Gabriele Gravina
| Gabriele Gravina | |
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| Presidente della FIGC | |
| Durata mandato | 22 ottobre 2018 – 22 giugno 2026 |
| Predecessore | Roberto Fabbricini (commissario) |
| Successore | Giovanni Malagò |
| Dati generali | |
| Titolo di studio | Laurea in giurisprudenza |
| Professione | Imprenditore |
Gabriele Gravina (Castellaneta, 5 ottobre 1953) è un dirigente sportivo e banchiere italiano, dal 2018 al 2026 presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
Biografia
Originario di Castellaneta, risiede a Sulmona.[1] È laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II[2]. Dal 14 dicembre 2018 è cittadino onorario di Castel di Sangro.[3]
Carriera
Inizia a occuparsi di calcio negli anni ottanta avviando attività imprenditoriali e dirigenziali nel settore[2]. Dal 1984 al 2000, insieme all'imprenditore Pietro Rezza, zio di sua moglie, è stato proprietario della società calcistica del Castel di Sangro, ricoprendone la carica di presidente dal 1992 al 1996 e dal 1998 al 2000. In quel periodo, il sodalizio sportivo dell'omonima cittadina abruzzese, di circa 5 500 abitanti, ottiene una notevole visibilità realizzando un vero e proprio «miracolo sportivo», con la conquista di 6 promozioni nell'arco di tredici anni, con cui compie una scalata dalla Seconda Categoria alle divisioni professionistiche, rimanendovi per sedici campionati, di cui due consecutivi in Serie B[4]; Castel di Sangro divenne così il più piccolo centro mai rappresentato da una squadra iscritta alla serie cadetta. Nello stesso periodo, Gravina è dapprima consigliere della Lega Professionisti Serie C, quindi consigliere federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio[1].
Dal 1997 al 1999 è membro del consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio della provincia dell'Aquila[1][2]. Dopo essere stato, per un biennio, membro della Commissione della UEFA per l'Assistenza Tecnica ed Amministrativa, negli anni duemila ricopre, in diversi periodi, la carica di capo delegazione della Nazionale Under-21, guidando gli azzurrini ai campionati europei del 2004, 2007 e 2009, oltre che ai giochi olimpici di Atene 2004 e Pechino 2008[1]. Dal 2006 è membro del consiglio di amministrazione della Banca di Credito Cooperativo di Roma e dal 2007 è socio della Fondazione della Cassa di Risparmio della provincia dell'Aquila. Dal 2008 è inoltre docente, presso l'Università degli Studi di Teramo, dei corsi di Management Sportivo e di Organizzazione e gestione degli eventi sportivi.[1][2]
Presidente della Lega Pro
Il 22 dicembre 2015 diventa presidente della Lega Italiana Calcio Professionistico, con 31 voti contro i 13 e i 7 riferiti, rispettivamente, agli sfidanti Raffaele Pagnozzi e Paolo Marcheschi[5], succedendo così nella carica a Mario Macalli[2][6]. Viene confermato nell'incarico il 15 novembre 2016, con 55 preferenze, mentre l'avversario Alessandro Barilli ne riceve 3.[7]
Presidente della FIGC
Dimessosi dalla carica di presidente della Lega Pro il 16 ottobre 2018[8], viene eletto presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio il 22 ottobre successivo, con il 97,2% dei voti, dopo che per poco più di 8 mesi la Federazione era stata guidata dal commissario straordinario Roberto Fabbricini, subentrato al presidente Carlo Tavecchio, dimessosi dopo la mancata qualificazione della nazionale italiana di calcio al mondiale del 2018.[9][10]
In vista delle elezioni del 22 febbraio 2021, si ricandida alla presidenza della FIGC contro il suo vice Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti (che lo sostiene), con l'appoggio della maggior parte dei club professionistici, dell'Associazione Italiana Allenatori Calcio e dell'Associazione Italiana Calciatori,[11][12] venendo rieletto con il 73,45% dei voti.[13][14] Il 20 aprile dello stesso anno viene eletto nel comitato esecutivo della UEFA con 53 voti su 55, risultando il primo degli otto eletti.[15]
