Geografia del Libano

Mappa fisica del Libano.

Il Libano occupa la parte più montuosa dell'intera regione siro-palestinese. Il nome stesso del paese deriva dall'omonima catena che, estendendosi parallelamente alla costa per circa 170 km in direzione nord-nord-est/sud-sud-ovest, ne costituisce la spina dorsale.

Il territorio ha una forma approssimativamente rettangolare, con una lunghezza massima di circa 200 km e una larghezza variabile fra 30 e 90 km. Si estende su una superficie di circa 10.400 km², risultando quindi poco più vasto delle Marche.

I suoi confini sono ben delimitati. Il mar di Levante bagna a occidente il paese per tutta la sua lunghezza, da Raʾs al-Nāqūra, a sud, fino alla foce del Nahr al-Kabīr meridionale, a nord. Il confine settentrionale segue il corso di questo fiume, mentre quello orientale supera le propaggini settentrionali della catena del Libano e, dopo attraversato la Beqāʿ, in arabo البقاع‎?, al-Biqāʿ, corre lungo la cresta dell'Antilibano. Questo lungo tratto di frontiera separa il Libano dalla Siria. Nel punto in cui le catene del Libano e dell'Antilibano si avvicinano fino quasi a congiungersi mediante una soglia, ha inizio il confine con Israele, che si dirige verso sud per una trentina di chilometri e piega quindi verso ovest, con andamento quasi rettilineo, fino al mare.

Densamente popolato, favorito dal clima mediterraneo e dalla posizione geografica e aperto, per antica tradizione, agli influssi occidentali, il Libano è uno degli Stati più importanti del Vicino Oriente.

Morfologia

L'osservazione della carta fisica del Libano permette di constatare facilmente la caratteristica principale della morfologia del paese, vale a dire la sua marcata montuosità. È soprattutto l'imponente catena del Libano, affiancata verso l'interno dall'Antilibano, a conferirgli questa fisionomia.

Il sistema orografico si è formato in epoca geologica relativamente recente. Grandi perturbazioni tettoniche verificatesi durante il Miocene produssero fratture e sollevamenti che, innalzando le potenti masse di sedimenti marini depositatesi sopra lo zoccolo cristallino di base, crearono l'imponente sistema montuoso costituito dalle due lunghe catene, quasi parallele, del Libano e dell'Antilibano.

Nel periodo geologico successivo, il Pliocene, tali rilievi furono sottoposti all'erosione e parzialmente livellati. Nella regione si verificarono inoltre nuovi sollevamenti e sprofondamenti, fra i quali il più notevole interessò la Beqāʿ, che divenne una profonda fossa tettonica compresa fra il Libano e l'Antilibano. Contemporaneamente, in prosecuzione di questa depressione, si formarono a nord la fossa del Ghāb e a sud il solco del Giordano, o Ghōr, la depressione del mar Morto e il Wadi Araba.

La presenza delle due catene montuose e della lunga fossa tettonica fa sì che la regione, procedendo dal mare verso l'interno, risulti suddivisa in alcune fasce longitudinali, differenti per clima, vegetazione e colture: la fascia costiera, la catena del Libano, la valle della Beqāʿ e l'Antilibano, del quale soltanto il versante occidentale è compreso entro i confini del paese.

La fascia costiera, compresa fra il mare e la catena del Libano, si presenta rocciosa e articolata in promontori e piccole isole nei punti in cui i contrafforti montuosi si spingono fino al mare. Altrove è sabbiosa, soprattutto in corrispondenza dei sedimenti quaternari che formano brevi tratti di pianure alluvionali. Proprio queste aree, create dai depositi lasciati dai fiumi e dai torrenti in seguito alla diminuzione della pendenza del loro corso, hanno favorito l'insediamento umano e la nascita di villaggi e città.

Lungo il litorale mancano baie e golfi profondi, ma sono frequenti i promontori e non mancano buoni approdi naturali. Dal confine settentrionale fino al promontorio di Beirut, la costa è prevalentemente rocciosa e inospitale, fatta eccezione per le ristrette pianure sulle quali sono sorte la città di Tripoli e le località di Baṭrūn, di Jubayl e Jūniyah.

La sporgenza più notevole dell'intera costa è il promontorio di Beirut, al quale segue un tratto di litorale sabbioso caratterizzato da depositi di dune rossastre. Più a sud, le propaggini della catena del Libano raggiungono nuovamente il mare, intervallate soltanto dalle pianure di Ṣaydā, o Sidone, e di Ṣūr, o Tiro. Quest'ultima città, importantissima nell'antichità, sorgeva originariamente sopra un'isola posta di fronte alla costa; oggi è collegata alla terraferma da un istmo sabbioso. Poco più di venti chilometri a sud di Tiro si trova il confine con Israele, segnato dal promontorio roccioso e scosceso di Raʾs al-Nāqūra.

