ilana Livyatan e Ravid Straussman, A spatial perspective on bacteria in tumours, in Nature, vol. 611, n. 7937, 24 novembre 2022, pp. 674–675, DOI:10.1038/d41586-022-03669-6. URL consultato l'8 giugno 2026.
  7. ↑ (EN) Jorge Luis Galeano Niño, Hanrui Wu e Kaitlyn D. LaCourse, Effect of the intratumoral microbiota on spatial and cellular heterogeneity in cancer, in Nature, vol. 611, n. 7937, 24 novembre 2022, pp. 810–817, DOI:10.1038/s41586-022-05435-0. URL consultato l'8 giugno 2026.
  8. 1 2 K. W. Bennett e A. Eley, Fusobacteria: New taxonomy and related diseases, in Journal of Medical Microbiology, vol. 39, n. 4, 1993, pp. 246–254, DOI:10.1099/00222615-39-4-246. URL consultato l'8 giugno 2026.
  9. ↑ Il termine "asaccarolitico" descrive microrganismi (come alcuni batteri) che non sono in grado di scomporre i carboidrati (zuccheri) per ricavare energia e si affidano ad altre fonti, come amminoacidi o lipidi. Si trovano tipicamente in ambienti anaerobici e talvolta sono considerati patogeni, ovvero associati a infezioni, in particolare nel cavo orale.
  10. ↑ The LTP, su imedea.uib-csic.es. URL consultato il 10 dicembre 2024.
  11. ↑ LTP_all tree in newick format, su imedea.uib-csic.es. URL consultato il 10 dicembre 2024.
  12. ↑ LTP_10_2024 Release Notes (PDF), su imedea.uib-csic.es. URL consultato il 10 dicembre 2024.
  13. ↑ GTDB release 10-RS226, su Genome Taxonomy Database. URL consultato il 1º maggio 2025.
  14. ↑ bac120_r226.sp_label, su Genome Taxonomy Database. URL consultato il 1º maggio 2025.
  15. ↑ Taxon History, su Genome Taxonomy Database. URL consultato il 1º maggio 2025.