Durante la sua presidenza, l'11 luglio 2021, la nazionale italiana si laurea campione d'Europa vincendo gli Europei 2020.[16] Nello stesso anno partecipa, nel ruolo di sé stesso, al film per la televisione Crazy for Football - Matti per il calcio, per la regia di Volfango De Biasi. Il 24 marzo 2022 la nazionale fallisce, per la seconda volta consecutiva, la qualificazione al campionato del mondo nell'edizione in programma in Qatar per l'autunno seguente.[17]
Il 5 aprile 2023 viene nominato vice presidente della UEFA,[18][19][20] mentre due anni dopo viene nominato primo vice presidente di quest'ultima.[21]
Nel 2025 viene rieletto alla presidenza della FIGC con il 98,68% dei voti.[22] Il 2 aprile 2026, al termine di una riunione con le componenti federali, rassegna le dimissioni dalla carica di presidente della FIGC, a seguito della mancata qualificazione della nazionale italiana ai Mondiali 2026.[23][24][25]
Controversie
Periodo al Castel di Sangro e rappresentazione ne Il miracolo di Castel di Sangro
La prima affermazione di Gabriele Gravina nel calcio italiano avvenne come presidente del Castel di Sangro durante la celebre ascesa del club in Serie B negli anni Novanta, periodo poi raccontato da Joe McGinniss nel libro Il miracolo di Castel di Sangro. Il libro descriveva il club come una realtà calcistica provinciale caotica e opaca, dominata da potenti figure locali, tra cui il proprietario Pietro Rezza e lo stesso Gravina, che era sposato con la nipote di Rezza. McGinniss raffigurò Gravina come ambizioso, politicamente connesso, attento alla propria immagine e centrale nella gestione quotidiana del potere all’interno della società. Il libro e le successive discussioni attorno ad esso inclusero accuse o insinuazioni riguardanti la condotta personale di Gravina, il suo rapporto con la famiglia Rezza e una presunta dimissione simbolica dalla presidenza formale in seguito ad accuse di infedeltà, mentre Gravina avrebbe continuato a esercitare un’influenza di fatto sul club. Tra le numerose accuse ombrose legate alla sua gestione figurano anche quelle secondo cui Gravina avrebbe trattenuto premi dovuti ai giocatori del Castel di Sangro dopo la promozione in Serie B nel 1996, e avrebbe accettato tangenti personali in cambio di favori ad altri club, in particolare prendendo in prestito determinati calciatori. Il ruolo e il comportamento di Gravina al Castel di Sangro vengono regolarmente paragonati, nei resoconti del libro, a quelli di un ambiguo operatore di stampo mafioso.[20][26]
Caso Gigi Prete e accuse sull’ambiente del club legate al traffico di cocaina
La stagione del Castel di Sangro fu segnata anche dal fermo del calciatore Gigi Prete nell’ambito di un’indagine su un’operazione internazionale di traffico di cocaina. Prete fu poi assolto. Alcuni commenti sul libro e successive ricostruzioni hanno trattato l’episodio come parte del più ampio clima di disordine e sospetto attorno al club. I resoconti sulla stagione 1996/97 del Castel di Sangro in Serie B sostengono che Gravina fosse a conoscenza dell’arresto di Vanessa Diaz, moglie cilena di Gigi Prete, per il suo coinvolgimento in un vasto schema volto a importare cocaina dal Sud America in Europa, circostanza che Gravina avrebbe poi coperto. Furono inoltre avanzate accuse più ampie secondo cui Gravina sarebbe stato direttamente o indirettamente complice dell’operazione per profitto personale, accuse che tuttavia non sono state concretamente provate.[26]
L’ingaggio pubblicitario di Robert Ponnick
Uno degli episodi più strani della presidenza Gravina al Castel di Sangro fu il caso Robert “Raku” Ponnick, una trovata pubblicitaria organizzata nel periodo dell’inaugurazione dello Stadio Teofilo Patini ristrutturato. Gravina annunciò che il club avrebbe ingaggiato Ponnick, presentato come un attaccante nigeriano proveniente dal Leicester City, e lo descrisse come un acquisto straniero sensazionale per una piccola società di Serie B. L’annuncio attirò l’attenzione della stampa, e il debutto di Ponnick fu organizzato in una partita-esibizione collegata al nuovo stadio. Secondo le ricostruzioni dell’episodio, tuttavia, Ponnick non era un vero acquisto proveniente dalla Premier League, ma un attore, mentre la squadra avversaria sarebbe stata composta da una compagnia teatrale. Durante la partita inscenata, Ponnick giocò in modo grottescamente scarso e, secondo i resoconti, arrivò anche a scontrarsi con un compagno di squadra, prima che l’episodio venisse rivelato come una gag teatrale progettata per attirare pubblicità. La trovata riuscì a generare attenzione, ma fu ampiamente considerata imbarazzante, contribuendo alla percezione del Castel di Sangro dell’era Gravina come una società teatrale, opportunista e disposta a manipolare uno spettacolo farsesco pur di ottenere visibilità.[20][26]