Immediatamente alle spalle della stretta fascia costiera si innalza la catena del Libano, che dal mare sale a gradoni fino a superare in diversi punti i 2.000 m, formando un enorme bastione esteso per circa 170 km fra la costa e la Beqāʿ.

Nella parte settentrionale, a partire dal corso del Nahr al-Kabīr, il rilievo assume l'aspetto di una vera catena montuosa, larga fino a 45 km e culminante nei 3.083 m del Qurnat al-Sawdāʾ. Nella parte meridionale si assottiglia e assume maggiormente l'aspetto di un vasto altopiano dal profilo quasi rettilineo. Nel complesso, il rilievo presenta forme arrotondate e poche cime nettamente prominenti. Le rocce calcaree sono incise da gole profonde e forre e vi è ampiamente diffusa la morfologia carsica.

La scarsità di solchi vallivi ben definiti rende difficili le comunicazioni. I villaggi sorgono pertanto spesso isolati gli uni dagli altri; proprio in queste zone impervie la popolazione maronita, perseguitata per ragioni religiose a partire dal VII secolo, trovò un rifugio relativamente sicuro. Il principale valico è il passo di Dahr al-Baydar, posto a 1.542 m di altitudine, attraversato dalla strada e dalla linea ferroviaria che collegano Beirut a Damasco.

Il versante occidentale della catena scende dolcemente verso il mare mediante una successione di terrazzi. Dove affiorano terreni meno resistenti e meno permeabili dei calcari, i suoli sono fertili e le coltivazioni diffuse. La regione è verdeggiante e densamente popolata ed era un tempo ricoperta da vaste foreste di cedri, oggi ridotte a pochi lembi boschivi. Intorno ai 2.000 m si estendono i pascoli, utilizzati durante l'estate da greggi di capre e pecore e ricoperti a lungo dalla neve durante l'inverno.

Il versante orientale è invece ripido e scosceso e precipita bruscamente verso la Beqāʿ, conosciuta nell'antichità con il nome greco di Koilēsyria. La valle, larga fra 8 e 14 km, si estende per circa 120 km fra il Libano e l'Antilibano. È percorsa a nord dall'Oronte, o al-ʿĀṣī, e a sud dal Leonte, o al-Līṭānī.

Il fondo della fossa, situato mediamente a circa 900 m di altitudine e caratterizzato da una debole pendenza, è ben drenato dai due fiumi. Il loro spartiacque si trova a ovest di Baʿalbek, a circa 1.100 m di altitudine: da qui l'Oronte si dirige verso nord, mentre il Leonte scorre verso sud.

I terreni della valle sono particolarmente adatti all'agricoltura, soprattutto nella Beqāʿ meridionale, dove le terre rosse che ricoprono i basalti e i calcari sottostanti sono destinate alla coltivazione di cereali, alberi da frutto, vite e altre colture.

La Beqāʿ è chiusa a oriente dalla catena dell'Antilibano, poco meno elevata di quella del Libano e caratterizzata, come quest'ultima, da un versante relativamente dolce verso occidente e più ripido verso oriente. Nella parte meridionale culmina nell'isolato monte Hermon, o Jabal al-Shaykh, un ampio massiccio calcareo alto 2.814 m, mentre a nord digrada mediante alture terrazzate verso la steppa siriana.

Meno favorito dalle precipitazioni rispetto alla catena del Libano, l'Antilibano è quasi completamente privo di vegetazione. Presenta forme tipiche dei terreni carsici, è disseminato di doline ed è molto scarsamente popolato.

Clima

Il Libano, affacciato sul mare per tutta la sua lunghezza, presenta un clima mediterraneo, con inverni generalmente miti ed estati calde ma temperate dall'influenza marittima. L'escursione termica annua lungo la costa è relativamente contenuta: a Beirut le temperature medie variano da circa 13 °C in gennaio a 27 °C in agosto. Anche le località situate sul versante occidentale della catena del Libano godono di un clima temperato, sebbene le temperature diminuiscano sensibilmente con l'altitudine.

Lungo la costa le precipitazioni si concentrano prevalentemente in inverno e in primavera. A Beirut cadono circa 900 mm di pioggia all'anno, dei quali almeno 750 mm fra novembre e aprile. La quantità media delle precipitazioni aumenta progressivamente con l'altitudine: a Jezzīn raggiunge circa 1.400 mm annui, mentre sulle vette più elevate può superare i 2.000 mm. Durante l'inverno, alle quote maggiori, le precipitazioni assumono frequentemente carattere nevoso.

