Galdregon's Domain
| Galdregon's Domain videogioco | |
|---|---|
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| Piattaforma | Amiga, Atari ST, Commodore 64, MS-DOS |
| Data di pubblicazione | 1989 |
| Genere | Videogioco di ruolo |
| Tema | Fantasy |
| Origine | Regno Unito |
| Sviluppo | Digital Light & Magic (conv. C64) |
| Pubblicazione | Pandora (Europa), Spotlight (America) |
| Design | Ray Edwards |
| Programmazione | David Neale (Amiga), Steve Briggs (ST, DOS), Ian Denny (C64) |
| Grafica | Robin Chapman e Martin Severn (Amiga, ST, DOS), Martin Godbeer (C64) |
| Musiche | Mike Brown (Amiga, ST, C64), Maniacs of Noise (C64[1]) |
| Modalità di gioco | Giocatore singolo |
| Periferiche di input | Mouse, tastiera, joystick (C64) |
| Supporto | Cassetta, dischetto |
| Requisiti di sistema | DOS: video CGA, EGA, VGA |
Galdregon's Domain, spesso scritto anche Galdregons Domain, è un videogioco di ruolo pubblicato nel 1989 per Amiga, Atari ST, Commodore 64 e MS-DOS dall'etichetta Pandora dell'Interceptor Software. In America fu pubblicato in licenza, con il titolo cambiato in Death Bringer, dall'etichetta Spotlight della Cinemaware. Ha per protagonista un barbaro in un'ambientazione fantasy medievale. La prospettiva è in prima persona e come genere venne a volte accostato a Dungeon Master[2][3].
Trama
Il diabolico mago Azazael è tornato in vita e minaccia di impadronirsi delle cinque gemme di Zator che gli darebbero il potere di schiavizzare il regno. Il protagonista è un mercenario barbaro appena incaricato dal re di andare alla ricerca delle gemme prima che se ne impadronisca Azazael[2]. Le gemme sono sparse per il regno e ciascuna è in mano a una creatura potente e ostile. È nota l'ubicazione solo di una delle gemme, ma è anche l'ultima che si dovrà recuperare. Il barbaro dovrà fare molta strada, trovare altri oggetti e ottenere informazioni utili alla sua ricerca[4]. Tra i principali luoghi da affrontare ci sono il labirinto di una Medusa, le caverne dei nani, la foresta degli elfi, il tempio di una setta religiosa guidata da una sacerdotessa diabolica e il covo di una confraternita di assassini[5]. Il manuale cita diversi nomi fittizi, ma non dà un nome al barbaro e non dice cosa sia Galdregon.
Modalità di gioco
Il giocatore controlla il barbaro, che non ha caratteristiche personalizzabili. Lo schermo principale è diviso in due parti: in alto la rappresentazione grafica 3D con vista in prima persona fissa del luogo attuale, in basso il sistema di controllo con icone, comandi e messaggi in inglese, attivato con il mouse (sul Commodore 64 c'è un puntatore mosso dal joystick) e alcuni tasti opzionali. Si può accedere separatamente alla schermata dell'inventario dell'equipaggiamento e, quando ci si trova all'esterno, alla schermata della mappa di tutto lo scenario. I movimenti del personaggio consistono in spostamenti avanti/indietro tra luoghi adiacenti e in rotazioni di 90° nella quattro direzioni cardinali.
Si parte dal cospetto del re e ci si avventura in interni ed esterni: stanze, corridoi e labirinti, all'esterno ampie brughiere e boschi, incontrando locande e numerose casupole[2]. I labirinti delle segrete possono essere contorti e richiedere al giocatore di disegnarsi una mappa per orientarsi[6].
Si incontrano spesso altri viandanti[2]. Con la maggior parte dei personaggi non giocanti si può parlare, ma salvo eccezioni ripetono due o tre frasi fisse a seconda del tipo di personaggio[5]. Certi incontri devono essere sfruttati, perché grazie a questi si ottengono informazioni utili e oggetti fondamentali in dono[6], ad esempio è bene fare visita agli antichi maghi che abitano il territorio[2].
Nel caso di incontri ostili, i combattimenti non sono mai obbligatori e si può sempre fuggire o, se ne è stato acquisito il potere, teletrasportarsi[6]. In genere il barbaro è molto più forte dei singoli avversari comuni, ma accumulare uccisioni non dà punti esperienza e non è un obiettivo[4]. Inoltre se si aggrediscono personaggi che non attaccano per primi, altri personaggi della zona diventeranno ostili[5].