Costruzione dello Stadio Teofilo Patini e controversia sul terreno di gioco
Un’altra controversia del periodo Castel di Sangro riguardò il ritardo nella messa a norma dello Stadio Teofilo Patini per l’utilizzo in Serie B. Il resoconto di McGinniss e le recensioni del libro descrivono il progetto dello stadio come segnato da ritardi, sospetti e pressioni politiche, con accuse secondo cui il completamento dell’impianto sarebbe stato trascinato o ostacolato fino a quando l’imbarazzo pubblico e l’attenzione mediatica non costrinsero ad agire. Il libro criticò anche la gestione del nuovo terreno di gioco, sostenendo che il desiderio di presentare un prato verde, rigoglioso e visivamente attraente contribuì a creare problemi di drenaggio e accumulo d’acqua, generando condizioni pericolose per i calciatori nel periodo di apertura dello stadio.[20][26]
Posti aggiuntivi e controversia sulla biglietteria contro il Pescara
Il resoconto di McGinniss criticò anche la costruzione, a fine stagione, di circa 2.000 posti aggiuntivi per la decisiva partita casalinga del Castel di Sangro contro il Pescara, descrivendola come una mossa motivata dall’incasso. L’episodio fu ulteriormente controverso perché i biglietti sarebbero stati gestiti o distribuiti in modo tale da consentire l’ingresso allo stadio di un grande numero di tifosi del Pescara, compromettendo il vantaggio casalingo del Castel di Sangro in una delle partite più importanti della stagione.[20][26]
Presunta richiesta di DHEA
McGinniss sostenne inoltre che Gravina gli avesse chiesto aiuto per procurarsi DHEA dagli Stati Uniti, secondo il racconto in relazione alle prestazioni sessuali. Questa accusa appartiene al più ampio ritratto tracciato dal libro di un Gravina vanitoso, interessato a sé stesso e personalmente teatrale, più che a una formale contestazione disciplinare sportiva.[20]
Presunta combine Bari-Castel di Sangro
L’accusa più grave legata al periodo Castel di Sangro riguardò l’ultima partita del campionato di Serie B 1996/97 contro il Bari, vinta dal Bari per 3-1, risultato che garantì ai pugliesi la promozione. McGinniss scrisse di ritenere che i giocatori del Castel di Sangro avessero discusso della possibilità di perdere proprio con quel punteggio e che il risultato sembrasse essere stato concordato nell’ambito del “sistema” informale del calcio italiano. L’accusa riemerse pubblicamente nel 2018, quando ex giocatori del Castel di Sangro dichiararono in televisione che sarebbe stato pagato del denaro affinché la squadra perdesse, con una cifra indicata in 300 milioni di lire. Gravina negò l’accusa, la definì diffamatoria e sostenne che la vicenda fosse già stata affrontata in sede giudiziaria.[20]
Indagine sui diritti televisivi della Lega Pro e sui libri antichi
Nel 2024 Gravina fu formalmente iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma per presunta appropriazione indebita e autoriciclaggio, in relazione a fatti risalenti al suo periodo da presidente della Lega Pro. Secondo le notizie riportate dalla stampa, gli investigatori stavano esaminando una vicenda del 2018 legata ai diritti televisivi o allo sviluppo di un canale della Lega Pro, insieme a transazioni riguardanti la collezione di libri antichi di Gravina. I pubblici ministeri avrebbero esaminato l’ipotesi che pagamenti collegati a una gara della Lega Pro fossero stati schermati attraverso opzioni o operazioni relative ai libri antichi, e che il denaro fosse poi collegato a pagamenti di natura immobiliare. Gravina negò ogni illecito, si presentò volontariamente davanti ai magistrati e depositò documentazione bancaria a propria difesa.