Idrografia

I fiumi del Libano presentano una caratteristica comune: si trovano ancora in uno stadio giovanile del proprio ciclo erosivo. Scorrono infatti in una regione di sollevamento relativamente recente e di notevole altitudine media e, dovendo incidere terreni caratterizzati da pendenze molto variabili, sono ancora lontani dal raggiungimento di un profilo di equilibrio.

I corsi d'acqua possono essere suddivisi in due gruppi principali: i torrenti della regione costiera e i fiumi della depressione mediana, ossia della Beqāʿ.

I torrenti costieri, che scendono dal versante occidentale della catena del Libano, hanno un corso ripido e molto breve, poiché raggiungono il mare dopo pochi chilometri. Sono alimentati da sorgenti perenni, la cui presenza è legata alla natura del terreno, costituito in larga parte da calcari fessurati e molto permeabili.

L'acqua piovana si infiltra nelle rocce calcaree e penetra in profondità finché incontra uno strato impermeabile, sopra il quale scorre fino a riemergere nei punti in cui tale strato affiora. Le acque sorgive così originate sono in grado di alimentare i torrenti anche durante la stagione estiva, quando le piogge sono molto rare.

In inverno, il regime di questi corsi d'acqua è fortemente influenzato dalle precipitazioni. All'inizio dell'estate contribuisce alla loro alimentazione anche la fusione delle nevi, per cui la portata varia notevolmente nel corso dell'anno.

I fiumi della depressione mediana sono quelli che percorrono la Beqāʿ, vale a dire l'Oronte e il Leonte, il primo diretto verso nord e il secondo verso sud. La linea spartiacque fra i rispettivi bacini si trova a circa 1.100 m di altitudine presso Baʿalbek e non è particolarmente marcata, poiché il fondo della valle si trova già a una quota media di circa 900 m.

In territorio libanese si trova soltanto il tratto superiore dell'Oronte, che prosegue poi verso il lago di Homs. Già nel tratto iniziale la sua portata è considerevole e relativamente costante, poiché i calcari fessurati assorbono le precipitazioni e le restituiscono gradualmente attraverso numerose sorgenti.

Il Leonte ha una lunghezza di circa 140 km e un bacino di circa 2.200 km², interamente compreso nel territorio libanese. Attraversa la Beqāʿ in direzione nord-sud e riceve l'apporto di numerose sorgenti. Giunto in prossimità del confine con Israele, cambia bruscamente direzione, piega verso ovest e sfocia nel Mediterraneo presso Al-Qāsimiyyah, poco a nord di Ṣūr.

I fiumi della depressione mediana, contrariamente ai torrenti costieri, che scorrono parallelamente e mantengono corsi indipendenti, costituiscono una vera rete idrografica. Svolgono infatti una funzione collettrice, raccogliendo le acque dei corsi che scendono dai versanti del Libano e dell'Antilibano verso la Beqāʿ.

Flora e fauna

Nell'antichità e durante il Medioevo gran parte del Libano era ricoperta da foreste. Il legname che se ne ricavava, in particolare quello dei celebri cedri, veniva esportato come materiale da costruzione e impiegato nella fabbricazione delle navi.

La vegetazione spontanea è stata tuttavia gravemente danneggiata dal pascolo, dagli incendi e dalla deforestazione, tanto che soltanto una piccola parte delle antiche formazioni forestali è riuscita a rigenerarsi. La vegetazione superstite è prevalentemente di tipo mediterraneo ed è costituita da arbusti e alberi di dimensioni contenute, con prevalenza di querce, pini, cipressi, abeti, ginepri e carrubi.

In Libano sopravvivono pochi animali selvatici di grandi dimensioni. Fra i mammiferi presenti figurano cervi, gatti selvatici, ricci, scoiattoli, martore, ghiri e lepri, mentre gli avvistamenti di grandi carnivori sono ormai rari.

Numerosi uccelli migratori provenienti dall'Africa e dall'Europa attraversano il paese. Fenicotteri, pellicani, cormorani, anatre, aironi e beccaccini frequentano le zone umide; aquile, poiane, nibbi, falchi e sparvieri popolano le regioni montuose; gufi, martin pescatori, cuculi e picchi sono presenti in diversi ambienti.

La ricca biodiversità vegetale e animale del Libano ha subito gravi danni durante la lunga guerra civile e i successivi conflitti. Nel periodo seguente alla guerra civile si è tuttavia registrata una crescente attività di associazioni e movimenti ambientalisti, impegnati nella creazione di riserve naturali e aree protette nelle zone ecologicamente più sensibili del paese.

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • (EN) CIA Factbook, su cia.gov. URL consultato il 19 maggio 2008 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2018).
  • Libano su treccani.it.
  • Libano su sapere.it.