Gaetano Galvani
Gaetano Galvani (Ospitale di Bondeno, 1868 – Roma, 1945) è stato uno scultore italiano.
Biografia
Di umili origini e orfano di padre, fu incoraggiato da Tullio Bottoni, presidente della locale Società Operaia, il quale convinse il Comune di Bondeno a mantenerlo agli studi. Il giovane frequentò dapprima la civica scuola d'arte Dosso Dossi di Ferrara, perfezionandosi poi presso l'Accademia di belle arti di Firenze, diplomandosi nel 1888.[1] Qui collaborò con lo studio dell'anziano scultore Enrico Pazzi, autore del celebre Monumento a Dante collocato in Piazza Santa Croce.
Dopo aver esposto alle collettive ferraresi di Palazzo dei Diamanti del 1885, 1888, 1889 e 1990, Galvani decise di trasferirsi a Roma, città in cui frequentò la Scuola libera del nudo e conquistò la stima di Giulio Monteverde. Pur ottenendo qualche riconoscimento nella capitale (vinse il concorso per un busto di Giovanni Battista de Rossi da collocare in Campidoglio e realizzò statue per il Cimitero del Verano), lavorò soprattutto per la provincia d'origine.
A Ferrara eseguì nel 1903 il busto marmoreo di Giuseppe Verdi per l'atrio del Teatro comunale; un analogo busto di Verdi, firmato, fu collocato nella scuola musicale Santa Cecilia a Roma. Nel territorio di Bondeno, a Scortichino realizzò il monumento ai Caduti della Grande Guerra, inaugurato nel 1924; a Ospitale le tombe Sani e Pinca; a Salvatonica la Tomba Tassi. Nel capoluogo si concentra la maggior parte delle sue opere: ritratti marmorei si rintracciano nell'Ospedale Borselli, nella casa di riposo Bottazzi e nel Consorzio Bonifica Burana. Nella Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria è il suo altare marmoreo della Vergine della Misericordia, commissionato nel 1921 dal conte Giovanni Grosoli. Sue opere in gesso (La Vergine e Studio e lavoro) sono conservate nella Casa società operaia, mentre nella pinacoteca civica il Contadinello a riposo. Negli anni trenta realizzò due ritratti marmorei per la Casa del Fascio di Ferrara, Romildo Squarzoni ed Ezio Varani.[2].
Numerose sculture funerarie, da lui inviate da Roma, sono collocate nel locale cimitero detto Certosa di Bondeno.
Esposizioni
- 1928 - Ferrara (Ritratto di Romagnosi, gesso).[1]
Note
Bibliografia
- Guerrino Ferraresi, Storia di Bondeno - Raccolta di documenti, vol IV, Bondeno, 1989.
- Lucio Scardino, Uno scultore protetto dalla Società Operaia: Gaetano Galvani, in Le opere e i giorni..., Liberty House, Ferrara, 1996.
- Antonio P. Torresi, Restaurata una scultura di Gaetano Galvani per il Comune di Bondeno, in "La Pianura", n. 3, 2000.
- Antonio P. Torresi, Scultori d'Accademia, Liberty House, Ferrara, 2000.
- Lucio Scardino, Antonio P. Torresi, La Certosa di Bondeno. Note storico-artistiche su un cimitero della provincia ferrarese, Liberty House, Ferrara, 2003.
- Alfonso Panzetta, Nuovo dizionario degli scultori italiani dell'Ottocento e del primo Novecento, Torino, Ad Arte, 2003, p. 424, ISBN 88-89082-00-3.
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