Collegamento con il “dossieraggio”
L’indagine del 2024 fu inoltre collegata, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, al più ampio scandalo italiano del “dossieraggio”, riguardante presunti accessi non autorizzati a banche dati ufficiali. La posizione di Gravina fu quella di essere stato vittima di un’operazione illecita di dossieraggio, e non beneficiario di essa. La controversia assunse così un doppio livello: da un lato i magistrati esaminavano presunte irregolarità finanziarie, dall’altro la difesa di Gravina sottolineava l’origine ritenuta inquinata o impropria del fascicolo a suo carico.
Controversia sul patteggiamento della Juventus
Nel 2023 Gravina e la FIGC furono criticati per la gestione del caso Juventus relativo alla cosiddetta “manovra stipendi”, dopo che il club bianconero raggiunse un accordo di patteggiamento che comportò una multa senza ulteriori penalizzazioni in classifica. Gravina elogiò pubblicamente l’accordo come un risultato positivo per il calcio italiano, mentre i critici considerarono l’esito come un’eccessiva indulgenza nei confronti della Juventus e come prova di un protezionismo istituzionale della FIGC. Il presidente della Ternana Stefano Bandecchi attaccò pubblicamente l’esito della vicenda e il ruolo di Gravina, provocando minacce di azioni legali e disciplinari, prima che Bandecchi chiarisse successivamente le proprie dichiarazioni.
Critiche alla politica di palazzo della FIGC
La lunga permanenza di Gravina ai vertici della FIGC fu inoltre criticata come esempio della cultura di “palazzo” del calcio italiano. Le sue ripetute elezioni e rielezioni con margini molto ampi furono interpretate dai critici come prova del fatto che la federazione premiava la costruzione di coalizioni interne e la sopravvivenza istituzionale più della responsabilità sportiva. Questa critica è di natura politica più che penale, ma divenne centrale nell’immagine pubblica di Gravina come resistente uomo di potere federale.
Mancate qualificazioni dell’Italia ai Mondiali e critiche alla governance
La presidenza FIGC di Gravina incluse la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali del 2022 e del 2026. I critici sostennero che tali fallimenti dimostrassero come la sua leadership simboleggiasse una federazione incapace di modernizzare lo sviluppo dei calciatori, le infrastrutture, la programmazione sportiva e i meccanismi di responsabilità. Le ripetute mancate qualificazioni mondiali divennero la critica principale alla sua gestione, nonostante la vittoria dell’Italia al campionato d’Europa 2020.
EURO 2032 e critiche sulle infrastrutture
L’amministrazione Gravina affrontò anche critiche legate al degrado delle infrastrutture calcistiche italiane e ai rischi riguardanti il ruolo dell’Italia nell’organizzazione di EURO 2032. Gli avvertimenti della UEFA sulla prontezza degli stadi furono utilizzati dai critici come ulteriore prova del fatto che la governance del calcio italiano non fosse riuscita ad affrontare problemi strutturali di lungo periodo, tra cui stadi obsoleti, paralisi politica e debole modernizzazione.
Premi
- Golden Foot: 1
- Golden Foot Prestige: 2021
Onorificenze
— Roma, 16 luglio 2021. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[27]
Note
- 1 2 3 4 5 Università degli Studi di Teramo, Curriculum prof. Gabriele Gravina, su unite.it. URL consultato il 23 dicembre 2015.
- 1 2 3 4 5 Calcio, un abruzzese alla guida della Lega pro, in Il Centro, 22 dicembre 2015. URL consultato il 23 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2015).
- ↑ Commosso per la Cittadinanza Onoraria, Gravina a Castel Di Sangro, in report-age.com, 14 dicembre 2018. URL consultato il 14 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2018).