In caso di combattimento, l'azione è semplice e con limitate possibilità[5][6]. Equipaggiata l'arma e attivata l'opzione di combattimento, lo svolgimento consiste semplicemente nel cliccare ripetutamente l'avversario da attaccare[2]. Allo stesso modo, se sono state ottenute pergamene di incantesimi, si possono selezionare dal menù e lanciare cliccando un destinatario[2]. Le armi utilizzate possono frequentemente rompersi[6] e in mancanza di meglio si può ricorrere ai pugni. Nuove armi si possono ottenere tra l'altro dai nemici abbattuti[5]. Non è frequente trovare anche armature e cure per ripristinare la barra della salute[5].
Le icone dell'interfaccia comprendono le frecce di movimento, la bussola, e cinque funzioni che mostrano i rispettivi dettagli in una finestra al centro del pannello: combattimento, stato del personaggio, comandi (come apri, chiudi, parla, compra, fuggi...), pozioni e pergamene. Quando si giunge a un luogo che contiene oggetti utilizzabili, si accende un indicatore nella finestra dello stato. Dalla schermata di inventario si possono aprire due menù grafici, per gli oggetti del personaggio e per quelli nel luogo; si possono prendere e lasciare oggetti spostandoli da un menù all'altro, metterli uno dentro l'altro (es. in una borsa), o utilizzarli.
Su Amiga e simili c'è la possibilità di salvataggio della partita, ma non su Commodore 64. Alle varie fasi del gioco si accede con caricamenti multipli e su C64, in caso di sconfitta, si può ricominciare dall'ultimo caricamento[5].
La confezione originale include un poster a tema[4].
Accoglienza
I giudizi della critica dell'epoca su Galdregon's Domain furono variabili, ma di solito positivi, con medie dei voti intorno al 70%, almeno su Amiga, Atari ST e Commodore 64[7][8].
K (70% su Amiga) lo definì una sorta di incrocio tra Dungeon Master e The Lords of Midnight, con molta esplorazione e avventura, ma interazione limitata, e sonoro scadente[2]. Guida Videogiochi diede un giudizio buono, criticando solo le troppo limitate possibilità di combattimento[6]. Zzap! (56% su C64) criticò l'interazione limitata e la poca varietà degli oggetti[5]. Alcune riviste citarono come alternativa preferibile il contemporaneo Bloodwych[5][3].
Note
- ↑ Accreditati nel manuale, ma secondo Lemon64 il cofondatore Jeroen Tel non l'ha confermato.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 K 5.
- 1 2 Computer+Videogiochi 9.
- 1 2 3 Amiga Magazine 13.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Zzap! 55.
- 1 2 3 4 5 6 Guida Videogiochi speciale.
- ↑ Riviste in Bibliografia ed elenchi di recensioni su MobyGames, Hall of Light, Lemon64.
- ↑ (EN) Galdregon's Domain (Atari ST), su uvlist.net.
Bibliografia
- (EN, IT) Galdregons Domain (manuale riedizione per Amiga), Players Software, 1991.
- (EN) Galdregons Domain (manuale per Amiga/ST), Pandora Software, 1988.
- Galdregons Domain (JPG), in Zzap!, anno 6, n. 55, Milano, Edizioni Hobby, aprile 1991, pp. 28-29, OCLC 955306919.
- Galdregons Domain (JPG), in K, n. 5, Milano, Glénat, aprile 1989, p. 41, ISSN 1122-1313.
- Galdregon's Domain (JPG), in Computer+Videogiochi, n. 9, Milano, Gruppo Editoriale Jackson, ottobre 1991, pp. 90, 91, OCLC 955714397.
- Galdregons Domain (JPG), in Amiga Magazine, anno 3, n. 13, Milano, Gruppo Editoriale Jackson, giugno 1990, pp. 78-79, OCLC 955381984.
- Galdregon's Domain (JPG), in Guida Videogiochi, Speciale videogiochi estate '90, supplemento al n. 12, Gruppo Editoriale Jackson, giugno 1990, p. 53.
Collegamenti esterni
- (EN) Death Bringer, su MobyGames, Blue Flame Labs.
- Roberto Nicoletti, Galdregon's Domain, su Ready64.org.
- (EN) Kim Lemon, Death Bringer (America settentrionale) / Galdregon's Domain (Europa), su Lemon64.com.
- (EN) Galdregon's Domain / DeathBringer (Spotlight), su Hall of Light - The database of Amiga games - abime.net.
- (EN) Galdregon's Domain / Death Bringer, su Atarimania.com.
