G-Cans

Veduta di G-Cans
Serbatoio dell'acqua di controllo della pressione

G-Cans (nome ufficiale in giapponese: 首都圏外郭放水路?, shutoken gaikaku hōsuiro; nome ufficiale in inglese: Metropolitan Area Outer Underground Discharge Channel; lett. "canale di drenaggio sotterraneo esterno dell'area metropolitana") è un insieme di infrastrutture idriche sotterranee situate a Kasukabe, città giapponese della prefettura di Saitama. È la più grande struttura sotterranea di controllo delle inondazioni esistente al mondo ed è stata costruita per mitigare lo straripamento dei principali corsi d'acqua e fiumi della città durante le stagioni delle piogge e dei tifoni.[1] Si trova tra Showa, a Tokyo, e Kasukabe, nella prefettura di Saitama, alla periferia della città, nella Grande Area di Tokyo.

I lavori sul progetto sono iniziati nel 1992 e sono stati completati all'inizio del 2006.[2][3] Si compone di cinque silos di contenimento in calcestruzzo, con altezza di 65 m e diametro di 32 m, collegati da 6,4 km di gallerie, situati a 50 m sotto la superficie, un grande serbatoio d'acqua con un'altezza di 25,4 m, una lunghezza di 177 m e una larghezza di 78 m, e 59 enormi pilastri, collegato a 78 pompe da 10 megawatt, che possono scaricare fino a 200 tonnellate di acqua al secondo nel fiume Edo.[4][3]

Sala di controllo centrale

Il sistema è anche un'attrazione turistica e può essere visitato per 3.000 yen, ma i tour sono condotti solo in giapponese.[5]

Note

  1. ↑ Jon Sheer, Metropolitan Area Outer Underground Discharge Channel, su afar.com. URL consultato il 10 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 14 settembre 2018).
  2. ↑ Alex Zolbert, How giant tunnels protect Tokyo from flood threat, su cnn.com, 1º novembre 2012. URL consultato l'8 aprile 2026.
  3. 1 2 Kaushik Patowary, G-Cans: Tokyo’s Massive Underground Storm Drain, su amusingplanet.com, 21 marzo 2013. URL consultato l'8 aprile 2026.
  4. ↑ water-technology.net, http://www.water-technology.net/projects/g-cans-project-tokyo-japan/. URL consultato il 10 gennaio 2015.
  5. ↑ ktr.mlit.go.jp, http://www.ktr.mlit.go.jp/edogawa/gaikaku/english/index.html.

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