- ↑ Joe McGinnis, Il miracolo di Castel di Sangro, Milano, Kaos Edizioni, 2001.
- ↑ Lega Italiana Calcio Professionistico, GABRIELE GRAVINA ELETTO PRESIDENTE DELLA LEGA PRO, su lega-pro.com. URL consultato il 23 dicembre 2015.
- ↑ Fulvio Bianchi, La Lega Pro volta pagina: Gravina è il nuovo presidente, in la Repubblica, 22 dicembre 2015.
- ↑ Lega Italiana Calcio Professionistico, LEGA PRO – GRAVINA CONFERMATO PRESIDENTE CON 55 VOTI SU 59, su lega-pro.com. URL consultato il 20 ottobre 2018.
- ↑ Lega Pro, Gravina lascia: "Figc? Ho già idee in testa", su gazzetta.it, 16 ottobre 2018.
- ↑ Gabriele Gravina è il nuovo presidente della FIGC: eletto al primo scrutinio con il 97,20% dei voti, su figc.it, 22 ottobre 2018.
- ↑ Figc, Gravina nuovo presidente: eletto con il 97,20% dei voti, su gazzetta.it, 22 ottobre 2018.
- ↑ Valerio Piccioni, La Lega A spinge Gravina: la riconferma è più vicina, in La Gazzetta dello Sport, 19 dicembre 2020, p. 15.
- ↑ Elezioni Figc, anche i calciatori votano Gravina, su sport.sky.it. URL consultato il 23 dicembre 2020.
- ↑ Gabriele Gravina rieletto presidente con oltre il 73% dei voti: guiderà la FIGC fino al 2024, su figc.it, 22 febbraio 2021.
- ↑ Gabriele Gravina rieletto presidente della Figc, su sport.sky.it. URL consultato il 22 febbraio 2021.
- ↑ Un plebiscito per Gravina: il presidente Figc è stato eletto nel Comitato Esecutivo Uefa, su La Gazzetta dello Sport. URL consultato il 21 aprile 2021.
- ↑ Italia campione, Gravina: "Bellissimo tornare a Roma con la coppa", su sport.sky.it, 12 luglio 2021.
- ↑ Perchè l'Italia non gioca i Mondiali 2022 in Qatar? | Goal.com Italia, su www.goal.com, 15 ottobre 2022. URL consultato il 2 aprile 2026.
- ↑ Gravina nominato vicepresidente UEFA: "Segnale di fiducia importante, sia a livello personale che per la Federazione", su figc.it, 5 aprile 2023.
- ↑ Il presidente Figc Gravina nominato vicepresidente Uefa: al fianco di Ceferin fino al 2027, su Il Fatto Quotidiano, 5 aprile 2023. URL consultato il 30 giugno 2024.
- ↑ Ceferin rieletto a capo dell'Uefa. Gravina vice: "Segnale di fiducia importante", su La Gazzetta dello Sport, 5 aprile 2023. URL consultato il 30 giugno 2024.
- ↑ Gravina nominato primo vice presidente della UEFA: "Riconoscimento straordinario all’importante contributo offerto dal calcio italiano", su figc.it, 3 aprile 2025.
- ↑ Gravina rieletto alla presidenza della FIGC con il 98,7% dei voti: "Voglio continuare a unire e cambiare, il calcio fa bene all’Italia", su figc.it, 3 febbraio 2025.
- ↑ Gravina rassegna le dimissioni, il 22 giugno si vota per il nuovo presidente della FIGC, su figc.it, 2 aprile 2026.
- ↑ Gravina si è dimesso, il 22 giugno si vota il nuovo presidente Figc: è corsa alla successione. Abodi va a Palazzo Chigi, su ilfattoquotidiano.it.
- ↑ Gravina si è dimesso: "Scelta convinta e meditata". Si vota il 22 giugno., su gazzetta.it.
- 1 2 3 4 5 The Miracle of Castel di Sangro.
- ↑ Mattarella ha conferito onorificenze motu proprio ai giocatori e allo staff della Nazionale vincitrice del campionato europeo, su quirinale.it, 16 luglio 2021. URL consultato il 30 giugno 2024.
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Collegamenti esterni
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